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Il Covid uccide Pietro Nardiello, una vita tra giornalismo e impegno civile

È morto di Covid nell’ospedale di Santa Maria Capua Vetere a soli 47 anni il giornalista Pietro Nardiello. Il Sindacato unitario giornalisti della Campania si stringe con affetto alla famiglia per la grave perdita. Di seguito il ricordo della collega della Tgr Campania Francesca Ghidini.

Pietro Nardiello a un forum con Pino Scaccia

di Francesca Ghidini
Ci siamo conosciuti a Casal di Principe. Pietro è stato uno dei primi, in un clima pesante e opprimente, a parlare di cultura come strumento di lotta e di riscatto. Il Festival dell’Impegno civile sembrava una sfida impossibile. Eppure, in quella saletta al piano terra accanto al Municipio, grazie al suo entusiasmo e alla sua determinazione,  si davano appuntamento  giornalisti, artisti e scrittori.  Li aveva coinvolti e convinti.
La sua macchina, piena di manifesti e locandine.
Durante il viaggio da Napoli a Casal di Principe mi raccontò aneddoti, storie, progetti. Un vulcano. E io pensai a quanta forza avesse questo collega pieno passione.
Eccellenze del sud e questione meridionale nell’altra grande scommessa di Pietro. La testata multimediale “il Brigante”.
Poi il traguardo più ambizioso: valorizzare i beni confiscati ai clan. Riempirli di vita. E di occasioni.
L’ultima volta che ci siamo visti è stata una sera in piazza a Chiaiano, dove si era appena trasferito. Una festa per celebrare la chiusura della discarica e il rilancio di un territorio che tanto aveva sofferto. Mi parlò della figlia. Gli brillavano gli occhi.
Gli stessi occhi che nella foto postata su Facebook dall’ospedale sembravano comunicare ottimismo. Speranza di guarigione.
Invece questa subdola malattia lo ha strappato, giovanissimo, alla  sua famiglia, al suo mondo, ai suoi sogni.

Consiglio nazionale Fnsi in piazza il 20 maggio: «Governo e parlamento ignorano informazione e lavoro»

Il Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa italiana si riunirà in piazza per richiamare l’attenzione del governo e delle istituzioni sulle difficoltà strutturali dell’informazione e sull’assenza di politiche per il lavoro. L’appuntamento è fissato per giovedì 20 maggio, alle ore 10, in piazza Montecitorio, a Roma, nel rispetto delle norme sul distanziamento e di prevenzione del Covid.

La Giunta esecutiva della Fnsi, riunitasi oggi, 6 maggio 2021, considera ineludibile un patto con le istituzioni per dare piena attuazione all’articolo 21 della Costituzione. È necessario rimettere al centro del dibattito pubblico i temi che riguardano l’informazione nel nostro Paese. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza non assegna la giusta attenzione a chi fa informazione, attività essenziale e fondamentale per la tenuta delle istituzioni democratiche e far crescere un’opinione pubblica matura. Nessun segnale concreto dal governo e dal parlamento giunge su questioni fondamentali che riguardano la libertà, i diritti, la dignità del lavoro di chi ogni giorno si sforza di aiutare i cittadini a conoscere e a comprendere.

Le proposte di legge sulla cancellazione del carcere per i giornalisti e per il contrasto alle querele bavaglio sono ferme in parlamento. Non c’è alcuna volontà di mettere mano alla riforma della Rai, sottraendone la governance al controllo del potere esecutivo. I temi del rafforzamento del mercato del lavoro, dell’equo compenso per gli autonomi e del contrasto alla precarietà dilagante sono scomparsi dal dibattito e dall’agenda politica. Nel frattempo, il governo si prepara a destinare altre risorse pubbliche al sostegno del pensionamento anticipato dei giornalisti, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria dell’Inpgi senza adottare gli interventi e le misure strutturali necessarie per la messa in sicurezza dell’Istituto. L’informazione italiana ha bisogno di una nuova legge di sistema per affrontare in maniera compiuta la delicata fase di transizione digitale, valorizzando il lavoro di quanti oggi svolgono la propria attività su una molteplicità di piattaforme.

L’impostazione che sta prendendo corpo è inaccettabile perché rischia di trasformare il passaggio al digitale in una fase di indebolimento e marginalizzazione dell’informazione di qualità e di distruzione di posti di lavoro. A questa prospettiva i giornalisti italiani hanno il dovere di opporsi, chiamando il governo, a cominciare dal suo presidente, Mario Draghi, ad una presa di coscienza e ad un confronto serrato, esattamente come avvenuto per altri settori, che restituisca all’informazione e al lavoro di chi fa informazione la centralità e il ruolo previsti dalla Costituzione.

Dichiarazione dei redditi gratis per gli iscritti al SUGC

Anche quest’anno per tutti i soci del Sindacato unitario giornalisti della Campania, in regola con il pagamento delle quote sociali, le dichiarazioni dei redditi sono gratuite.

La documentazione può essere presentata, entro il 31 maggio, presso la sede del Sindacato in vico Santa Maria a Cappella Vecchia 8/B (primo piano) direttamente ai nostri consulenti dello studio PADULA presso lo sportello dedicato il venerdì dalle 11 alle 13,30 e il mercoledì dalle 15 alle 17. E tutti gli altri giorni presso la segreteria del Sindacato negli orari di ufficio.

Ecco i documenti da presentare (IN COPIA)

  • CU 2021 (rilasciato dalle aziende o dagli enti di previdenza in caso di pensione/ammortizzatori sociali)
  • Riepilogo rimborsi CASAGIT (che potete scaricare dal sito)
  • Per chi non è iscritto alla CASAGIT o, comunque, per spese per le quali non è stato richiesto il rimborso: documentazione delle spese mediche sostenute (con prova pagamento tracciabile per spese sostenute presso studi o strutture private- vedi nota)

La documentazione che attesta le spese sostenute nell’anno 2020 es.:

  • scontrini parlanti
  • attestazione di pagamento di interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa
  • attestazione di pagamenti di eventuali assicurazioni sulla vita
  • ricevute di spese scolastiche
  • spese veterinarie
  • spese di ristrutturazioni condominiali (per la prima casa)
  • devoluzioni alle Onlus
  • contributi previdenziali e assistenziali (con certificato scaricabile dal sito INPGI)
  • spese funebri
  • ricevute attestazione spese attività sportiva figli
  • contributi per badanti e colf

occorre inoltre allegare:

  • C.I e C.F. del giornalista e di tutti i componenti del nucleo familiare a carico;
  • copia di tutta la documentazione necessaria a dimostrare le spese sostenute;
  • copia eventuali modd. F24 quietanzati.

N.B.

Dal 1 gennaio 2020, le spese saranno detraibili solo se pagate con metodi tracciabili (bancomat, carte di credito/debito,anche prepagate, moneta elettronica, bonifico bancario/postale, bollettino postale, assegno). Per tali spese occorrerà allegare anche prova del pagamento consegnando ad esempio copia assegno, copia bonifico o estratto conto dal quale evincere il pagamento

Unica eccezione sono le spese per medicinali, dispositivi medici e le prestazioni di strutture del Sistema Sanitario Nazionale (pubbliche o accreditate) per i quali è possibile anche il pagamento in contanti.

Ad esempio per le spese mediche c/o studio (es. dentista) occorre oltre alla fattura prova del pagamento es. copia assegno, copia bonifico o estratto conto dal quale evincere il pagamento.

GESTIONE PARTITE IVA

Ricordiamo, inoltre, che la gestione delle Partite Iva è gratuita per il primo anno mentre per gli anni successivi è a pagamento, ma con costi ridotti in regime di convenzione con lo Studio Padula.

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Un portale dedicato per la fatturazione elettronica gratuita per tutti gli iscritti. Anche quest’anno sarà possibile usufruire del servizio grazie alla collaborazione con Effatta, con la possibilità di gestire il servizio anche attraverso un’App.

PEC

Grazie a un accordo con Namirial i nostri uffici possono attivare Pec gratis per tutti gli iscritti in regola con le quote sociali, con il nostro dominio pecpress.it.

SPID

I nostri uffici, grazie a un accordo con CENASP,  sono in grado di attivare lo SPID in tempo reale, per gli iscritti in regola con le quote, al costo di 12 euro.

FIRMA DIGITALE

Tra i servizi offerti anche l’attivazione della firma digitale al costo di 22 euro.

Questa è solto una parte di servizi utili per i lavoratori autonomi. Sul sito è possibile consultare tutte le altre convenzioni.

Unicef e Fnsi insieme per un’informazione rispettosa dei minori. Siglato il protocollo di intesa

Unicef e Federazione nazionale della Stampa italiana insieme per un’informazione rispettosa dei minori. La collaborazione è stata sancita attraverso un protocollo d’intesa siglato oggi, 28 aprile, a Roma, per ribadire l’impegno congiunto a favore di una comunicazione corretta dell’infanzia e dell’adolescenza. Introdotti e moderati dal portavoce del Comitato italiano di Unicef, Andrea Iacomini, alla presentazione dell’iniziativa hanno preso parte Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi; Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai e segretario generale aggiunto della Fnsi e, per Unicef, Carmela Pace e Paolo Rozera, presidente e direttore generale del Comitato Italiano e Anna Riatti, Coordinatrice del programma per la risposta a migranti e rifugiati in Italia. All’evento anche la giornalista e ambasciatrice Unicef Myrta Merlino.

«Siamo orgogliosi di questo accordo che, siamo certi, consentirà grazie all’impegno congiunto con la Fnsi, con le scuole e con le famiglie, di promuovere una comunicazione capace di riconoscere le nuove sfide che abbiamo di fronte e di avvicinare i ragazzi e le ragazze, ascoltarli, essere al loro fianco nel contrastare i fenomeni che li affliggono come il bullismo o il cyberbullismo», ha detto Carmela Pace.

«Un impegno – ha evidenziato Anna Riatti – volto a costruire una corretta comunicazione anche delle vulnerabilità e di quelle condizioni più delicate, come le storie dei minorenni migranti e rifugiati o con vulnerabilità sociali o disabilità. Una comunicazione corretta nei confronti di tutti i bambini e gli adolescenti è importante per evitare stereotipi causa di stigmatizzazione, per mettere in risalto la ricchezza che ognuno porta alla comunità e per creare inclusione», ha aggiunto.

A Myrta Merlino il compito di chiedersi e chiedere «cosa possiamo fare noi giornalisti per aiutare i più giovani, per comunicare con loro e ascoltarli, quando il nostro lavoro ci costringe ad andare sempre di corsa, a rincorrere le emergenze».

Tema ripreso anche dal segretario generale Raffaele Lorusso, che ha posto l’accento sulla necessità «di fermarsi a riflettere, di approfondire, non solo sulla condizione dell’infanzia o su altre categorie che vivono situazioni di difficolta, ma anche sulle troppe e troppo ampie diseguaglianze che caratterizzano il nostro tessuto sociale. Occorre richiamare l’attenzione – ha proseguito Lorusso – su due processi che segneranno l’immediato futuro: transizione digitale e transizione ecologica. Non commettiamo l’errore di raccontare questi temi con la stessa narrazione che abbiamo usato prima della pandemia. Altrimenti alimenteremo nuove povertà e nuove disuguaglianze. Per uscire dalla pandemia serve una riflessione su quello che era il mondo prima del Covid e su come cambiare quel mondo e non ripetere gli errori commessi».

E il presidente Giulietti ha lanciato la proposta di chiedere un incontro con il ministro della Transizione digitale e il ministro dell’Istruzione «per portare i temi di questo protocollo nelle scuole e per costruire insieme un piano di alfabetizzazione digitale per gli studenti mettendo a disposizione le competenze dei giornalisti e l’impegno sancito oggi».

Per Vittorio Di Trapani, responsabile del progetto per la Fnsi, questo progetto «restituisce il senso e il valore alle parole. Un progetto – ha aggiunto – intorno al valore degli occhi. Gli occhi che servono per studiare, ma anche per essere testimoni e raccontare le storie che ci sono dietro le persone».
In chiusura il direttore generale di Unicef Italia, Paolo Rozera, ha osservato: «Questo protocollo rappresenta un atto di responsabilità. Sono certo che insieme, Fnsi e Unicef, riusciremo a trasferire questa responsabilità ai giornalisti e ai media, ma anche a lettori e spettatori».

Il protocollo, di durata biennale, prevede moduli formativi per giornalisti e tavole rotonde. Il primo modulo “Come comunicare l’infanzia e l’adolescenza” presenterà un parallelo tra l’evoluzione del panorama mediatico italiano e la tutela dei diritti dei minori prevista dalla Carta di Treviso e dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.  Il secondo aprirà alle sfide che si pongono nella comunicazione delle categorie più vulnerabili, minori a rischio di povertà ed esclusione sociale, tra cui bambini e adolescenti migranti e rifugiati. In chiusura un modulo dedicato alla prevenzione e contrasto agli stereotipi di genere.

Agli incontri parteciperanno giornalisti e esponenti della Fnsi, esperti internazionali e italiani di Unicef, giovani testimoni che condivideranno esperienze e buone pratiche.

Inpgi, approvati i bilanci consuntivi 2020. Forte appello al governo per la salvezza dell’Istituto

Il Consiglio generale dell’Inpgi ha approvato con 40 voti favorevoli e 20 contrari il bilancio consuntivo 2020 della Gestione principale, che chiude con un disavanzo di gestione di 242,2 milioni di euro. Il risultato della Gestione previdenziale presenta un saldo negativo di 188,4 milioni ed è determinato dal complessivo perdurare dell’andamento negativo degli indicatori principali dell’attività caratteristica dell’Ente. «Anche quest’anno l’Istituto ha perso altri 855 rapporti di lavoro attivi, che si aggiungono agli 865 persi nel 2019, e la  contribuzione Ivs corrente registra una diminuzione del 2,76% rispetto al 2019», si legge sul sito web della Cassa. Mentre cresce la spesa per le pensioni.

Si chiude, invece, in positivo il bilancio della Gestione separata (+26,1 milioni di euro), «ancorché – rileva l’Istituto – il bilancio evidenzi i segnali dell’impatto che la crisi dovuta alla pandemia ha determinato sull’intero mondo del lavoro e delle professioni». Rispetto al 2019 calano le entrate e si riduce l’avanzo della gestione previdenziale, con una frenata dei contratti da co.co.co. e un generalizzato calo dei redditi per tutte le tipologie di lavoratori.

Nel corso della seduta, il Consiglio generale dell’Inpgi ha anche approvato a maggioranza un ordine del giorno (qui il documento integrale) con il quale rivolge «un forte e pressante appello al governo per porre in essere in tempi brevi, mancando ormai solo due mesi alla scadenza dell’ultima proroga rispetto al possibile commissariamento dell’Istituto, tutti i provvedimenti necessari a garantire la sostenibilità dell’Istituto», unico ente sostitutivo dell’Inps nel panorama delle Casse privatizzate.

«La sostenibilità dell’lnpgi, nonostante l’avvio di un tavolo aperto dall’ex presidente del Consiglio nel febbraio 2020, non è ancora stata garantita», recita il documento. «Un grave vulnus – si specifica – che viene arrecato a lavoratrici e lavoratori di un settore cruciale per la vita democratica del Paese. Un incomprensibile ritardo, a fronte di conti gestionali che danno una rappresentazione perfetta della crisi strutturale che ha travolto l’editoria. Un comparto industriale dove il susseguirsi degli stati di crisi, con pensionamenti, prepensionamenti e mancate assunzioni, hanno ridotto drasticamente il numero dei giornalisti attivi, impropriamente sostituiti da un aumento esponenziale di lavoro autonomo, quasi mai effettivamente tale».

La salvaguardia dell’lnpgi, ricordano i consiglieri, «è il presupposto essenziale per l’autonomia, l’indipendenza e il pluralismo del giornalismo italiano».

Durante la riunione è stata deliberata, infine, la riduzione delle attuali indennità di carica di tutti componenti degli Organi di amministrazione e di controllo nella misura del 10 per centro, «in adesione – spiegano da via Nizza – alle previsioni legislative vigenti, di accompagnare il processo di allargamento della platea degli iscritti con l’adozione di ulteriori misure di intervento volte alla riduzione della spesa e all’incremento delle entrate, per contribuire al  ripristino dell’equilibrio tecnico-finanziario della Gestione previdenziale sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria».

Ussi Campania, Zaccaria confermato presidente

Mario Zaccaria è stato confermato nella carica di presidente regionale dell’Ussi Campania, Gruppo ‘Felice Scandone’, per il quadriennio 2021/2025.
Al termine delle votazioni, che si sono svolte a Napoli nella sede del Sugc, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, in Vico Santa Maria a Cappella Vecchia, sono stati eletti anche i nuovi componenti del consiglio direttivo: tra i professionali Luigi Amati, Luigi Carbone, Diego De Luca, Enrico Deuringer, Andrea Ferraro, Laura Masiello e Pier Paolo Petino; tra i collaboratori Lucio Bernardo, Massimo Sparnelli, Antonio Vuolo e Luigi Zappella.
Il presidente Zaccaria ha espresso la sua soddisfazione per l’alta percentuale di votanti che si sono recati alle urne, nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte dalle regole da osservare a causa della pandemia da Covid. “L’ampia partecipazione al voto – ha detto – testimonia l’impegno e la vitalità dell’organismo associativo dei giornalisti sportivi della Campania”.

‘Libertà, diritti, dignità del lavoro’: il 1° maggio evento online della Fnsi

Un primo maggio all’insegna della buona informazione e del diritto dei cittadini ad essere informati. E della consapevolezza che per garantire l’una e l’altro è necessario garantire ai giornalisti diritti e tutele che li mettano in condizione di svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro e al settore di ottenere sostegni pubblici adeguati.

È il primo maggio della Fnsi, che quest’anno celebra la Festa dei lavoratori con un webinar, in streaming sulla pagina Facebook del sindacato dei giornalisti (qui il link diretto), con la partecipazione di colleghe e colleghi da tutta Italia.

“Libertà, diritti, dignità del lavoro: informazione precaria, democrazia precaria”: questo il titolo dell’appuntamento, sabato 1° maggio dalle 10.30 alle 12, cui prenderanno parte, fra gli altri, il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti; Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi; Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai; Anna Del Freo, Mattia Motta, Alessandra Costante, Guido Besana e Daniela Scano, componenti della segreteria della Fnsi.

All’incontro porteranno le loro testimonianze giornaliste e giornalisti precari.

Un museo della Shoah a Bacoli, Silvestri (Sugc): memoria fondamentale per difendere le nostre libertà

Un centro di documentazione permanente per raccontare duemila anni di storia della Napoli ebraica. Ma anche un museo virtuale, con percorsi sensoriali, per “non dimenticare” il dramma vissuto da centinaia di ebrei napoletani vittime delle leggi razziste, di cui almeno una trentina non sono più tornati dal viaggio nell’inferno di Auschwitz. Il progetto è stato presentato ieri, nel giorno con cui si è celebrata la Liberazione dal nazifascismo, presso la Casina Vanvitelliana del Real Parco Borbonico del Fusaro a Bacoli, città che ospiterà il museo e che ospita già il “carro della memoria”, uno dei vagoni merci sui quali gli ebrei napoletani furono trasportati verso i campi di concentramento. Il progetto ideato da Nico Pirozzi con l’associazione “Memoriæ – Museo della Shoah” vedrà il contributo del Comune di Bacoli, della comunità ebraica di Napoli, l’Eav (Ente autonomo volturno), Federazione delle associazioni Italia-Israele e

Claudio Silvestri

il Sindacato unitario giornalisti della Campania che, su proposta del presidente uscente del SUGC e consigliere nazionale della Fnsi, Gerardo Ausiello, ha già contribuito al trasferimento del “carro della memoria” da Salerno a Bacoli. «Siamo qui oggi perché crediamo nel valore della nostra Costituzione antifascista e antirazzista, nata dall’esperienza della Resistenza – ha affermato il segretario del SUGC, Claudio Silvestri durante la presentazione del museo – e nel valore fondamentale della memoria. Il rischio che gli orrori del passato si ripetano è sempre dietro l’angolo. La libertà non è un valore scontato, non lo è in un Paese che è ancora al 41° posto della classifica mondiale sulla libertà di stampa. C’è ancora molto lavoro da fare. La parola che ci deve guidare ancora è Resistenza».

«Nonostante le persecuzioni a cui siamo stati soggetti per secoli – ha detto, dal canto suo, la presidente della Comunità ebraica di Napoli, Lydia Schapirernon ci siamo mai sentiti un corpo estraneo alla città. Questo per dire che il legame con Napoli è sempre stato molto forte. Che ci sia anche un museo a raccontarlo, peraltro proprio a Bacoli, la più ebraica delle città della Campania, ci rende estremamente orgogliosi».

Il museo avrà una sua peculiarità, in quanto sfrutterà tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, attraverso veri e propri tour virtuali nella storia della Comunità partenopea ma anche in quella che è stata la peggiore mattanza del secolo scorso. Da ricordare, attraverso un viaggio fatto per immagini, suoni e sensazioni forti, che vedrà il coinvolgimento di attori e personalità del mondo dello spettacolo, non ci saranno solo le deportazioni degli ebrei, ma anche di centinaia di migliaia di militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, si ritrovarono facile preda dell’ex alleato. A ricordarlo sarà quel carro merci, che tanta angoscia genera in chi lo guarda, sottolinea il rabbino di Napoli, Ariel Finzi. «Sì perché – aggiunge – mi fa venire in mente la figura di Adolf Eichmann, l’architetto della Shoah, che con la sua maniacale ossessione per i dettagli riuscì a pianificare e portare a termine l’assassinio di sei milioni di persone». Il presidente della Federazione delle associazioni Italia-Israele, Giuseppe Crimaldi, ha ricordato che anche l’ambasciata italiana e lo stesso ministero degli Esteri di Israele daranno un contributo al progetto.

Soddisfatti per quel pezzo di memoria di Napoli e dell’intera umanità, che ha trovato casa tra le palme del parco borbonico del Fusaro, il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, e l’assessore alla Cultura, Mariano Scotto di Vetta, che stanno già pensando alle iniziative da mettere in campo non appena i dati sulla pandemia lo renderanno possibile. Il presidente dell’Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio, ricordando il legame con la città di Bacoli dell’azienda di trasporti, ha confermato l’impegno per la realizzazione del museo.

Ospite (essendo alcuni locali del parco utilizzati come centro di vaccinazioni anti Covid), il direttore generale dell’Asl Napoli2 nord, Antonio d’Amore.

Diffamazione, Lorusso: «Dal presidente della Consulta un monito importante. Dal governo nessun segnale per il settore»

Intervistato sull’Annuario 2020 della Consulta, il presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio torna, fra gli altri, sul tema della riforma della diffamazione a mezzo stampa, affrontato dai giudici delle leggi con l’ordinanza n.37 del 2020. Sulla sanzione detentiva per i giornalisti, «ritenuta incompatibile con la nostra Costituzione e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo – ricorda – il termine concesso al legislatore è tuttora pendente (scade il 22 giugno 2021) e sarebbe augurabile che il parlamento manifestasse una maggiore sensibilità per una questione che tocca uno dei fondamentali della democrazia».

Una sollecitazione a rispettare il termine per l’approvazione di una norma abrogativa del carcere per i cronisti che «è un forte richiamo alla responsabilità», rileva Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. «Purtroppo – osserva Lorusso – sono tanti i provvedimenti che riguardano la professione giornalistica che giacciono in parlamento e sui quali non si registra alcun passo in avanti. Oltre alla cancellazione della pena detentiva, è bloccata la proposta di legge di contrasto alle querele bavaglio e alle liti temerarie. A parole tutti riconoscono il ruolo fondamentale dell’informazione. Nei fatti, governo e parlamento, e i lavori preparatori del Recovery Plan lo dimostrano, hanno cancellato l’informazione e il settore dell’editoria dall’elenco delle priorità».

Per il segretario generale della Fnsi, inoltre, «a parte dichiarazioni generiche non si intravede alcuna volontà di mettere in cantiere provvedimenti per riforme strutturali e per sostenere concretamente il settore nella delicata fase di transizione al digitale. E non si registra alcun segnale sul fronte della difesa del mercato del lavoro e della salvaguardia dei livelli occupazionali, sempre più in caduta libera anche a causa di politiche pubbliche che favoriscono la precarietà».

In definitiva, «serve un cambio di passo – conclude Lorusso – che vada oltre le parole e le buone intenzioni».

Copyright, Lorusso: «Bene il via libera, ora tutele per giornalisti e aziende»

«Il definitivo recepimento della Direttiva europea sul copyright da parte del parlamento è soltanto il primo, importante passo verso una normativa che tuteli gli investimenti delle aziende e il lavoro dei giornalisti, mettendoli al riparo dall’uso improprio che ne fanno gli operatori della rete. L’auspicio è che in tempi brevi si mettano a punto i decreti attuativi che consentano di definire meccanismi di giusta remunerazione sia per le imprese sia per i giornalisti». Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana commenta così il via libera definitivo, in Senato, del disegno di legge di delegazione europea contiene anche le nuove comunitarie in materia di diritto d’autore.

«Questa battaglia, che la Fnsi, insieme con i sindacati dei giornalisti di altri Paesi, ha portato avanti anche in Europa, non mette in discussione la libertà della rete. L’obiettivo – rileva Lorusso – è invece di tutelare i dati personali e garantire la giusta remunerazione del lavoro e degli investimenti. Siamo certi che il governo e il parlamento sapranno cogliere questa sfida».