Gruppi anarchici contro il comandante della polizia municipale

Insulti al comandante della polizia municipale Luigi Sementa sui muri del centro storico di Napoli. Nulla di eccezionale se sulla scritta non campeggiasse il simbolo dei gruppi anarchici. Sul muro dell’edificio all’angolo tra il largo Corpo di Napoli e via Giovanni Paladino si legge “Guardie infami” e poco sotto, con la stessa scrittura e la stessa vernice, “Sementa merda”. Tra i due messaggi la “A” cerchiata degli gruppi estremisti. Non sono le uniche scritte “nere” che si possono leggere sui monumenti del cuore antichissimo della città. È ignota, chiaramente, l’identità degli esecutori. E potrebbe trattarsi soltanto di insulti senza alcuna matrice politica. Ma la retorica è certamente quella dei gruppi antagonisti, e di tutti gli estremisti in generale, che trovano nelle forze dell’ordine il primo nemico, la prima rappresentazione fisica dello Stato al quale si oppongono. È evidente, che nell’ultimo periodo i messaggi si sono moltiplicati, l’attività dei gruppi si è intensificata. Sul caso, tuttavia, l’attenzione della sezione antiterrorismo della Digos è altissima. L’attività di indagine e la pressione su tutti i “nuclei” segnalati si è intensificata. E anche le scritte contro il comandante dei vigili non vengono sottovalutate. Anche se non è chiaro per quale attività investigativa, in particolare, possa essere preso di mira il generale Sementa.
COMMISTIONI CON I GRUPPI DI DISOCCUPATI. I gruppi “antagonisti” hanno sempre avuto, proprio nel centro storico, una loro base operativa privilegiata nelle Università. La Facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II, l’Università l’Orientale, i centri sociali occupati, come lo Ska, sono sempre stati sotto la stretta osservazione degli investigatori. Tuttavia, non è sempre facile individuare “il braccio operativo”di questa e di altre azioni. Nelle proteste di piazza, infatti, a Napoli c’è sempre stata una commistione ambigua tra diverse organizzazioni: e gruppi estremisti si sono sempre fusi con i gruppi di disoccupati organizzati che, sempre nell’area del centro storico, hanno le loro sedi. Ma nei momenti di grande tensione sociale anche organizzazioni che prima venivano ritenute innocue possono rappresentare un potenziale pericolo da tenere sotto controllo. Lo sa bene la Procura della Repubblica che attualmente indaga su una presunta Federazione Anarchica attiva a Napoli.
LE INDAGINI DELLA PROCURA. È attiva e preoccupa non poco gli investigatori. In Procura da tempo sono partite indagini su una cellula del Fai attiva a Napoli. Il pool di magistrati della sezione antiterrorismo guidata dal Procuratore Aggiunto Rosario Cantelmo da mesi sta tenendo alta l’attenzione sul fenomeno a livello nazionale ma anche sull’attività della Federazione Anarchica informale che a Napoli ha una cellula attiva. Per evitare allarmismi il riserbo a Palazzo di Giustizia è pressoché assoluto. Nessuno si sbilancia. «Fase troppo delicata delle indagini per parlare», dicono al Velino fonti investigative. Ci sono anche volantini nelle mani dei magistrati, uno è quello di Genova in cui si rivendicava l’attentato al manager Ansaldo Roberto Adinolfi. Quel che filtra dalla Procura è solo un moderato ottimismo per il ritmo di lavoro con cui si stanno conducendo le indagini. Intanto come disposto dalla direttiva del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, rafforzate le misure di sicurezza ai luoghi sensibili, ma anche a personaggi istituzionali.

 

da il Giornale di Napoli del 28 maggio 2012

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