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Contributo a fondo perduto per i giornalisti con partita Iva, sportello al SUGC

Il Decreto Sostegni (DL 70/2021) prevede che il contributo a fondo perduto può essere richiesto anche dai giornalisti titolari di una partita IVA attiva alla data del 23 marzo 2021 e che sono residenti o stabiliti in Italia. A differenza dei precedenti contributi ad erogarlo non saranno le Casse di previdenza.

Ricordiamo che non si tratterà un click day, non è necessario affrettarsi, le domande vanno presentate dal 30 marzo e il termine scade il 28 maggio 2021.

La trasmissione della domanda è effettuata mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda che per accedere all’area personale del sito dell’Agenzia delle Entrate occorre essere essere già in possesso delle credenziali oppure essere dotati di SPID, oppure Carta Nazionale Servizi o Carta Identità Elettronica.

REQUISITI PER OTTENERE IL CONTRIBUTO:

  • Ricavi inferiori a 10 milioni di euro;
  • Ammontare medio mensile del fatturato dell’anno 2020 inferiore almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato del 2019.
  • Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, il beneficio spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato, a condizione che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

CALCOLO DEL CONTRIBUTO:

  • 60% della differenza tra l’importo della media mensile del fatturato dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019 (se i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a € 100.000 );
  • 50% della differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019 (se i compensi dell’anno 2019 sono compresi tra € 100.000 e € 400.000 );
  • diverse percentuali per compensi superiori a € 400.000.
  • Il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo di € 1.000 euro per le persone fisiche, anche se il calcolo delle differenze di fatturato risulta inferiore a tale cifra.

Gli iscritti al Sindacato unitario giornalisti della Campania, in regola con le quote sociali, potranno chiedere l’attivazione dello Spid presso i nostri uffici ad un costo di 12 euro. Inoltre, gli iscritti possono essere guidati dagli esperti del nostro sportello fiscale, gestito dallo Studio Padula, nei giorni mercoledì dalle 15 e il venerdì dalle 11. I consulenti potranno rispondere a eventuali quesiti anche via mail (segreteria@sindacatogiornalisti.it).

Qui il vademecum sul Dl Sostegni della FNSI e quello sul contributo a fondo perduto dell’Agenzia delle entrate.

Il Mattino, vertenza collaboratori: il sindacato scrive ai prefetti

Una lettera ai prefetti delle cinque province campane per l’apertura di un tavolo sui lavoratori autonomi del Mattino, la costituzione di un coordinamento dei collaboratori e il sostegno completo per chiunque voglia avviare vertenze individuali. È quanto stabilito in un’assemblea con i collaboratori del Mattino organizzata dal Sindacato unitario giornalisti della Campania, alla quale ha partecipato il segretario generale aggiunto della Fnsi, Mattia Motta, presidente della commissione nazionale lavoro autonomo, e alla quale erano presenti il segretario del Sugc Claudio Silvestri, la vicesegretaria e componente della Commissione nazionale lavoro autonomo Roberta De Maddi,  il consigliere Antonio Vuolo, i segretari provinciali Marzio Di Mezza, Antonella Monaco e Amedeo Picariello, il consigliere nazionale della Fnsi Gerardo Ausiello. Durante l’incontro è stata evidenziata l’importanza della riapertura del tavolo sull’equo compenso, che ha avuto un nuovo stop con la caduta del Governo, ma anche la necessità immediata di creare un fronte comune e compatto per affrontare in maniera più efficace il confronto con l’editore. I lavoratori hanno confermato lo stato di agitazione e si sono dichiarati pronti a nuove forme di protesta.

Collaboratori del Mattino in stato di agitazione: «Azienda riveda decisioni»

Dopo l’ennesimo taglio dei compensi da parte del Mattino di Napoli, i collaboratori della provincia di Salerno ai quali si sono aggiunti anche quelli delle altre province scrivono all’azienda chiedendo di tornare sui propri passi e proclamano lo stato di agitazione. “Chiediamo una revisione delle decisioni assunte e chiediamo l’apertura anche di una discussione intorno al futuro di questo “pezzo” di Mattino che siamo tutti noi collaboratori”, scrivono. Il Sindacato dei giornalisti, che ha fatto richiesta di incontro all’azienda, sarà al loro fianco in ogni sede per la tutela della loro dignità e del loro lavoro. Nei prossimi giorni sarà organizzata un’assemblea sul lavoro autonomo e sulle iniziative da intraprendere nella vertenza.

LA LETTERA DEI COLLABORATORI
Il quarto taglio operato in pochissimo tempo ai nostri compensi, già minimal, costituisce un ulteriore depauperamento di quella dignità del lavoro che da sempre proviamo, e con fatica, a tenere alta con il nostro impegno quotidiano. La crisi dell’azienda, addotta quale giustificazione di una misura di tal genere, è una crisi anche nostra. Anzi, per noi è una crisi doppia, che diventa tripla per i collaboratori della provincia. Il taglio costituisce infatti la scure con cui ci avete saettato​ in un momento che già è di per sé di difficoltà, considerando che i nostri “guadagni” (?) sono estremamente ridotti. Se in ogni luogo si prova a tutelare i lavoratori dalla pandemia, dai licenziamenti, dalla riduzione del lavoro in generale, nel nostro caso non solo non siamo tutelati ma si fa pesare sull’elemento più debole la crisi stessa. Inoltre si opera una differenziazione tra collaboratori della provincia e quelli di Napoli. Ecco la terza beffa che si aggiunge.

Siamo giornalisti senza tutele e pienamente nelle mani di un editore che, nei fatti, taglia come vuole, quando vuole e quanto vuole. Uno stato di cose che non tutela minimamente i collaboratori, pur lavorando ogni giorno con quell’impegno e quella dedizione che rappresentano il cuore pulsante della credibilità del nostro giornale. Ed è grave che tutto ciò accade anche in un momento di rischi altissimi per la nostra salute, rischi che corriamo per rendere informazioni corrette, precise, diffuse ai cittadini e quindi al nostro giornale. Sì, il nostro giornale, perché noi, al di là di tutto lo sentiamo tale. Lo sentiamo NOSTRO. Ma non sentiamo da parte dell’editore lo stesso senso di appartenenza e rispetto verso di noi, la nostra professionalità, le nostre persone.

Siamo consci che è fondamentale cambiare le regole di questo lavoro o saremo sempre “merce” per gli editori. Ciò che accade a noi del Mattino non è poi così distante da ciò che accade anche ad altri. Ma fino a quando potrà accadere? ​ Fino a quando non si riconoscerà questo come lavoro da strutturare concretamente all’interno di un’azienda a cui tantissimi di noi appartengono anche da molti e molti anni? Come pensiamo che giovani leve possano avvicinarsi?

Chiediamo quindi una revisione delle decisioni assunte e chiediamo l’apertura anche di una discussione intorno al futuro di questo “pezzo” di Mattino, che siamo tutti noi collaboratori. Coloro che ogni giorno sono sui territori, coloro che ogni giorno incontrano ed ascoltano le persone consentendo al NOSTRO quotidiano di essere radicato ed autorevole. Se siamo autorevoli noi, con il nostro impegno, che auspichiamo riconosciuto anche sul piano economico, lo è anche il giornale, lo è anche la testata, lo sono anche i redattori, lo è anche l’editore. In un momento di assenza totale di credibilità della politica, ma anche di una parte dell’informazione, vogliamo lavorare per essere diversi, grazie a quell’impegno che da sempre ci contraddistingue, ma che, evidentemente, non ci vuole essere riconosciuto.

Tagli ai collaboratori del Mattino, Fnsi e Sugc: subito tavolo su equo compenso

“L’azienda editrice del Mattino ha comunicato al Cdr l’ennesimo taglio ai compensi dei collaboratori delle province, l’ultimo di una lunga serie di tagli che colpiscono quei colleghi che, con il loro lavoro, rappresentano la spina dorsale del giornale. Gli articoli fino a 2.500 battute, quindi la maggior parte dei pezzi, passeranno dalla cifra, già bassissima, di 9 euro lordi a 7 euro.
Peraltro, tale intervento che penalizza i colleghi delle province, aumenta ulteriormente il divario inaccettabile tra i colleghi che lavorano a Napoli e quelli che lavorano nel resto della Campania dividendo di fatto i giornalisti in quelli di serie A e di serie B.
Le redazioni dei giornali ormai sono ridotte all’osso e il lavoro dei collaboratori è fondamentale per la realizzazione del giornale. Senza il loro impegno quotidiano i giornali non arriverebbero in edicola. I compensi dei giornalisti devono rispettare una soglia che garantisca la dignità dei lavoratori e della professione, presupposti fondamentali per una informazione corretta e per il diritto stesso dei cittadini di essere informati. È venuto il momento che si stabilisca al tavolo con il Governo un equo compenso che impedisca agli editori di calpestare diritti sanciti dalla nostra Costituzione”. È quanto affermano in una nota Federazione nazionale della Stampa italiana e Sindacato unitario giornalisti della Campania.

I giornalisti precari e lavoratori autonomi al governo: «Senza occupazione nessun sostegno agli editori»

La Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione nazionale della Stampa italiana, riunitasi in teleconferenza, esprime forte preoccupazione per la deriva del mercato del lavoro nel comparto dell’informazione. E si appella al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, affinché intervengano sulle evidenti storture del sistema a danno del lavoro e del diritto dei cittadini ad essere informati da giornalisti liberi e indipendenti anche dal ricatto economico della precarietà e della spasmodica necessità di un lavoro dignitosamente retribuito.

Il livello occupazionale nel settore sta diminuendo solo formalmente: la “buona occupazione” viene distrutta in favore di un’occupazione precaria, senza diritti né tutele. E un sistema basato sempre più su dei “braccianti dell’informazione”, o sull’utilizzo improprio dei pensionati nel normale circuito produttivo – come già denunciato dalla Clan e dalla Fnsi – non può andare lontano. Gli editori vogliono da un lato un basso numero di occupati regolari e con contratti depotenziati, dall’altro poter disporre di una forza lavoro di giornalisti lavoratori autonomi da pagare molto meno dei subordinati, benché sia autonomi che dipendenti siano indistintamente utilizzati per la realizzazione dei contenuti dell’identico prodotto giornalistico.

Diamo atto al governo di aver sostenuto il settore, ma nelle misure che dovrà ancora mettere a punto occorre mettere al primo posto norme che contrastino il precariato, lo sfruttamento dei cococo e delle false partite Iva che mascherano del lavoro dipendente non riconosciuto. Chiediamo quindi che tutti gli aiuti agli editori, sia nazionali che locali, siano vincolati alla creazione di occupazione regolare. Ogni sostegno, diretto o indiretto, dev’essere condizionato alla tenuta dell’occupazione e al contrasto del precariato: non si possono utilizzare aiuti pubblici per distruggere l’occupazione regolare e incrementare il lavoro precario e non tutelato.

Va contrastato l’uso dei pensionati nel normale circuito produttivo, e non di rado anche nelle redazioni. Un pensionato non ha la necessità di “procurarsi uno stipendio pieno”, e questa è nei fatti una concorrenza sleale nei confronti di migliaia di collaboratori esterni, sottopagati e quasi mai stabilizzati da dipendenti se non dopo non facili cause giudiziali.

Va favorita con opportuni provvedimenti l’emersione dal “falso lavoro autonomo” di molti collaboratori, e l’inclusione nei Contratti collettivi da dipendenti di almeno i cosiddetti “collaboratori strategici” delle testate.

Va parallelamente attuata una decisa tutela del lavoro autonomo – sia di quello per scelta, che di quello in attesa di stabilizzazioni – tramite la doverosa attuazione delle vigenti disposizioni, inapplicate dal 2012:

COMPENSI DEGLI ISCRITTI ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI
1) Compensi minimi dignitosi per le collaborazioni giornalistiche autonome, anche occasionali e non nelle redazioni, tramite:
a) Immediata emanazione da parte del ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti ex L. 27/2012, unica categoria professionale per la quale non sono mai stati emanati, e non essendo applicabili per analogia quelli di altre professioni;
b) Conseguente attuazione anche per i giornalisti del principio della legge sull’equità retributiva ex L. 172/2017;

COMPENSI DEI COLLABORATORI DELLE REDAZIONI
2) Equo compenso per i collaboratori delle redazioni (con coerenza tra subordinati e autonomi nelle singole testate), tramite:
c) Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso per i giornalisti non dipendenti ex L.233/2012, e conseguente sua attuazione, fino ad oggi bloccata, in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.

Riguardo l’emergenza Covid-19, chiediamo l’emanazione di nuovi contributi a fondo perduto a sostegno dei giornalisti non dipendenti, come già stanziati la scorsa primavera-estate, tenendo conto dei nuovi lockdown, parziali o totali, in atto e paventati per questo inverno. Va anche tenuto conto che il blocco o riduzione di alcune attività produttive per il Covid-19 hanno causato la perdita, o almeno una forte riduzione delle possibilità di lavoro per i giornalisti lavoratori autonomi dei settori dello spettacolo, cultura, sport, turismo e food, oltre ad una riduzione generale delle possibilità di collaborazione, accompagnate spesso da significative riduzioni dei compensi, stabilite unilateralmente dagli editori nella logica dell’emergenza Covid e dei continui tagli ai costi del lavoro. Su questa situazione sono necessari interventi mirati del governo e delle istituzioni, anche locali.

Infine: come già segnalato da tempo anche dalla Clan-Fnsi, l’attività giornalistica, assieme alle sue tecnologie, i contesti sociali e di mercato, è radicalmente mutata dagli anni ’70-’80, al punto di risultare oggi inadeguati, od obsoleti, molti degli attuali strumenti concettuali, normativi e di governo della professione, legati ad altri momenti storici.

Oggi è necessaria una radicale riforma della professione, delle sue norme e istituti, per renderli rispondenti alle esigenze e ai problemi della realtà attuale. Comprese le norme di funzionamento e dei compiti dell’Ordine dei giornalisti, risalenti a un impianto di un oramai lontano e non più attuale 1963. Non basta la già attuata riforma del numero dei componenti del Consiglio nazionale e dei Consigli di disciplina: occorre tenere conto che nel giornalismo la maggior parte dei rapporti di lavoro e è sarà di natura autonoma, e ciò per volontà degli editori.

Ma, al fine di giungere ad una riforma ragionata e di ampio respiro, questa andrà elaborata ed attuata in sinergia con gli organismi di rappresentanza dei giornalisti, per quanto di rispettiva competenza, confrontandosi su problemi, esperienze e proposte già disponibili, e non con provvedimenti calati dall’alto senza alcun coinvolgimento di merito della professione.

Questi i temi che come Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi ci sentiamo di avanzare con forza, rendendoci disponibili, per quanto di nostra competenza, alla più ampia collaborazione.

Inpgi2, liquidati 9.688 bonus Covid per il mese di maggio a sostegno dei lavoratori autonomi

Sono 9.688 i bonus Covid relativi al mese di maggio erogati dall’Inpgi agli iscritti alla Gestione separata dell’Istituto a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 14 agosto, del decreto legge 104/2020 che ha reso operativa la misura di sostegno al reddito per i lavoratori autonomi iscritti agli enti e casse di previdenza privatizzati che hanno subito una riduzione dei loro compensi a causa della situazione di emergenza sanitaria.

«In particolare – spiega un post pubblicato su InpgiNotizie.it – l’articolo 13 del decreto ha stabilito che il Bonus in questione, di importo una tantum pari a 1.000 euro, spetta in automatico per tutti i beneficiari del precedente Bonus del mese di aprile, ferma restando, solo per coloro che all’epoca non avevano i requisiti ovvero che non si erano avvalsi della facoltà di richiederlo, la possibilità di presentare una specifica domanda».

L’Istituto, rende noto l’Inpgi, ha già provveduto ad erogare il bonus di 1.000 euro a tutti i beneficiari dell’indennità per il mese di aprile, sostenendo un onere anticipato per un importo complessivo di circa 9,7 milioni di euro. Sono inoltre pervenuta ulteriori 171 domande di bonus, che gli uffici stanno istruendo e la cui liquidazione avverrà nei prossimi giorni.

Giornalisti lavoratori autonomi, arriva il bonus di maggio da mille euro

La pubblicazione del Decreto Agosto n. 104 del 14 agosto 2020 – in vigore dal 15 agosto –  ha dato il via libera al pagamento del Bonus Covid-19 per il mese di maggio. Circa 9.700 giornalisti che hanno già ottenuto il bonus a marzo e ad aprile, riceveranno il pagamento del bonus di maggio in automatico.

L’importo – che non concorre a formare base imponibile a fini fiscali – è innalzato a 1.000 euro e viene esteso anche a coloro i quali hanno chiuso la partita IVA entro il 31 maggio 2020.

Sulla base di quanto stabilito nel Decreto, l’erogazione del Bonus avviene su un doppio binario:

  • erogazione dell’indennità di maggio in automatico, nei confronti di tutti i colleghi che hanno già usufruito dell’analoga indennità riferita al mese di aprile 2020 e che, pertanto, non dovranno presentare alcuna domanda;
  • possibilità di presentare domanda per ottenere il Bonus di 1.000 euro ai colleghi che non lo hanno chiesto nei mesi precedenti ovvero coloro i quali hanno cessato l’attività entro il 31 maggio 2020.

Le nuove domande potranno essere presentate entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto cioè dal 15 agosto al 14 settembre 2020.

Possono richiedere l’erogazione coloro che:

  • sono iscritti, anche in via non esclusiva, alla Gestione Separata nel 2019 o nel 2020 fino al 23 febbraio;
  • hanno conseguito, nell’anno 2018, un reddito professionale non superiore a 35.000 euro o, in alternativa, un reddito professionale compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro avendo percepito, nel trimestre gennaio-marzo 2020 compensi inferiori di almeno il 33% rispetto ai compensi percepiti nel trimestre gennaio-marzo 2019, ovvero hanno cessato la partita IVA nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 maggio 2020. In caso di iscrizione intervenuta nel corso dell’anno 2019 o entro il 23 febbraio 2020, hanno conseguito redditi professionali non superiori ai predetti importi previsti per il 2018;
  • non hanno presentato analoga istanza ad altro ente gestore di forme di previdenza obbligatorie;
  • non hanno già beneficiato delle indennità previste dagli artt. 19, 20, 21, 22 (CIGS Covid) 27, 28 (Bonus autonomi iscritti alla GS INPS) 29 (lavoratori stagionali del turismo) 30 (lavoratori agricoli) 38 (lavoratori dello spettacolo) e 96 (collaboratori sportivi) del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 e dagli articoli 84, 85 e 98 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 e di non aver usufruito né del reddito di cittadinanza, né del reddito di emergenza, né delle prestazioni previste dall’art. 2 del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, del 30 aprile 2020.

 

Possono richiedere il bonus anche coloro che, in possesso dei predetti requisiti, hanno in corso un rapporto di lavoro subordinato, purché a tempo determinato, oppure siano titolari di un trattamento di pensione ai superstiti;

Le istanze potranno essere inviate solo a mezzo mail, a decorrere dal 15 agosto e fino al 14 settembre 2020, avvalendosi di un apposito modulo che sarà pubblicato nel sito web dell’Ente www.inpgi.it.

Il modulo – che consiste in un file in formato PDF editabile – deve essere compilato esclusivamente in modalità elettronica ed inviato a mezzo mail avvalendosi della funzione di spedizione automatica presente nello stesso, unitamente alla copia fronte/retro di un documento di identità.

Non saranno in nessun caso presi in considerazione eventuali file stampati e compilati a mano.

ISTRUZIONI PER LA SPEDIZIONE DEL MODULO

INPGI/Gestione Separata: dal 1° settembre le domande di indennità per congedo parentale Covid-19 per i lavoratori autonomi

L’INDENNITA’ POTRA’ ESSERE RICHIESTA PER IL CONGEDO STRAORDINARIO FRUITO NEL PERIODO DAL 5 MARZO AL 31 AGOSTO 2020

Con nota pervenuta il 23 luglio scorso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato l’approvazione, da parte dei Ministeri vigilanti, delle delibere n. 11 e 12, adottate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata dell’INPGI lo scorso 29 aprile con le quali – in considerazione dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado –  è stato istituito un congedo parentale straordinario, per i giornalisti iscritti in via esclusiva – quali liberi professionisti o titolari di collaborazione coordinata e continuativa –  alla Gestione Separata dell’INPGI.

Il beneficio, è riservato agli iscritti di cui sopra, con figli di età non superiore a 12 anni, ovvero anche di età superiore, se disabili.

La condizione per richiedere il congedo straordinario è che, all’interno del proprio nucleo familiare, non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il congedo straordinario che non comporta il riconoscimento di contribuzione figurativa è alternativo al bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting a carico dello Stato.

La fruizione del congedo straordinario potrà essere richiesto alternativamente da entrambe i genitori, per un totale complessivo di 15 gg. nell’arco temporale dal 5 marzo al 31 agosto del corrente anno.

Le domande di congedo potranno essere presentate all’INPGI solo a decorrere dal prossimo 1° settembre, esclusivamente in modalità telematica seguendo le istruzioni riportate nel sito web e avvalendosi dei codici di accesso alla propria area riservata.

A tal fine, quindi, è opportuno verificare la corrente validità degli stessi e, qualora siano scaduti ovvero se ne sia sprovvisti, è necessario attivare il prima possibile la procedura (reperibile qui) per il rilascio o il recupero.

L’importo del congedo parentale straordinario, non potrà eccedere i 300,00 euro lordi fino a concorrenza di una spesa complessiva di 800.000 euro. A tal fine per il riconoscimento del beneficio, si terrà conto dell’ordine cronologico di presentazione delle relative domande.

Inpgi2, entro il 31 luglio il versamento dei contributi minimi 2020

Il Servizio entrate contributive dell’Inpgi ha diramato la circolare esplicativa sui contributi minimi per il 2020 e sulla comunicazione del reddito professionale autonomo per l’anno di imposta 2019. La novità principale è che da quest’anno le due scadenze sono invertite rispetto al passato: i contributi minimi vanno versati entro il 31 luglio, la comunicazione va inoltrata entro il 30 settembre 2020. Rivalutato anche l’ammontare dei contributi minimi (soggettivo, integrativo e maternità). Gli iscritti all’Albo entro il 31 luglio 2015 dovranno versare 369,90 euro; i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità di iscrizione all’Albo 198,40 euro; i titolari di trattamento pensionistico diretto 241,28 euro. Il pagamento va effettuato tramite Modello F24/Accise o bonifico bancario seguendo le indicazioni riportate nella circolare pubblicata anche sul sito web dell’Istituto.

Non sono tenuti al versamento dei contributi minimi i giornalisti lavoratori autonomi che nel 2020 svolgono l’attività esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, per i quali gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, l’interessato deve necessariamente comunicare all’Inpgi le modalità con cui svolge la professione utilizzando il modulo disponibile a questo link.

I giornalisti iscritti alla Gestione separata che – alla data del 31 luglio 2020 – non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2020 presumono di non svolgerne, sono esentati dal versamento dei contributi minimi previa comunicazione scritta di cessata attività da comunicare all’ente utilizzando il modulo disponibile a questo link.

In virtù delle disposizioni introdotte dal Comitato amministratore dell’Inpgi2 per sostenere il reddito dei giornalisti lavoratori autonomi colpiti dalle misure di contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19, coloro i quali nel 2019 abbiano percepito un reddito esclusivamente da lavoro autonomo non superiore a 30mila euro possono differire il versamento dei contributi minimi dovuti per il 2020 dal 31 luglio 2020 al 31 ottobre 2021, in un’unica soluzione o fino a un massimo di 6 rate mensili, senza sanzioni e/o interessi.

PER APPROFONDIRE
La circolare del Servizio entrate contributive sui contributi minimi per il 2020 e sulla comunicazione del reddito professionale autonomo per l’anno di imposta 2019 sarà inoltrata nei prossimi giorni via posta elettronica a tutti gli iscritti che hanno comunicato all’Istituto il proprio recapito mail o pec.

Inpgi2, erogato a 9.078 iscritti il bonus di 600 euro per aprile

Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale – Lavoro ed Economia – del 29 maggio 2020 sono divenuti operativi i termini e le modalità di erogazione dell’indennità di 600 euro, riferita al mese di aprile 2020, in favore dei liberi professionisti iscritti agli Enti e alle Casse di previdenza privatizzati che abbiano subito una riduzione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza epidemiologica.

«La misura – fa sapere l’Inpgi – è stata oggetto di una disciplina attuativa sulla scorta della quale, tra l’altro, è stato disposto che tutti i beneficiari del bonus erogato per il mese di marzo 2020 fossero automaticamente titolati a ricevere l’analoga indennità anche per il mese di aprile. Di conseguenza, tutti i colleghi che avevano ottenuto l’erogazione del bonus relativo al mese di marzo hanno già ricevuto, lo scorso venerdì 12 giugno e senza alcun adempimento a loro carico, il pagamento dei 600 euro riferiti al mese di aprile. I trattamenti liquidati sono stati 9.078 per un totale di circa 5,5 milioni di euro».

È inoltre ancora possibile richiedere ex novo il bonus anche da parte dei giornalisti iscritti alla Gestione separata che non avevano presentato la domanda per il mese di marzo, a condizione che sussistano i relativi requisiti (consultabili qui).

«Solo in questo caso – precisano da via Nizza – è necessario compilare una apposita domanda, scaricando un file pdf in versione editabile (disponibile qui) da compilare esclusivamente in modalità elettronica e da inviare a mezzo mail, entro il termine perentorio dell’8 luglio 2020, seguendo le istruzioni riportate sul sito web dell’ente».

Alla data del 15 giugno risultano pervenute quasi 500 nuove domande, in gran parte accolte. La liquidazione dei relativi trattamenti sarà effettuata già a decorrere dalla prossima settimana.

PER APPROFONDIRE
Tutte le novità sulle misure di interesse per i giornalisti introdotte con i provvedimenti in materia di contrasto alle conseguenze dell’emergenza pandemica sono riportate nell’ultimo aggiornamento delle Faq predisposte dal direttore della Fnsi, Tommaso Daquanno, che riportiamo in allegato di seguito.

Coronavirus Faq Fnsi 17giu20