Coppa America, a Napoli hanno fallito gli imprenditori

Per la Coppa America Napoli ha speso 26 volte più di Plymouth, 4 volte più di Venezia, insomma, ha oggettivamente pagato troppo. E continuerà a pagare troppo per la tappa prevista per il prossimo anno. A snocciolare i dati è il leader dell’opposizione in consiglio comunale Gianni Lettieri. Gli organizzatori, invece, dati non ne hanno forniti. Qualcosa, evidentemente, non è andato per il verso giusto. C’erano delle previsioni (quelle fornite dalla ricerca della Deloitte), ma sono state disattese. C’erano degli accordi, che prevedevano spot e passaggi televisivi, e sono stati disattesi. Diciamo che, nonostante tutti questi obiettivi non centrati, l’evento ha dato una immagine diversa della città anche ai cittadini stessi. Non è poco. L’intervento delle istituzioni, anche se sproporzionato rispetto all’impegno di altre città, è comprensibile ed è giustificato dall’ansia di cancellare la drammatica immagine di Napoli devastata ed umiliata dal degrado dell’emergenza rifiuti. C’è un fatto, però, sul quale nessuno riflette e che rappresenta l’aspetto più desolante dell’intera vicenda. L’assenza cronica delle imprese. Il dato rilevante, ad esempio, non è che Venezia abbia speso soltanto 5 milioni di euro, rispetto ai 20 napoletani, ma che quei soldi li abbiano messi tutti i privati. A Napoli si è creata, invece, una situazione paradossale che sintetizza nella sua assurdità il problema reale della città. L’affare della Coppa America è stato gestito tutto dal presidente dell’Unione degli Industriali, Paolo Graziano. L’imprenditore è stato messo a capo di una società di scopo cui è stata affidata la responsabilità delle trattative e dei contratti. Un aspetto, questo, simbolicamente rilevante. Dare all’Unione industriali un ruolo centrale significa garantirsi l’apporto, non solo simbolico, della finanza partenopea. Il risultato? Gli industriali hanno gestito l’affare con i soldi pubblici (solo qualche spicciolo è stato raggranellato con gli sponsor). Insomma, gli imprenditori napoletani non hanno fatto come i veneziani, sono riusciti a non mettere neanche un euro, nonostante ci abbiano messo la faccia. Un’operazione mirabile, da grandi illusionistii. Del resto, da queste parti, hanno fatto sempre e solo questo, mai un soldo per la cosa pubblica (e non parliamo di prestiti a fondo perduto). Sbaglia il sindaco ad aspettare che, per la prima volta nella storia, gli industriali puntino sulla città. Sbaglia ad ascoltare le chiacchiere anche di chi, per titoli, avrebbe autorità a parlare. Sbaglia a non puntare il dito su chi ha bluffato. Qui a pagare c’è solo il pubblico, che per le aziende è la manna dal cielo. Tutto sommato, a che serve investire se la politica paga. E la Coppa America è solo un esempio.

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