Monthly Archives: marzo 2012

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Coppa America, spese choc: 400 euro per uno sgabello

Per la Coppa America il Comune non ha badato a spese. Per la Casina Pompeiana in Villa Comunale, uno spazio minimale per le esposizioni, Palazzo San Giacomo ha sborsato 20mila euro per gli accessori. Non sembrano tanti denari, con la stessa somma qualcuno ci può arredare casa dignitosamente. Il problema è che quei soldi sono stati spesi in una delle più prestigiose boutique dell’arredo della città per comprare pochi pezzi, tutti rigorosamente firmati Kartell. Qualche esempio: 12 sgabelli da 400 euro l’uno, un tavolo piegevole da 1.400 euro. I due portaombrelli, da 88 euro, sono stati corredati anche da due utilissimi posacenere da 33 euro, peccato che nei luoghi pubblici non si possa entrare con la sigaretta accesa. Per le 88 sedie nere, modello Masters, è stato speso un po’ meno: 140 euro l’una. Bisognerà capire qual effetto avranno tanti pezzi di design messi l’uno accanto all’altro come in una sala cinematografica. Arredare da Ikea uno spazio espositivo può essere un azzardo, ma anche acquistare in uno dei più prestigiosi negozi del centro cittardino: Ferrari, di via Cervantes è una superboutique dell’arredo a due passi da Palazzo San Giacomo, il sogno di chi vuole arredare con classe il proprio appartamento. Insomma, per allestire gli spazi, i tecnici del Comune non si sono scomodati troppo: dopo aver preso l’ascensore hanno fatto una settantina di passi e hanno consegnato al negozio l’elenco del materiale. Ma la casina, per quanto bella, non è il Museo d’Orsay. Anche perché questa non è tutta la spesa: ci sono da aggiungere circa 23mila euro di lavori di falegnameria essenziali per l’arredo vero e proprio, quello fatto su misura. Ci sono poi gli impianti elettrici, con 12 postazioni multimediali per i quali sono previsti altri 24mila euro. Per l’adeguamento del cancello e degli impianti ci sono altri 24mila euro. Insomma, circa 100mila euro che si aggiungono al lavoro di restauro vero e proprio costato 36mila euro circa. Per un totale di 136mila euro circa.
I lavori. Mancano 21 giorni alla partenza della tappa napoletana dell’America’s Cup. I tempi per completare i lavori sono strettissimi, ci sono poco più di 15 giorni per finire tutto. Tutte le opere sono state appaltate e ora si deve accelerare sui lavori per finire in tempo. Ieri è stata consegnata alla Jumbo Grandi Eventi l’area della Villa Comunale nella quale dovrà essere allestito il Public Event Village. Oggi i tecnici della supersocietà incontreranno a Palazzo San Giacomo il pool del Comune per fare il punto sulla situazione. Il problema è coordinare tutti gli interventi. Intanto, nell’area della Rotonda Diaz procedono i lavori per l’allungamento della scogliera. La parte ad Est, quella verso il Castel dell’Ovo, è terminata, e già da ieri è cominciata la sistemazione dei corpi morti per l’ancoraggio dei pontili. Una mega-gru da 50 metri ha piazzato sul fondale le strutture di calcestruzzo. Contemporaneamente, nei prossimi giorni si procederà alla costruzione di una megapiattaforma, da circa 50mila euro, che servirà a livellare la strada, per poi procedere all’allestimento dell’Area tecnica per i team. Tutto dovrà essere consegnato il 26 marzo all’Acea.

pubblicato sul Roma del 16 marzo 2012

Ripreso da Dagospia

Edenlandia e Zoo, bando entro fine mese

Entro fine mese partirà il bando internazionale per la nuova Edenlandia. Quasi tutti i dettagli sono definiti. Una volta lanciata la gara d’appalto ci saranno 45 giorni per presentare le offerte. Questo significa che, se tutto fila liscio, entro giugno si dovrebbe aprire la nuova era del primo parco giochi del Mezzogiorno. La speranza è che si faccia avanti un investitore internazionale. Già nei mesi scorsi qualcuno ha manifestato il proprio interesse per il Parco. Il limite, fino ad ora, è stato rappresentato da incertezze contrattuali, amministrative e vincoli paesaggistici che hanno caratterizzato l’amministrazione della struttura fino al fallimento della società “Parks and Plaisure” di Cesare Falchero. Ma, soprattutto, dal contesto. Napoli è la città dove nessuno compra i suoli di Bagnoli e dove per l’appalto di una manifestazione internazionale della Coppa America si presentano solo tre società.
Stavolta, però, c’è un vantaggio. A stabilire le regole non sono le amministrazioni pubbliche locali, ma il tribunale fallimentare e, in particolare, il curatore Salvatore Lauria: un tecnico. Commercialista, consulente aziendale, ha fino ad ora gestito una struttura allo sfascio razionalizzando le spese e riuscendo a garantire, nonostante tutto, gli stipendi ai lavoratori e la sopravvivenza degli animali.
Il bando. Il primo passaggio per definire i termini del bando è la certezza sul contratto di affitto dei suoli, di proprietà della Mostra d’Oltremare che è stato chiuso: circa 800mila euro all’anno per 20 anni (rispetto al milione di euro attuale). Senza questa certezza, difficilmente un investitore punterebbe sul Parco. Il secondo punto che è stato definito è che lo zoo non se ne andrà: il vincitore dell’appalto dovrà realizzare un grande parco giochi, nel quale dovrà essere integrata un’area destinata agli animali e al verde che dovrà essere messa a norma (quella attuale non lo è). Insomma, dei 128mila metri quadrati attuali, circa la metà sarà destinata allo Zoo (attualmente 80mila metri sono occupati dallo Zoo, 28mila dall’Edenlandia e 20mila dal Cinodromo). L’area dei giochi triplicherebbe, comunque, la propria superficie. Le strutture vincolate, come le “M” di Mussolini che sono all’ingresso del parco, dovranno essere restaurate. Nel bando sono inseriti, inoltre, dei parametri per le società che presenteranno le loro proposte: fatturato ed esperienza nel settore i parametri fondamentali.
Nuove giostre e pulizia. Ma per migliorare l’appeal del parco il curatore fallimentare ha disposto l’installazione di cinque nuove giostre nell’Edenlandia, che è l’unica struttura che produce fatturato (gli incassi dello zoo sono ridicoli rispetto ad una spesa di gestione che supera i 50mila euro al mese). Inoltre, è stata fatta una pulizia nello Zoo, grazie all’intervento di una task force dell’Asìa. Operazione che non veniva effettuata da svariati anni.
Emergenza finanziaria. Tuttavia, c’è un’emergenza economica seria che deve essere tamponata in qualche modo, vista l’esiguità degli incassi. Per questo è intervenuto direttamente il Comune. Con una determina firmata dal capo di gabinetto Attilio Auricchio è stato disposto il trasferimento di 80mila euro per la “salvaguardia” degli animali che “versano in precarie condizioni di salute”. In realtà, si tratta solo del primo investimento, al quale ne seguiranno altri nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di presentare una struttura dignitosa ai futuri investitori, se ce ne saranno.

pubblicato su il Giornale di Napoli del 10 marzo 2012