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Giornalisti minacciati, una manifestazione nazionale a Napoli


Una iniziativa nazionale sui giornalisti minacciati organizzata a Napoli dal Sindacato dei giornalisti. È quanto annunciato dal segretario del SUGC, Claudio Silvestri, nell’aula del consiglio comunale di Cardito al forum organizzato da “Libera”, “La libertà di informare e di essere informati”. L’esigenza della mobilitazione è nata dopo l’aggressione al cronista Stefano Andreone, che sul suo sito internet “MetNews” ha smascherato con un filmato alcuni dipendenti del cimitero che chiedevano mazzette per le esumazioni. In seguito alla sua denuncia Andreone è stato picchiato in un bar del centro del Comune a nord di Napoli. Alla manifestazione, moderata dalla referente campana di “Articolo21” Desirée Klain, oltre al sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo erano presenti numerosi rappresentanti di polizia, carabinieri e guardia di finanza, un segnale importante di partecipazione di fronte ad una aggressione intollerabile. All’incontro è intervenuto il giornalista Sandro Ruotolo, sotto scorta per le minacce subite dai casalesi. “Nei primi 100 giorni del 2017 ci sono stati 63 giornalisti minacciati. Se andiamo a ritroso, dal 2006 ne contiamo 3.187 – ha detto Ruotolo – C’è bisogno della presenza costante delle forze dell’ordine, di più telecamere. Ma anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte, perché la storia di Stefano riguarda tutti noi. Il sindaco di Cardito si è schierato da questa parte, ma ora gli chiedo di mettere in atto le sue parole. In questo video ci sono documenti, volti, lei può già procedere, immediatamente, contro queste persone, al di là del corso della giustizia». E poi, ancora: «Stefano ha dimostrato a 32 anni di avere la schiena dritta, ed è per questo che ho deciso di mettere anche la mia faccia nei suoi prossimi servizi». Forte il messaggio di Carlo Verna, volto noto del Tg3 Campania, ed ex segretario dell’Usigrai: «Oggi in una riunione del Tgr – ha annunciato – abbiamo preso una decisione importante: saremo qui con le nostre telecamere, nel cimitero di Cardito, a documentare quello che sta succedendo, per aprire una luce sul lavoro di Stefano. È questo il senso di quella che il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, chiama scorta mediatica: volevano mettere a tacere un giornale locale, adesso a documentare quegli stessi fatti ci sarà la Rai». All’incontro ha partecipato anche il pm anticamorra Giovanni Corona. Libera era presente con il coordinatore regionale Fabio Giuliani e con la coordinatrice territoriale Maria Saccardo. In sala anche la giornalista minacciata Luciana Esposito, l’imprenditore sotto scorta Luigi Leonardi e Geppino Fiorenza, già referente di Libera e presidente onorario dell’associazione Giancarlo Siani.

Dopo l'aggressione ad Andreone, forum a Cardito sui giornalisti minacciati

“La libertà di informare e di essere informati”: è questo il tema del dibattito organizzato dal presidio Afragola-Casoria “Maresciallo Gerardo D’Arminio” di “Libera”.  L’appuntamento è per
martedì, alle ore 18, a Palazzo Mastrilli, nella sala consiliare del Comune di Cardito. L’iniziativa, già realizzata nello scorso mese di ottobre nell’ambito di un Progetto che ha coinvolto tutte le scuole secondarie di secondo grado di Afragola, viene ampliata e riproposta
all’intera cittadinanza in risposta all’aggressione subita, nei giorni scorsi, da un giovane giornalista operante sul territorio, Stefano Andreone intercettato mentre entrava in un bar di Cardito intimidito, insultato, infine picchiato da tre persone e mandato all’ospedale. Stefano ha subito ottenuto la solidarietà di numerosi colleghi della carta stampata e on-line, della Federazione nazionale della stampa italiana, di associazioni e di esponenti della politica locale. All’incontro-dibattito, preceduto dal saluto del sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo, e introdotto da Maria Saccardo, referente di Libera, parteciperanno: il giornalista Sandro Ruotolo; Giovanni Corona, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Napoli Nord; Claudio Silvestri, segretario del Sindacato Unitario Giornalisti Campani (Sugc); Fabio Giuliani, referente di Libera per la Regione Campania. Modera la giornalista Desirée Klain.

Querela di de Magistris, solidarietà al collega rinviato a giudizio

L’Ordine dei giornalisti della Campania e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono solidarietà al collega Pierluigi Frattasi, collaboratore de “il Mattino”, rinviato a giudizio a seguito di una querela del sindaco di Napoli Luigi de Magistris per un articolo scritto nel 2014, quando era cronista del “Roma”, che riportava, così come hanno fatto altri organi di informazione, le dichiarazioni diffuse con un comunicato stampa dal dirigente di Forza Italia e ex presidente della Gori, Amedeo Labocetta, critico nei confronti dell’amministrazione comunale che definiva “tenuta in piedi dalla compravendita dei voti e delle astensioni in consiglio comunale”.  Sorprende che la querela arrivi da chi sventola la bandiera della libertà di stampa e dei principi fondanti della Costituzione. Per il collega il Sindacato dei giornalisti mette a disposizione lo sportello antiquerele, attivato quest’anno proprio per i giornalisti non dipendenti che sono i meno tutelati contro chi utilizza la denuncia come strumento per imbavagliare la stampa.

Ai giornalisti impedito di documentare la visita di Mattarella, intollerabile 


L’informazione è presidio di democrazia, e le istituzioni democratiche dovrebbero creare le condizioni per consentire a giornalisti e fotoreporter di lavorare dignitosamente, senza essere trattati come un pericolo pubblico. In occasione della visita del presidente della Repubblica al museo di Pietrarsa, ancora una volta, oggi, ai giornalisti accreditati non è stato permesso di seguire e documentare direttamente la visita del Capo dello Stato, a causa di un protocollo incomprensibilmente rigido per gli operatori dell’informazione. I giornalisti, fotoreporter videoreporter, sono stati relegati in un angolo di un padiglione allestito con schermi che proiettavano in diretta il percorso del Presidente, senza audio. Ai giornalisti, “telespettatori”, è stato poi impedito di assistere anche alla partenza del Presidente. Alcuni agenti hanno infatti chiuso le porte e vi si sono posizionati davanti.Purtroppo non è la prima volta che accade, e per quanto complicata possa essere l’organizzazione di un evento di questi tempi, siamo certi che ci siano e che debbano esserci margini di miglioramento. Non è peraltro tollerabile che l’accredito, da strumento di lavoro, continui ad essere un modo per braccare i giornalisti in un recinto.

Giornalista picchiato a Cardito, non lasciamolo solo

Il giornalista Stefano Andreone è stato picchiato da tre persone in un bar di Cardito per un articolo scritto sul giornale online MetNews che egli stesso cura e gestisce. Il giornale, che si occupa della cronaca locale dei Comuni a Nord di Napoli, tra le altre cose aveva trattato anche la questione delle mazzette sulle esumazioni. Dopo il suo servizio, il sindaco ha denunciato i dipendenti del cimitero. Gli aggressori gli hanno urlato di non scrivere più di certi argomenti.
La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono solidarietà al collega Andreone, e invitano le forze dell’ordine a fare immediatamente luce sull’episodio individuando e punendo gli autori dell’aggressione. Non è tollerabile che in alcune aree della Campania ci siano zone franche dove la malavita la faccia ancora da padrona. Non ci può essere alcuna tolleranza contro chi utilizza la violenza e contro chi attacca la libertà di stampa.
Il nome di Stefano si aggiunge al lungo elenco di colleghi aggrediti e minacciati in Campania. Adesso non deve restare solo e deve essere messo nelle condizioni di continuare a fare il suo lavoro. È dovere di tutti i giornalisti fare quadrato attorno a lui e fornirgli quella “scorta mediatica” necessaria a chi, come lui, e come tanti altri freelance, svolge questo lavoro senza avere le spalle coperte da una redazione.
Il sindacato dei giornalisti si costituirà parte civile nel processo contro gli autori di questo ignobile gesto. Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, martedì sarà a Napoli per il ritorno della Mehari di Giancarlo Siani al Pan, e incontrerà il collega aggredito.
 
guarda il video
ecco il testo:
CARDITO – Nonostante la pietosa e vergognosa situazione in cui versa il cimitero, ecco la chicca; una vera è propria imposizione prebendaria da parte dei dipendenti dell’ipogeo comunale, questi ultimi già pagati per le mansioni che svolgono, stamane, per la riesumazione di un corpo, hanno chiesto la “mazzetta”, quando l’ignara signora, sorella del defunto in questione, basita e sconvolta dalla richiesta, ha mostrato una banconota da 10 euro, uno dei due dipendenti ha fatto capire che non bastavano, l’anziana donna che vive da anni al nord, ha dovuto quindi sborsare altri 20 euro, per un servizio che dovrebbe essere completamente gratuito. Poco dopo si è presentato il nipote della signora, un ragazzo conosciuto in paese, per capire come fossero andate le cose, il video è inconfutabile, per dovere di cronaca, il dipendente che ha incassato i soldi ha restituito solo 20 euro, dicendo al ragazzo: “Almeno le sigarette ce le possiamo comprare?”

Venerdì dell'Arga, dedicato all'olio il secondo appuntamento


 
 
 
 
 
 
 
 
È dedicato all’olio il secondo appuntamento degli “Incontri dell’Arga”, il ciclo di eventi organizzato dall’Arga Campania “Francesco Landolfo”, il gruppo di specializzazione del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania che si occupa di ambiente e territorio.
Venerdì 24 marzo alle ore 18 nella sede del Sugc (via Cappella Vecchia, 8b), Elisabetta Donadono, giornalista e assaggiatrice olio, e Aberto Marulli, capo panel, ci condurranno alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva, in un viaggio che va dal produttore al consumatore, fino a svelarci i segreti del buon Evo con una prova tecnica di assaggio. Al termine dell’incontro ci sarà una degustazione di olio.

L’Arga Campania aderisce alla campagna di crowdfunding lanciata dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, insieme a Meridonare, per aiutare Carla Caiazzo a ricostruire la propria identità http://sindacatogiornalisti.it/via-alla-campagna-di-crowdfunding-per-carla-caiazzo-donate/

Il Mattino compie 125 anni, bene comune da difendere 

Il Mattino compie 125 anni. Il quotidiano di Napoli, e di tutto il Sud, fu fondato il 16 marzo 1892 da Matilde Serao e Eduardo Scarfoglio. Per festeggiare l’anniversario è stata organizzata una grande festa nel capoluogo partenopeo, con tanto di taglio della torta, e sono stati promossi un premio letterario, che il 29 maggio sarà consegnato alla scrittrice e saggista italiana di origini armene Antonia Arslan, e un premio giornalistico, che andrà invece alla giornalista del “Corriere della Sera”, Fiorenza Sarzanini.«Buon compleanno al Mattino di Napoli, punto di riferimento insostituibile dell’informazione per tutto il Mezzogiorno», scrive il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «La storia del giornale – prosegue – rappresenta un pezzo di storia d’Italia. Una storia di buon giornalismo e di grande professionalità. Una tradizione che il corpo redazionale continua a preservare e a tramandare con il lavoro di ogni giorno».
«Auguri alle giornaliste e ai giornalisti del Mattino, voce autorevole dell’informazione per Napoli e per l’intero Mezzogiorno – affermano il segretario e il presidente del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri e Armando Borriello – Questo glorioso quotidiano rappresenta per la Campania un bene comune, garanzia della libertà di stampa e di una corretta informazione. La sua forza è rappresentata da un gruppo di grandi professionisti, che ogni giorno lavorano con sacrificio nel solco di una grande tradizione. Il Mattino è il giornale di Matilde Serao e di Giancarlo Siani, ma è soprattutto il giornale di un popolo. Quello per i 125 anni del quotidiano è, per questo, un augurio all’intera città, una città che ha estremo bisogno di essere raccontata e di voci libere che guardino al futuro».

Danneggiata l'auto del giornalista della Gazzetta dello Sport Mimmo Malfitano

Nella notte tra sabato e domenica l’auto del corrispondente da Napoli della Gazzetta dello Sport, Mimmo Malfitano, è stata gravem

Mimmo Malfitano


ente danneggiata davanti casa. Si tratta di un atto intimidatorio gravissimo nei confronti del giornalista che già in passato a
veva subito aggressioni. Il Sindacato e l’Ordine dei giornalisti della Campania sono al fianco del collega e della redazione della Gazzetta. Atti delinquenziali di questo genere non sono tollerabili e non condizioneranno in alcun modo il lavoro di Malfitano che continuerà a raccontare il Napoli con lo spirito di sempre. I vergognosi titoli di alcuni giornali del nord contro Napoli e i napoletani non giustificano alcun atto di violenza. Attendiamo che le indagini facciano il loro corso e che i responsabili vengano puniti.

Congresso Ussi, il campano Coppola il più votato

In occasione del 45′ congresso nazionale svoltosi a Chiavari, l’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) ha eletto i propri vertici. Confermato alla presidenza Luigi Ferrajolo. Nel consiglio nazionale la Campania è rappresentata da Gianfranco Coppola (Rai) che è stato il più votato con 41 preferenze. Coppola è anche delegato ai rapporti con Aips, l’associazione internazionale stampa sportiva.
Ussi Campania era presente a Chiavari col presidente del gruppo “Felice Scandone”, Mario Zaccaria, il vicepresidente professionale Rosario Mazzitelli ed il consigliere collaboratore Luigi Zappella.

Inpgi, i Ministeri vigilanti approvano la riforma. Lorusso: «Ora i decreti sull'editoria»

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – di concerto col covigilante Ministero dell’Economia – ha comunicato oggi l’avvenuta approvazione della riforma previdenziale varata dal Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi il 28 settembre 2016.

I Ministeri – condividendone l’impianto complessivo sul piano sostanziale – hanno infatti dato il via libera agli interventi correttivi del regime previdenziale dell’ente, deliberati per garantire la sostenibilità della gestione nel medio-lungo periodo.
Nel contempo, è stata approvata l’introduzione di un contributo di solidarietà da applicare, in via temporanea e per la durata di 3 anni, a tutti i trattamenti di pensione erogati dall’Inpgi con importo pari o superiore a  38.000,00 euro lordi annui, con percentuali crescenti in base alle diverse fasce reddituali. I Ministeri, in particolare, hanno sottolineato come tale misura costituisca – in adesione ai criteri esposti in proposito dalla Corte Costituzionale – una efficace attuazione del principio di equità intergenerazionale posto alla base dei sistemi previdenziali.
Le misure principali della riforma approvate dai Ministeri riguardano quindi:
a) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia che vede incrementare, progressivamente nel triennio 2017 – 2019, l’età anagrafica richiesta, fino ad elevarla a regime a 66 e 7 mesi;
b) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione d’anzianità, che prevede un progressivo innalzamento dell’anzianità contributiva fino ad arrivare nel 2019 a 40 di contribuzione con 62 anni di età.
Tali misure non hanno effetto nei confronti di coloro che, alla data del 31/12/2016, abbiano già maturato i requisiti previsti dalla normativa previgente per l’accesso ad un qualunque trattamento di pensione, che – pertanto – potranno continuare ad accedere ai trattamenti pensionistici in qualsiasi momento anche successivamente all’entrata in vigore dei nuovi requisiti;
c) l’introduzione del sistema di calcolo contributivo – di cui alla legge n. 335/1995 – per le contribuzioni successive al 01/01/2017.
d) l’istituzione di un contributo aggiuntivo di disoccupazione dell’1,4%, a decorrere dal corrente mese di febbraio, per i rapporti a termine, a carico del datore di lavoro, riferito ai soli rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati per causali diverse dalla sostituzione di personale temporaneamente assente.
In merito ad alcune misure, di minore impatto, i Ministeri hanno ritenuto di non procedere con l’approvazione ma di chiedere ulteriori elementi di precisazione.
In particolare, per quanto riguarda le clausole di salvaguardia  di cui alla Tabella A del Regolamento – che avrebbero consentito l’accesso anche con abbattimenti alla pensione di vecchiaia e di anzianità, con i requisiti previsti dalla previgente normativa, dei giornalisti e delle giornaliste che, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, fossero stati ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione oppure dipendenti da aziende in stato crisi ovvero disoccupati per cessazione rapporto di lavoro da aziende in crisi – i Ministeri si sono riservati di valutare i relativi impatti sull’andamento dei conti dell’ente.
“Il percorso di risanamento dell’Inpgi è partito. La riforma – ha commentato la presidente Marina Macelloni – consentirà all’Istituto di garantire la sostenibilità dei conti nel lungo periodo e quindi di rimanere anche in tempi difficili un presidio autonomo a tutela dell’informazione in Italia. L’Inpgi non fallirà, non sarà commissariato ne’ tantomeno confluirà nell’Inps.
Questo obiettivo importante è stato raggiunto grazie al lavoro e al senso di responsabilità di tanti. Voglio ringraziare il Consiglio di amministrazione, le Parti sociali Fnsi e Fieg e la struttura tecnica dell’Istituto guidata dalla Direttrice generale, Mimma Iorio. Il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia ci hanno riservato un’attenzione particolare e dimostrato fiducia nel gruppo dirigente dell’Istituto.
Una riflessione sul contributo di solidarietà, approvato dai Ministeri nonostante le molte polemiche e ridefinito correttamente contributo di equità: è un piccolo sacrificio che però restituisce a tutta la categoria il senso di una solidarietà tra generazioni indispensabile in un momento difficile come questo”.

«Il via libera dei ministeri alla manovra di riequilibrio approvata dal cda nel settembre scorso rappresenta un momento di chiarezza sul futuro dell’Inpgi, smentendo i profeti di sventura che si esercitano sulle sorti dell’Istituto. L’auspicio è che il governo utilizzi la severità con cui ha preteso l’inasprimento delle regole dell’Inpgi, a cominciare dall’età pensionabile, per definire i criteri di accesso delle aziende editoriali agli stati di crisi e agli ammortizzatori sociali. Non è più pensabile che l’Inpgi venga utilizzato come un bancomat dagli editori, in un quadro generale caratterizzato da un governo sostanzialmente disinteressato ai problemi del precariato dilagante e del lavoro senza diritti. Una situazione inaccettabile perché nega il futuro a generazioni di giornalisti e, senza adeguati correttivi in sede normativa, a cominciare dai decreti attuativi della legge sull’editoria, rischia di avere effetti devastanti per il mondo dell’informazione e per gli istituti della categoria, rendendo inutile la riforma previdenziale appena approvata». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.