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Il Covid uccide Pietro Nardiello, una vita tra giornalismo e impegno civile

È morto di Covid nell’ospedale di Santa Maria Capua Vetere a soli 47 anni il giornalista Pietro Nardiello. Il Sindacato unitario giornalisti della Campania si stringe con affetto alla famiglia per la grave perdita. Di seguito il ricordo della collega della Tgr Campania Francesca Ghidini.

Pietro Nardiello a un forum con Pino Scaccia

di Francesca Ghidini
Ci siamo conosciuti a Casal di Principe. Pietro è stato uno dei primi, in un clima pesante e opprimente, a parlare di cultura come strumento di lotta e di riscatto. Il Festival dell’Impegno civile sembrava una sfida impossibile. Eppure, in quella saletta al piano terra accanto al Municipio, grazie al suo entusiasmo e alla sua determinazione,  si davano appuntamento  giornalisti, artisti e scrittori.  Li aveva coinvolti e convinti.
La sua macchina, piena di manifesti e locandine.
Durante il viaggio da Napoli a Casal di Principe mi raccontò aneddoti, storie, progetti. Un vulcano. E io pensai a quanta forza avesse questo collega pieno passione.
Eccellenze del sud e questione meridionale nell’altra grande scommessa di Pietro. La testata multimediale “il Brigante”.
Poi il traguardo più ambizioso: valorizzare i beni confiscati ai clan. Riempirli di vita. E di occasioni.
L’ultima volta che ci siamo visti è stata una sera in piazza a Chiaiano, dove si era appena trasferito. Una festa per celebrare la chiusura della discarica e il rilancio di un territorio che tanto aveva sofferto. Mi parlò della figlia. Gli brillavano gli occhi.
Gli stessi occhi che nella foto postata su Facebook dall’ospedale sembravano comunicare ottimismo. Speranza di guarigione.
Invece questa subdola malattia lo ha strappato, giovanissimo, alla  sua famiglia, al suo mondo, ai suoi sogni.

Un murale per Mario Paciolla, martedì Giulietti a Napoli: verità e giustizia

Un murale in memoria di Mario Paciolla, il giornalista e operatore dell’Onu ucciso in Colombia. L’opera è stata realizzata dall’artista Luca Carnevale nell’area attrezzata di via dell’Erba, all’Arenella, dove Mario viveva e si recava a giocare a basket. L’iniziativa è stata portata avanti dal “comitato Giustizia per Mario Paciolla”, in collaborazione con il Comune di Napoli. Alla cerimonia di inaugurazione, oltre ai genitori di Mario, anche il sindaco Luigi de Magistris, gli assessori Alessandra Clemente, Luigi Felaco e Giovanni Pagano, una rappresentanza del comitato e l’artista. Alla manifestazione erano presenti anche il segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, con i consiglieri Paolo Animato e Renato Cavallo, e la portavoce campana di Articolo21, Désirée Klain. Il sindacato è impegnato per chiedere verità e giustizia per Mario. Martedì prossimo il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Giuseppe Giulietti, sarà a Napoli, insieme ai vertici del SUGC, per incontrare i genitori del 33enne.

Consiglio nazionale Fnsi in piazza il 20 maggio: «Governo e parlamento ignorano informazione e lavoro»

Il Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa italiana si riunirà in piazza per richiamare l’attenzione del governo e delle istituzioni sulle difficoltà strutturali dell’informazione e sull’assenza di politiche per il lavoro. L’appuntamento è fissato per giovedì 20 maggio, alle ore 10, in piazza Montecitorio, a Roma, nel rispetto delle norme sul distanziamento e di prevenzione del Covid.

La Giunta esecutiva della Fnsi, riunitasi oggi, 6 maggio 2021, considera ineludibile un patto con le istituzioni per dare piena attuazione all’articolo 21 della Costituzione. È necessario rimettere al centro del dibattito pubblico i temi che riguardano l’informazione nel nostro Paese. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza non assegna la giusta attenzione a chi fa informazione, attività essenziale e fondamentale per la tenuta delle istituzioni democratiche e far crescere un’opinione pubblica matura. Nessun segnale concreto dal governo e dal parlamento giunge su questioni fondamentali che riguardano la libertà, i diritti, la dignità del lavoro di chi ogni giorno si sforza di aiutare i cittadini a conoscere e a comprendere.

Le proposte di legge sulla cancellazione del carcere per i giornalisti e per il contrasto alle querele bavaglio sono ferme in parlamento. Non c’è alcuna volontà di mettere mano alla riforma della Rai, sottraendone la governance al controllo del potere esecutivo. I temi del rafforzamento del mercato del lavoro, dell’equo compenso per gli autonomi e del contrasto alla precarietà dilagante sono scomparsi dal dibattito e dall’agenda politica. Nel frattempo, il governo si prepara a destinare altre risorse pubbliche al sostegno del pensionamento anticipato dei giornalisti, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria dell’Inpgi senza adottare gli interventi e le misure strutturali necessarie per la messa in sicurezza dell’Istituto. L’informazione italiana ha bisogno di una nuova legge di sistema per affrontare in maniera compiuta la delicata fase di transizione digitale, valorizzando il lavoro di quanti oggi svolgono la propria attività su una molteplicità di piattaforme.

L’impostazione che sta prendendo corpo è inaccettabile perché rischia di trasformare il passaggio al digitale in una fase di indebolimento e marginalizzazione dell’informazione di qualità e di distruzione di posti di lavoro. A questa prospettiva i giornalisti italiani hanno il dovere di opporsi, chiamando il governo, a cominciare dal suo presidente, Mario Draghi, ad una presa di coscienza e ad un confronto serrato, esattamente come avvenuto per altri settori, che restituisca all’informazione e al lavoro di chi fa informazione la centralità e il ruolo previsti dalla Costituzione.

Uffici stampa, firmata l’ipotesi di accordo per salvaguardare i diritti dei giornalisti nella PA

L’intesa riguarda i comparti funzioni centrali, funzioni locali, sanità, istruzione e ricerca, ai quali, in seguito ad alcune pronunce della Corte Costituzionale, non era più applicabile il contratto di lavoro Fieg-Fnsi. Lorusso e Costante: «In un quadro di conformità alle leggi e alle decisioni della Consulta vengono messe in sicurezza posizioni e retribuzioni dei colleghi».

Sottoscritto l’accordo per salvaguardare le posizioni dei giornalisti assunti nella pubblica amministrazione prima del 2018 con contratto di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi. Aran, confederazioni sindacali della pubblica amministrazione e Federazione nazionale della Stampa italiana hanno firmato un’intesa che fa salvi i diritti acquisiti.

L’intesa riguarda i giornalisti di quattro comparti del settore pubblico: funzioni centrali, funzioni locali, sanità, istruzione e ricerca, ai quali, in seguito ad alcune pronunce della Corte Costituzionale, non era più applicabile il contratto di lavoro di natura privatistica.

«L’accordo sottoscritto fra Aran, confederazioni sindacali della pubblica amministrazione e Fnsi consente di salvaguardare i diritti dei giornalisti assunti a tempo indeterminato prima del maggio 2018 con contratto di lavoro Fieg-Fnsi. In un quadro di conformità alle leggi e alle decisioni della Consulta vengono messe in sicurezza posizioni e retribuzioni», commentano Raffaele Lorusso e Alessandra Costante, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana e vicesegretaria con delega agli uffici stampa pubblici.

«Si tratta – proseguono – di un risultato reso possibile dallo spirito costruttivo di tutte le organizzazioni sindacali della pubblica amministrazione e dalla volontà del presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. A quest’ultimo e al ministro Renato Brunetta va un sincero ringraziamento, nell’auspicio che la prossima tornata contrattuale possa potenziare il ruolo di chi fa informazione nella pubblica amministrazione con l’ulteriore definizione dei ruoli e il rafforzamento dei profili professionali».

Ai fini dell’inquadramento, l’ipotesi sottoscritta individua le confluenze del personale tenendo conto delle qualifiche del contratto di lavoro giornalistico e delle aree o categorie del contratto di riferimento e riconosce un assegno ad personam con i relativi criteri di riassorbibilità.

Confermata anche la possibilità di aderire a Casagit Salute con il solo contributo a carico del lavoratore interessato.

Richiamando la legge professionale, l’accordo riconosce, inoltre, il diritto insopprimibile dei giornalisti iscritti all’albo alla libertà di informazione e di critica, limitata esclusivamente dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui, e ribadisce l’obbligo inderogabile al rispetto della verità sostanziale dei fatti, nel rispetto dei doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede, oltre al dovere di rettifica.

IL TESTO DELL’ACCORDO

Dichiarazione dei redditi gratis per gli iscritti al SUGC

Anche quest’anno per tutti i soci del Sindacato unitario giornalisti della Campania, in regola con il pagamento delle quote sociali, le dichiarazioni dei redditi sono gratuite.

La documentazione può essere presentata, entro il 31 maggio, presso la sede del Sindacato in vico Santa Maria a Cappella Vecchia 8/B (primo piano) direttamente ai nostri consulenti dello studio PADULA presso lo sportello dedicato il venerdì dalle 11 alle 13,30 e il mercoledì dalle 15 alle 17. E tutti gli altri giorni presso la segreteria del Sindacato negli orari di ufficio.

Ecco i documenti da presentare (IN COPIA)

  • CU 2021 (rilasciato dalle aziende o dagli enti di previdenza in caso di pensione/ammortizzatori sociali)
  • Riepilogo rimborsi CASAGIT (che potete scaricare dal sito)
  • Per chi non è iscritto alla CASAGIT o, comunque, per spese per le quali non è stato richiesto il rimborso: documentazione delle spese mediche sostenute (con prova pagamento tracciabile per spese sostenute presso studi o strutture private- vedi nota)

La documentazione che attesta le spese sostenute nell’anno 2020 es.:

  • scontrini parlanti
  • attestazione di pagamento di interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa
  • attestazione di pagamenti di eventuali assicurazioni sulla vita
  • ricevute di spese scolastiche
  • spese veterinarie
  • spese di ristrutturazioni condominiali (per la prima casa)
  • devoluzioni alle Onlus
  • contributi previdenziali e assistenziali (con certificato scaricabile dal sito INPGI)
  • spese funebri
  • ricevute attestazione spese attività sportiva figli
  • contributi per badanti e colf

occorre inoltre allegare:

  • C.I e C.F. del giornalista e di tutti i componenti del nucleo familiare a carico;
  • copia di tutta la documentazione necessaria a dimostrare le spese sostenute;
  • copia eventuali modd. F24 quietanzati.

N.B.

Dal 1 gennaio 2020, le spese saranno detraibili solo se pagate con metodi tracciabili (bancomat, carte di credito/debito,anche prepagate, moneta elettronica, bonifico bancario/postale, bollettino postale, assegno). Per tali spese occorrerà allegare anche prova del pagamento consegnando ad esempio copia assegno, copia bonifico o estratto conto dal quale evincere il pagamento

Unica eccezione sono le spese per medicinali, dispositivi medici e le prestazioni di strutture del Sistema Sanitario Nazionale (pubbliche o accreditate) per i quali è possibile anche il pagamento in contanti.

Ad esempio per le spese mediche c/o studio (es. dentista) occorre oltre alla fattura prova del pagamento es. copia assegno, copia bonifico o estratto conto dal quale evincere il pagamento.

GESTIONE PARTITE IVA

Ricordiamo, inoltre, che la gestione delle Partite Iva è gratuita per il primo anno mentre per gli anni successivi è a pagamento, ma con costi ridotti in regime di convenzione con lo Studio Padula.

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Un portale dedicato per la fatturazione elettronica gratuita per tutti gli iscritti. Anche quest’anno sarà possibile usufruire del servizio grazie alla collaborazione con Effatta, con la possibilità di gestire il servizio anche attraverso un’App.

PEC

Grazie a un accordo con Namirial i nostri uffici possono attivare Pec gratis per tutti gli iscritti in regola con le quote sociali, con il nostro dominio pecpress.it.

SPID

I nostri uffici, grazie a un accordo con CENASP,  sono in grado di attivare lo SPID in tempo reale, per gli iscritti in regola con le quote, al costo di 12 euro.

FIRMA DIGITALE

Tra i servizi offerti anche l’attivazione della firma digitale al costo di 22 euro.

Questa è solto una parte di servizi utili per i lavoratori autonomi. Sul sito è possibile consultare tutte le altre convenzioni.

Giornata della libertà di stampa, Fico alla Fnsi: «Con il precariato non può esserci informazione libera»

L’abolizione del carcere per i giornalisti, le minacce ai cronisti, la necessità di una riforma della governance della Rai. Tanti i temi al centro dell’incontro fra il presidente della Camera e i rappresentanti del sindacato e dell’associazione Articolo21. Lorusso: «Torniamo a parlare di dignità e diritti del lavoro».

I troppi ostacoli ad una informazione davvero libera, dalle minacce ai giornalisti, al precariato nel settore, alla previsione del carcere per i cronisti, ma anche la riforma della governance Rai, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tanti i temi al centro dell’incontro fra il presidente della Camera, Roberto Fico, e i rappresentanti della Federazione nazionale della Stampa italiana e dell’associazione Articolo21 nella Giornata mondiale per la libertà di stampa, che l’Unesco a dedicato quest’anno a “L’informazione come bene pubblico“.

«La nostra Costituzione garantisce la libertà di espressione. Ci sono molte proposte che condivido e penso possano essere oggetto di discussione in questa legislatura da parte del Parlamento. Tra le  più importanti, c’è l’abolizione del carcere per i giornalisti», è stata una delle riflessioni del presidente Fico, a margine dell’incontro. «Con il precariato non può esserci libertà dell’informazione», ha anche osservato, per poi soffermarsi sulle minacce ai cronisti «troppo spesso sono lasciati soli», a cui invece «debbono essere vicine istituzioni e Parlamento».

All’appuntamento erano presenti il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il presidente e la portavoce di Articolo21, Paolo Borrometi ed Elisa Marincola. «Non si può parlare di libertà di stampa se non si parla di dignità e diritti sul lavoro», ha rilevato Lorusso, che, ringraziando Fico per la sua «attenzione ai temi dell’informazione», ha evidenziato che il Pnrr «non abbia posto il tema dell’informazione. Ci saremmo aspettati vi fosse e sarebbe un’occasione perduta se in una fase di rilancio del Paese non si rilanciasse anche l’informazione. Se qualcuno pensa che la soluzione di tutto sia trovare dei soldi per finanziare i prepensionamenti dei giornalisti non ha proprio capito nulla».

Sollecitazioni a cui il presidente Fico ha risposto confermando l’attenzione del Parlamento. Come sulla necessità di una riforma della Rai. «Spero che si possa iniziare una discussione sulla riforma della governance del servizio pubblico radiotelevisivo», ha detto, aggiungendo che sull’argomento «deve esserci un serio dibattito su una cultura diversa anche della politica nei confronti della Rai e viceversa». Un confronto, ha proseguito, «che affronti tutte le problematiche e che non può essere scevro da un dibattito culturale perché a volte fatta la legge, trovato l’inganno e l’inganno è la cultura a cui apparteniamo rispetto a queste tematiche».

La politica, ha concluso il presidente della Camera, «deve fare la sua parte nell’elaborare una legge e fare sempre un passo indietro rispetto all’informazione».

Grottaminarda, l’opposizione attacca addetto stampa. Il Sugc: atteggiamento inqualificabile

“Il ruolo e l’ufficio di addetto stampa di un ente, così come dignità e professionalità di una giornalista non possono essere mortificate o peggio ancora delegittimate da attacchi che di natura politica. Il sindacato unitario giornalisti Campania è al fianco della collega Monica De Benedetto, addetto stampa del comune di Grottaminarda, provincia di Avellino”. Lo scrivono in una nota il segretario regionale Claudio Silvestri e il segretario provinciale Amedeo Picariello. “Non faremo mancare – aggiungono – il nostro sostegno morale e se necessario legale alla collega oggetto di attacchi da parte dell’opposizione consiliare”.
Il sindacato stigmatizza l’atteggiamento tenuto dal consigliere comunale Michelangelo Bruno nella seduta consiliare dello scorso 29 aprile. Le affermazioni pronunciate nell’assise sminuiscono e al contempo ledono la professionalità e la dignità in primis della figura dell’addetto stampa ed in questo caso della giornalista Monica De Benedetto. Non consentiremo a nessuno di spingersi in arditi parallelismi tra l’ufficio di addetto stampa e le spese per arredi comunali o peggio ancora la derubricazione a “persona che pubblica post su Facebook”. Sarebbe un’offesa all’intelligenza ricordare le funzioni generali attribuite ad un addetto stampa specie oggi al tempo della comunicazione globale.
Questo è solo l’ultima delle accuse mosse contro la figura e contro la professionalità della collega, bersaglio anche di post sui social.
Nel chiedere con fermezza il rispetto dei ruoli, auspichiamo che questa vicenda venga doverosamente sottratta dall’agone dello scontro politico.
Ecco perché il nostro appello va alla presidente del consiglio comunale di Grottaminarda, Antonella Meninno, affinché vigili sulla questione ed in virtù delle prerogative di garante dell’assise intervenga con opportuni provvedimenti qualora simili atteggiamenti dovessero ripetersi in futuro.

Unicef e Fnsi insieme per un’informazione rispettosa dei minori. Siglato il protocollo di intesa

Unicef e Federazione nazionale della Stampa italiana insieme per un’informazione rispettosa dei minori. La collaborazione è stata sancita attraverso un protocollo d’intesa siglato oggi, 28 aprile, a Roma, per ribadire l’impegno congiunto a favore di una comunicazione corretta dell’infanzia e dell’adolescenza. Introdotti e moderati dal portavoce del Comitato italiano di Unicef, Andrea Iacomini, alla presentazione dell’iniziativa hanno preso parte Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi; Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai e segretario generale aggiunto della Fnsi e, per Unicef, Carmela Pace e Paolo Rozera, presidente e direttore generale del Comitato Italiano e Anna Riatti, Coordinatrice del programma per la risposta a migranti e rifugiati in Italia. All’evento anche la giornalista e ambasciatrice Unicef Myrta Merlino.

«Siamo orgogliosi di questo accordo che, siamo certi, consentirà grazie all’impegno congiunto con la Fnsi, con le scuole e con le famiglie, di promuovere una comunicazione capace di riconoscere le nuove sfide che abbiamo di fronte e di avvicinare i ragazzi e le ragazze, ascoltarli, essere al loro fianco nel contrastare i fenomeni che li affliggono come il bullismo o il cyberbullismo», ha detto Carmela Pace.

«Un impegno – ha evidenziato Anna Riatti – volto a costruire una corretta comunicazione anche delle vulnerabilità e di quelle condizioni più delicate, come le storie dei minorenni migranti e rifugiati o con vulnerabilità sociali o disabilità. Una comunicazione corretta nei confronti di tutti i bambini e gli adolescenti è importante per evitare stereotipi causa di stigmatizzazione, per mettere in risalto la ricchezza che ognuno porta alla comunità e per creare inclusione», ha aggiunto.

A Myrta Merlino il compito di chiedersi e chiedere «cosa possiamo fare noi giornalisti per aiutare i più giovani, per comunicare con loro e ascoltarli, quando il nostro lavoro ci costringe ad andare sempre di corsa, a rincorrere le emergenze».

Tema ripreso anche dal segretario generale Raffaele Lorusso, che ha posto l’accento sulla necessità «di fermarsi a riflettere, di approfondire, non solo sulla condizione dell’infanzia o su altre categorie che vivono situazioni di difficolta, ma anche sulle troppe e troppo ampie diseguaglianze che caratterizzano il nostro tessuto sociale. Occorre richiamare l’attenzione – ha proseguito Lorusso – su due processi che segneranno l’immediato futuro: transizione digitale e transizione ecologica. Non commettiamo l’errore di raccontare questi temi con la stessa narrazione che abbiamo usato prima della pandemia. Altrimenti alimenteremo nuove povertà e nuove disuguaglianze. Per uscire dalla pandemia serve una riflessione su quello che era il mondo prima del Covid e su come cambiare quel mondo e non ripetere gli errori commessi».

E il presidente Giulietti ha lanciato la proposta di chiedere un incontro con il ministro della Transizione digitale e il ministro dell’Istruzione «per portare i temi di questo protocollo nelle scuole e per costruire insieme un piano di alfabetizzazione digitale per gli studenti mettendo a disposizione le competenze dei giornalisti e l’impegno sancito oggi».

Per Vittorio Di Trapani, responsabile del progetto per la Fnsi, questo progetto «restituisce il senso e il valore alle parole. Un progetto – ha aggiunto – intorno al valore degli occhi. Gli occhi che servono per studiare, ma anche per essere testimoni e raccontare le storie che ci sono dietro le persone».
In chiusura il direttore generale di Unicef Italia, Paolo Rozera, ha osservato: «Questo protocollo rappresenta un atto di responsabilità. Sono certo che insieme, Fnsi e Unicef, riusciremo a trasferire questa responsabilità ai giornalisti e ai media, ma anche a lettori e spettatori».

Il protocollo, di durata biennale, prevede moduli formativi per giornalisti e tavole rotonde. Il primo modulo “Come comunicare l’infanzia e l’adolescenza” presenterà un parallelo tra l’evoluzione del panorama mediatico italiano e la tutela dei diritti dei minori prevista dalla Carta di Treviso e dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.  Il secondo aprirà alle sfide che si pongono nella comunicazione delle categorie più vulnerabili, minori a rischio di povertà ed esclusione sociale, tra cui bambini e adolescenti migranti e rifugiati. In chiusura un modulo dedicato alla prevenzione e contrasto agli stereotipi di genere.

Agli incontri parteciperanno giornalisti e esponenti della Fnsi, esperti internazionali e italiani di Unicef, giovani testimoni che condivideranno esperienze e buone pratiche.

Durigon minaccia 10 querele, Fnsi e Sugc: siamo con i giornalisti di Fanpage

Le dieci querele annunciate da Claudio Durigon dopo l’inchiesta di Fanpage “Follow the money” sono la rappresentazione plastica di come le denunce bavaglio siano uno strumento per mettere a tacere i giornali e perché la politica non voglia mettere mano a una legge che limiti l’utilizzo di questo strumento. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania sono al fianco dei colleghi di Fanpage, che in un video hanno mostrato il dirigente della Lega mentre dice che il “generale della Finanza” che indaga sui fondi sospetti della Lega “lo abbiamo messo noi”. Affermazioni gravissime sulle quali dovrebbe dare ampie spiegazioni ai cittadini invece di minacciare liti in Tribunale. Abbiamo sempre apprezzato il coraggioso lavoro di inchiesta svolto dai colleghi di Fanpage, che siamo pronti ad affiancare in tutte le sedi. Ai cronisti del giornale online e a Francesco Piccinini, che proprio oggi lascia la direzione, va la nostra solidarietà e l’invito a non fare un passo indietro nel loro lavoro di indagine e di denuncia.

Inpgi, approvati i bilanci consuntivi 2020. Forte appello al governo per la salvezza dell’Istituto

Il Consiglio generale dell’Inpgi ha approvato con 40 voti favorevoli e 20 contrari il bilancio consuntivo 2020 della Gestione principale, che chiude con un disavanzo di gestione di 242,2 milioni di euro. Il risultato della Gestione previdenziale presenta un saldo negativo di 188,4 milioni ed è determinato dal complessivo perdurare dell’andamento negativo degli indicatori principali dell’attività caratteristica dell’Ente. «Anche quest’anno l’Istituto ha perso altri 855 rapporti di lavoro attivi, che si aggiungono agli 865 persi nel 2019, e la  contribuzione Ivs corrente registra una diminuzione del 2,76% rispetto al 2019», si legge sul sito web della Cassa. Mentre cresce la spesa per le pensioni.

Si chiude, invece, in positivo il bilancio della Gestione separata (+26,1 milioni di euro), «ancorché – rileva l’Istituto – il bilancio evidenzi i segnali dell’impatto che la crisi dovuta alla pandemia ha determinato sull’intero mondo del lavoro e delle professioni». Rispetto al 2019 calano le entrate e si riduce l’avanzo della gestione previdenziale, con una frenata dei contratti da co.co.co. e un generalizzato calo dei redditi per tutte le tipologie di lavoratori.

Nel corso della seduta, il Consiglio generale dell’Inpgi ha anche approvato a maggioranza un ordine del giorno (qui il documento integrale) con il quale rivolge «un forte e pressante appello al governo per porre in essere in tempi brevi, mancando ormai solo due mesi alla scadenza dell’ultima proroga rispetto al possibile commissariamento dell’Istituto, tutti i provvedimenti necessari a garantire la sostenibilità dell’Istituto», unico ente sostitutivo dell’Inps nel panorama delle Casse privatizzate.

«La sostenibilità dell’lnpgi, nonostante l’avvio di un tavolo aperto dall’ex presidente del Consiglio nel febbraio 2020, non è ancora stata garantita», recita il documento. «Un grave vulnus – si specifica – che viene arrecato a lavoratrici e lavoratori di un settore cruciale per la vita democratica del Paese. Un incomprensibile ritardo, a fronte di conti gestionali che danno una rappresentazione perfetta della crisi strutturale che ha travolto l’editoria. Un comparto industriale dove il susseguirsi degli stati di crisi, con pensionamenti, prepensionamenti e mancate assunzioni, hanno ridotto drasticamente il numero dei giornalisti attivi, impropriamente sostituiti da un aumento esponenziale di lavoro autonomo, quasi mai effettivamente tale».

La salvaguardia dell’lnpgi, ricordano i consiglieri, «è il presupposto essenziale per l’autonomia, l’indipendenza e il pluralismo del giornalismo italiano».

Durante la riunione è stata deliberata, infine, la riduzione delle attuali indennità di carica di tutti componenti degli Organi di amministrazione e di controllo nella misura del 10 per centro, «in adesione – spiegano da via Nizza – alle previsioni legislative vigenti, di accompagnare il processo di allargamento della platea degli iscritti con l’adozione di ulteriori misure di intervento volte alla riduzione della spesa e all’incremento delle entrate, per contribuire al  ripristino dell’equilibrio tecnico-finanziario della Gestione previdenziale sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria».