Trasporti, il Comune chiama un superconsulente

Assessori, dirigenti e supermanager non bastano. Per realizzare la fusione tra le tre società partecipate che si occupano di Mobilità (Anm, Metronapoli e Napolipark), il Comune di Napoli ha bisogno di un superconsulente. Per questo è stata lanciata una gara europea per trovare la società di consulenza che disegnerà il rilancio della nuova mega-azienda di trasporto pubblico locale. Il costo dell’appalto è di 150mila euro (con l’aggiunta dell’Iva si arriva a poco più di 180mila euro).
Il team di consulenti dovrà centrare due obiettivi. Il primo sarà quello di preparare gli atti e le attività «relative alla costituzione di una società unica per la mobilità del Comune di Napoli, da determinarsi anche attraverso processi di fusione delle società Anm, Metronapoli e Napolipark, nonché nella redazione del piano industriale relativo alla nuova società con indicazione delle azioni strategiche, organizzative e gestionali finalizzate all’efficientamento». Ma si precisa anche che tutto deve essere coerente con «l’oggetto societario e le risorse finanziarie». Insomma, come a dire “ti diamo un sacco di soldi, ma non per un progetto fantascientifico. Deve essere qualcosa che si può realizzare, anche se non sappiamo realmente di cosa si tratta”.
Il secondo punto, di cui si dovrà occupare il consulente, detta una linea strategica interessante, che appare inconcepibile rispetto alle condizioni attuali delle società del Comune. La nuova supersocietà dovrà essere pronta «in vista di un’utile partecipazione ad eventuali gare per l’affidamento del servizio di Trasporto pubblico locale in bacini comprensivi della città di Napoli ed eventualmente di altri Comuni». Strano per aziende disastrate con mezzi vecchi e personale insufficiente.
Alla gara potranno partecipare società che abbiano un fatturato di 15 milioni di euro nel triennio 2009-2011.
Insomma, la cabina di regia che era stata costituita dall’assessore al Bilancio, Riccardo Realfono, quello alla Mobilità, Anna Donati e i manager delle aziende Claudio Cecconi (Napolipark), Alberto Ramaglia (Metronapoli) e Anm (Renzo Brunetti) ha prodotto solo un’idea di massima e un obiettivo: quello di creare l’azienda del Mezzogiorno più competitiva sul mercato. Ma non ha licenziato il progetto della nuova superpartecipata, che, invece, dovrà essere realizzato da un soggetto esterno al Comune.
Il problema più complesso per la fusione resta quello del ripianamento del maxi-debito che le società hanno accumulato (175 milioni solo per l’Anm). Ma anche per la gestione del personale che ha costi altissimi e scarsa efficienza (vista l’età media altissima). Per il 2010 la spesa per i dipendenti, ad esempio, è stata di 118.335.171 euro per l’Anm a fronte di un valore di produzione che si aggira intorno ai 192 milioni di euro; 10.601.547 euro per la Napolipark per un valore di produzione di 16 milioni di euro circa; 25.979.000 per Metronapoli a fronte di un valore di produzione di 55.709.101 euro. È evidente che gran parte delle entrate vengono assorbite dal personale, un problema serio visto che ciò rende impossibile nuove assunzioni e, soprattutto, investimenti per il rinnovamento della rete, dei mezzi e delle tecnologie a disposizione delle tre società.
da il Giornale di Napoli del 24 aprile 2012

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