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Città della Scienza, è il nostro 11 settembre

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È il nostro 11 settembre. Nel microcosmo napoletano la distruzione di un museo, l’annientamento così plateale di una struttura simbolo della città da parte di oscure forze criminali è paragonabile ad un attentato terroristico come quello delle Torri Gemelle. Con la cancellazione di Città della Scienza è stata violentata la città come in un bombardamento. Napoli è stata colpita al cuore e un gesto di queste proporzioni non ha precedenti. È un particolare che non può essere sottovalutato da chi indaga. Non si può ragionare come se ci si trovasse semplicemente di fronte alla camorra bombarola, quella che fa saltare i negozi, che incendia i boschi e le terre, che gestisce le bonifiche e lo smaltimento illecito dei rifiuti. Qui non è stato colpito un esercizio commerciale e neanche un museo, se vogliamo. È stata colpita un’idea, il piano di sviluppo di un intero territorio. Senza quei capannoni possono essere rivisti completamente il disegno della costa ma anche l’edificazione di tutto quello che c’è dietro. Per chi ha commissionato l’attacco, Città della Scienza era, evidentemente, un ostacolo. In realtà lo era, per altri motivi, anche per chi ha elaborato il Piano regolatore originario del Comune di Napoli. Per il Prg quei capannoni non dovevano essere in quel posto, la linea di costa originaria doveva essere ripristinata e tutte le costruzioni esistenti rase al suolo. Del resto, la dislocazione dello science centre era già stata paventata, ma fu sventata con una levata di scudi da parte dell’intellighenzia cittadina e con una modifica al Piano urbanistico. In questa prospettiva è evidente che la camorra, se c’entra la camorra, non può essere l’unico attore del disegno criminale. Può essere stato il braccio armato, ma i protagonisti principali sono certamente quelle imprese che hanno interessi diretti su qull’area e gli Amministratori pubblici (non è detto che c’entri la politica, sull’affare Bagnoli sono passate tre generazioni di politici) che a quelle imprese hanno aperto o presentato nuove possibilità di speculazione. In un’altra ipotesi a colpire potrebbero essere stati, invece, quei gruppi eversivi che proprio quegli speculatori vorrebbero colpire, e che immaginano Bagnoli come nel sogno del Prg. Questo è il teorema. Ora c’è da individuare il progetto, perché dietro quel piano ci sono i responsabili. Arrestare il camorrista di turno non basta, c’è un sistema di potere consolidato da smantellare. Per ora, possiamo esserne certi, lo scheletro di quel cadavere resterà sulla spiaggia per troppo tempo a marcire, giusto il tempo di dimenticare tutte le buone intenzioni.