Archivi categoria: Giornalisti minacciati

Un murale per Mario Paciolla, martedì Giulietti a Napoli: verità e giustizia

Un murale in memoria di Mario Paciolla, il giornalista e operatore dell’Onu ucciso in Colombia. L’opera è stata realizzata dall’artista Luca Carnevale nell’area attrezzata di via dell’Erba, all’Arenella, dove Mario viveva e si recava a giocare a basket. L’iniziativa è stata portata avanti dal “comitato Giustizia per Mario Paciolla”, in collaborazione con il Comune di Napoli. Alla cerimonia di inaugurazione, oltre ai genitori di Mario, anche il sindaco Luigi de Magistris, gli assessori Alessandra Clemente, Luigi Felaco e Giovanni Pagano, una rappresentanza del comitato e l’artista. Alla manifestazione erano presenti anche il segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, con i consiglieri Paolo Animato e Renato Cavallo, e la portavoce campana di Articolo21, Désirée Klain. Il sindacato è impegnato per chiedere verità e giustizia per Mario. Martedì prossimo il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Giuseppe Giulietti, sarà a Napoli, insieme ai vertici del SUGC, per incontrare i genitori del 33enne.

Grottaminarda, l’opposizione attacca addetto stampa. Il Sugc: atteggiamento inqualificabile

“Il ruolo e l’ufficio di addetto stampa di un ente, così come dignità e professionalità di una giornalista non possono essere mortificate o peggio ancora delegittimate da attacchi che di natura politica. Il sindacato unitario giornalisti Campania è al fianco della collega Monica De Benedetto, addetto stampa del comune di Grottaminarda, provincia di Avellino”. Lo scrivono in una nota il segretario regionale Claudio Silvestri e il segretario provinciale Amedeo Picariello. “Non faremo mancare – aggiungono – il nostro sostegno morale e se necessario legale alla collega oggetto di attacchi da parte dell’opposizione consiliare”.
Il sindacato stigmatizza l’atteggiamento tenuto dal consigliere comunale Michelangelo Bruno nella seduta consiliare dello scorso 29 aprile. Le affermazioni pronunciate nell’assise sminuiscono e al contempo ledono la professionalità e la dignità in primis della figura dell’addetto stampa ed in questo caso della giornalista Monica De Benedetto. Non consentiremo a nessuno di spingersi in arditi parallelismi tra l’ufficio di addetto stampa e le spese per arredi comunali o peggio ancora la derubricazione a “persona che pubblica post su Facebook”. Sarebbe un’offesa all’intelligenza ricordare le funzioni generali attribuite ad un addetto stampa specie oggi al tempo della comunicazione globale.
Questo è solo l’ultima delle accuse mosse contro la figura e contro la professionalità della collega, bersaglio anche di post sui social.
Nel chiedere con fermezza il rispetto dei ruoli, auspichiamo che questa vicenda venga doverosamente sottratta dall’agone dello scontro politico.
Ecco perché il nostro appello va alla presidente del consiglio comunale di Grottaminarda, Antonella Meninno, affinché vigili sulla questione ed in virtù delle prerogative di garante dell’assise intervenga con opportuni provvedimenti qualora simili atteggiamenti dovessero ripetersi in futuro.

Durigon minaccia 10 querele, Fnsi e Sugc: siamo con i giornalisti di Fanpage

Le dieci querele annunciate da Claudio Durigon dopo l’inchiesta di Fanpage “Follow the money” sono la rappresentazione plastica di come le denunce bavaglio siano uno strumento per mettere a tacere i giornali e perché la politica non voglia mettere mano a una legge che limiti l’utilizzo di questo strumento. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania sono al fianco dei colleghi di Fanpage, che in un video hanno mostrato il dirigente della Lega mentre dice che il “generale della Finanza” che indaga sui fondi sospetti della Lega “lo abbiamo messo noi”. Affermazioni gravissime sulle quali dovrebbe dare ampie spiegazioni ai cittadini invece di minacciare liti in Tribunale. Abbiamo sempre apprezzato il coraggioso lavoro di inchiesta svolto dai colleghi di Fanpage, che siamo pronti ad affiancare in tutte le sedi. Ai cronisti del giornale online e a Francesco Piccinini, che proprio oggi lascia la direzione, va la nostra solidarietà e l’invito a non fare un passo indietro nel loro lavoro di indagine e di denuncia.

De Luca querela Repubblica Napoli, Fnsi e Sugc: i colleghi vadano avanti

La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono solidarietà ai colleghi della redazione napoletana di Repubblica, querelati dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per l’inchiesta che il quotidiano ha condotto sulla vicenda degli appalti sui tamponi. Questione sulla quale, tra l’altro, indaga anche la magistratura. Ancora una volta il governatore dimentica che ha il dovere di dare risposte, prima di tutto ai cittadini, sul suo operato. De Luca considera le voci discordanti come un fastidio e le attacca dileggiandole durante i suoi soliloqui sui social. In questo caso ha querelato. Ma i giornalisti di Repubblica, come gli altri colleghi che hanno realizzato inchieste sull’emergenza Covid, hanno fatto solo il loro dovere. È venuto il momento di mettere mano a una legge sulle querele temerarie, diventate ormai lo strumento principale per mettere il bavaglio alla stampa senza alcun costo per chi le utilizza. Ai colleghi di Repubblica il nostro sostegno e l’invito a continuare nel loro lavoro senza farsi intimidire.

Puteolana nega accredito a giornalisti, Sugc e Ussi Campania: una ritorsione

La Puteolana ha rifiutato di accreditare i giornalisti di Cronacaflegrea.it per la partita di calcio contro il Lavello perché non ha gradito gli articoli scritti dal giornale online sugli stipendi non pagati e sullo scarso rendimento della squadra che gareggia in serie D. Si tratta di un atteggiamento gravissimo che colpisce il diritto di cronaca e il diritto dei tifosi di essere informati correttamente. Il presidente non può decidere cosa debba essere scritto sul giornale, se ne deve fare una ragione. E non sarà questa “ritorsione” a fermare il giornale diretto da Gennaro Del Giudice. Il Sindacato unitario giornalisti e l’Ussi Campania scriveranno alla Lega nazionale dilettanti chiedendo un intervento sulla società per il ripristino di rapporti corretti con gli organi di informazione.

Atene, giornalista televisivo ucciso in un agguato sotto casa

Un noto giornalista televisivo greco è stato ucciso in un agguato sotto casa ad Alimos, a sud di Atene. Giorgos Karaivaz, specializzato in inchieste criminali, è stato colpito da almeno sei proiettili mentre stava rientrando a casa, verso le 14 di venerdì 9 aprile, dalla redazione di Star Tv, dove lavorava da alcuni anni.

Si ritiene che sia stato usato un silenziatore. Il corpo del giornalista è stato trovato fuori dalla sua auto parcheggiata di fronte ad un parco sotto casa. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, i due assalitori si sarebbero avvicinati a bordo di una moto facendo fuoco per poi fuggire. Il giornalista sarebbe morto sul colpo.

«Profondo dolore» per la perdita del collega Giorgos Karaivaz è stato espresso dal Sindacato dei giornalisti ateniesi Juadn. In una nota, i rappresentanti sindacali si dichiarano «scioccati dall’esecuzione» in pieno giorno e invitano «il governo e le autorità competenti a far luce sul crimine e assicurare gli autori alla giustizia».

Profondamente scioccata dalle notizie provenienti dalla Grecia anche la vice presidente della Commissione Ue, Vera Jourova, che su Twitter rivolge un pensiero alla famiglia e ai colleghi di Karaivaz, ribadendo che «la sicurezza dei giornalisti dovrebbe essere garantita».

Auspicio condiviso dalla rappresentante per la libertà dei media dell’Osce Teresa Ribeiro, per la quale «non può esserci impunità per crimini così atroci».

Sulla «sconvolgente uccisione» del giornalista chiede «un’indagine veloce» il presidente della Efj, Mogens B. Bjerregard. E il segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, Anthony Bellanger, anticipa: «Lotteremo al fianco dei giornalisti greci per ottenere giustizia».

Cronisti intercettati, Fnsi: «La vicenda di Trapani induca il parlamento a proteggere la libertà di stampa»

La tutela delle fonti come chiave di volta della libertà di stampa. Ma anche gli altri ostacoli al diritto-dovere di informare i cittadini che diventano tentativi di imbavagliare il giornalismo. E, dunque, mettono a rischio il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. Questi i temi al centro dell’iniziativa online organizzata dall’associazione Articolo21 e dalla Fnsi all’indomani della pubblicazione della notizia dei cronisti intercettati nell’ambito delle indagini sulle Ong della Procura di Trapani. Vicenda sulla quale il ministero della Giustizia ha formalmente aperto un fascicolo con l’invio all’ispettorato generale della richiesta di “svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari, formulando all’esito valutazioni e proposte”.

Moderati da Roberto Natale, all’incontro hanno partecipato, fra gli altri, Elisa Marincola, l’avvocata Alessandra Ballerini, i giornalisti e le giornaliste Nello Scavo, Nancy Porzia, Sergio Scandura, Paola Rosà, Anna Del Freo, la professoressa Marina Castellaneta, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

«Grazie alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, per aver disposto l’invio degli ispettori nella Procura della Repubblica di Trapani. Occorre far luce su una vicenda inquietante e inammissibile. Non basta dire che le intercettazioni saranno distrutte, bisogna chiarire e spiegare perché numerosi giornalisti non indagati per alcun reato sono stati sottoposti a intercettazione, calpestando l’articolo 21 della Costituzione e il diritto alla protezione delle fonti». Ha esordito il segretario Lorusso. «Il diritto alla segretezza delle fonti – ha aggiunto – è riconosciuto come meritevole di tutela dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. La protezione delle fonti è la chiave di volta della libertà di stampa».

“Preoccupazione” è stata la parola più volte pronunciata dai cronisti intervenuti, consapevoli che «se una fonte teme che possa essere resa nota la sua identità non parlerà più», ha rilevato Nello Scavo. «Uno shock» per l’avvocata Ballerini la notizia di essere stata intercettata mentre parlava con Nancy Porzia del lavoro della giornalista, delle minacce ricevute, ma anche di altre vicende di cui la legale si stava occupando all’epoca dei fatti. «Chiediamo di sapere quante fonti sono state individuate e ascoltate; cosa è stato divulgato anche ad altre Procure; chi sono tutti i giornalisti ascoltati», le parole di Elisa Marincola.

«Appena pochi giorni fa la Corte europea dei diritti umani ha ribadito che le autorità inquirenti non solo non possono chiedere al giornalista di rivelare le sue fonti, ma non possono aggirare il segreto professionale disponendo il sequestro di materiale o intercettazioni», ha ricordato Marina Castellaneta.

«L’auspicio – ha affermato il segretario generale Lorusso – è che questa vicenda possa rappresentare un impulso per il Parlamento italiano per rivedere la normativa nel senso di dare più protezione alla libertà di stampa e rimuovere gli ostacoli e i bavagli: occorre non solo garantire la tutela delle fonti, ma anche contrastare le querele bavaglio e abolire la previsione del carcere per i giornalisti. Si tratta di elementi che continuano a rappresentare quello che per la Corte europea è un inaccettabile chilling effect per la libertà di stampa».

In chiusura, il presidente Giulietti ha ribadito: «Continueremo a chiedere che le manifestazioni di solidarietà di questi giorni si trasformino in azioni concrete. Che significa portare in votazione provvedimenti su tutela fonti e segreto professionale e che vengano finalmente recuperati tutti i provvedimenti a difesa del diritto di cronaca che giacciono da anni nei cassetti dimenticati di Camera e Senato».

Imbavagliati, incontro per chiedere giustizia per Mario Paciolla

#memoriaegiustiziapermariopaciolla: domenica 28 marzo 2021 alle ore 18, Anna e Pino Paciolla ricordano il loro figlio Mario, nel giorno del suo compleanno attraverso un incontro telematico sul sito www.imbavagliati.it e tutti i canali social collegati. Un giorno di memoria e richiesta ancora di verità e giustizia per il 33enne napoletano, impegnato come osservatore dell’Onu per il rispetto degli Accordi di Pacea San Vicente del Caguàn, dove è stato ucciso a casa sua il 15 luglio del 2020 e per il quale ancora non si conoscono i mandanti e gli assassini. Ad abbracciare l’appello dei genitori, su quello che ormai viene considerato un delitto, all’inizio camuffato da suicidio, l’organizzazione comunitaria #giustiziaperMarioPaciolla, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Articolo21 e “Imbavagliati” (Festival Internazionale di Giornalismo Civile). All’incontro weibinar parteciperanno Anna e Pino Paciolla, i legali della famiglia, il presidente della FNSI Giuseppe Giulietti, la portavoce di Articolo21 Elisa Marincola, il segretario del SUGC Claudio Silvestri, gli amici di Mario e in rappresentanza del gruppo #giustiziaperMarioPaciolla, Simone Campora e Daniele Grano e la direttrice artistica di “Imbavagliati” Désirée Klain, che coordinerà l’evento.

Imbavagliati, a dicembre scorso, aveva dedicato la VI edizione del “Premio Pimentel Fonseca” a Mario Paciolla, assegnando il riconoscimento alla giornalista colombiana Claudia Julieta Duque. Pluripremiata cronista investigativa che da sempre si batte per la salvaguardia dei diritti umani, Julieta Duque fin dal 2001 è bersaglio di intimidazioni e molestie per le sue inchieste su casi di “alto profilo”. E le minacce continuano ancora oggi, a causa delle cruciali indagini che ha svolto e tuttora porta avanti sul caso Paciolla.

Giulietti ad Arzano: «Necessario segnale forte dallo Stato»

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, insieme con i vertici del Sugc, rappresentanti dal segretario regionale Claudio Silvestri, dalla vicesegretaria Roberta De Maddi e dalla segretaria provinciale di Caserta, Antonella Monaco, sono stati oggi ad Arzano per incontrare i giornalisti Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco, più volte minacciati per le loro inchieste sul Comune a nord di Napoli. I rappresentanti del Sindacato dei giornalisti sono stati ricevuti dalla commissione straordinaria, guidata dal viceprefetto Gabriella D’Orso alla quale è stata portata la solidarietà per le minacce subite proprio per l’attività svolta al Comune di Arzano.
“Troppo spesso i giornalisti che finiscono nel mirino nei piccoli territori di provincia sono dei precari, non hanno alle spalle grandi aziende editoriali che possano supportarli. Per questo è fondamentale stare al loro fianco – ha detto Giulietti – Arzano, come molte zone dell’area metropolitana di Napoli e del Casertano sono territori ad altissima densità criminale che meritano una attenzione particolare da parte dello Stato. Sono convinto che sia necessario dare un segnale. Per questo chiederemo sia all’Osservatorio sui cronisti minacciati del Ministero dell’Interno, sia il Comitato appositamente istituito presso la commissione Antimafia di tenere una riunione proprio qui». «I gruppi criminali utilizzano adesso strumenti della comunicazione, come i social, per delegittimare e colpire chi li ostacola – dice il segretario del Sugc, Claudio Silvestri – Il ruolo dei giornalisti in questa battaglia è importante sia per denunciare l’incrocio tra amministrazione pubblica e malaffare sia per arginare, attraverso un attento lavoro di verifica, il flusso di informazioni false e pericolose». Il coordinatore del Comitato Antimafia per la tutela dei giornalisti minacciati, Walter Verini, ha già dato la disponibilità per una riunione sul territorio da concordare con il Sindacato dei giornalisti.

Consigliere comunale di Nola minaccia cronista, il Sugc: pronti a tutelarlo in tutte le sedi

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprime solidarietà al collega Pasquale Napolitano minacciato dal consigliere comunale di Nola Rino Barone. Il consigliere ha intimato al cronista di non scrivere più sul suo conto, in caso contrario lo avrebbe massacrato di botte. L’agitato politico locale forse non sa che la libertà di stampa è un diritto costituzionale, se ne dovrà fare una ragione. Bene ha fatto il giornalista a denunciarlo. Non è tollerabile che tali atteggiamenti arrivino da chi dovrebbe rappresentare la cosa pubblica. È da tempo che chiediamo un intervento legislativo che preveda delle aggravanti per chi molesta il diritto di cronaca. Il Sugc è pronto a tutelare il collega in tutte le sedi, così come è successo in altre occasioni.