Edenlandia e Zoo, bando da sette milioni

Il futuro dell’Edenlandia e dello Zoo di Napoli è tutto scritto nelle pagine del bando di gara internazionale pubblicato oggi. Alla fine c’è voluto il tribunale fallimentare a dare una dimensione e una prospettiva al parco di Fuorigrotta che, dopo il fallimento avrebbe rischiato anche una fine indegna. Invece, il curatore fallimentare Salvatore Lauria non si è limitato a gestire l’ordinario: ha ridotto gli sprechi; ha cercato di mettere a reddito le strutture a disposizione; ha salvato i posti di lavoro; ha trattato col Comune per ottenere finanziamenti necessari alla sopravvivenza degli animali; ha trattato, infine, con la Mostra d’Oltremare per ottenere un contratto di affitto sostenibile e di lunga durata; e, poi, ha disegnato il bando. Ha fatto, insomma, quello che avrebbero dovuto fare altri, istituzioni e imprenditori, prima la scure del crac societario non mandasse tutto in malora.

 

da il Giornale di Napoli del 24 maggio 2012

Adesso c’è una possibilità per Edenlandia, Zoo e per il quartiere. Serve solo una società che accetti di investire a Napoli. Le garanzie per l’investitore sono tutte nel contratto: accordi chiari sul futuro di animali e strutture e sui contratti.

 

IL BANDO. Il termine per la presentazione delle offerte è il 16 luglio, il giorno dopo si apriranno le buste e il giudice fallimentare deciderà quale risulterà la migliore. Non è una gara al ribasso, si procederà secondo il metodo dell’offerta migliorativa. Ma non vincerà soltanto chi offrirà più soldi. Ci saranno dei criteri per la selezione degli investitori. Il parco potrà essere affidato a società superspecializzate e dai grandi numeri. Insomma, stop alle aziende create ad hoc per le gare d’appalto, il tribunale cerca una major del settore.

 

I COSTI. Il bando parte da 4,7 milioni di euro. A questi soldi si devono aggiungere altri 2,3 milioni di euro, inseriti nel contratto di affitto con la Mostra d’Oltremare. Si tratta di un investimento obbligatorio per la messa a norma dello Zoo, che, attualmente, è fuori legge. Le norme per la sicurezza e la salute degli animali e dei visitatori dovranno essere garantite da strutture adeguate. Migliorano i termini del contratto di affitto: di poco superiore agli 800mila euro all’anno (il vecchio contratto era di un milione di euro) e la durata sarà ventennale con opzione per il rinnovo.

 

I NUMERI. Certamente quello di Napoli non è un Parco dai grandissimi numeri. L’area dello Zoo occupa 80mila metri quadrati, quella dedicata ai giochi sarà, invece, di 48mila metri quadrati (si estenderà sui 28mila metri quadrati dell’Edenlandia più i 20mila, mai messi a reddito, del cinodromo): 128mila metri quadrati in tutto. Nulla se pensiamo ai 600mila metri quadrati di Gardland, ai 700mila di Mirabilandia o i 600mila del nuovissimo RainBow Magicland di Valmontone (il megaparco più vicino a Napoli). Ma sarà certamente il Parco cittadino più grande d’Italia. Quello di Milano, il Luna Euro Park dell’Idroscalo, è 47mila metri quadrati. Il vecchio LunEur di Roma, si estendeva su 68mila metri quadrati, ma è ormai chiuso da quattro anni.

 

SERVONO SOLDI. Tuttavia, la gestione fallimentare continua ancora con tutte le difficoltà di sempre. Da Palazzo San Giacomo sono già arrivati 200mila euro, ma il curatore fallimentare ne attende altri 50mila. Si tratta di soldi essenziali per garantire la sopravvivenza degli animali. Lo zoo, infatti, incassa pochissimo e i fondi non garantiscono la gestione ordinaria (i costi sono di circa 50mila euro al mese). Forse l’idea dell’assessore al Commercio Marco Esposito di cancellare il parco degli animali avrebbe dato certamente più possibilità per un grande investimento. Ma c’erano troppi vincoli da rispettare e comitati e cittadini si sono opposti a questa ipotesi.


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