Crollo alla Riviera, il Comune era informato dei rischi

«Il Comune sapeva dei gravissimi rischi sui palazzi della Riviera di Chiaia, ma nessuno è intervenuto chiudendo la strada al traffico come, invece, chiedeva con insistenza il direttore dei lavori per mettere in sicurezza cantiere ed edifici». A parlare è il consigliere comunale Stanislao Lanzotti che ha ricevuto dal vicedirettore del Comune di Napoli Giuseppe Pulli un dossier che ripercorre i due mesi che hanno preceduto il crollo dell’ala del civico 72 il 4 marzo scorso. «Per questo – afferma Lanzotti – chiedero le dimissioni dell’assessore alla Mobilità Anna Donati».
Quelle consegnate a Lanzotti sono le stesse carte che sono state date alla Procura che ha messo sotto inchiesta 22 persone, tra cui ben quattro dirigenti comunali, tra i quali lo stesso Pulli, il referente del ciclo integrato delle acque, il dirigente del servizio Difesa idrogeologica del territorio e sicurezza abitativa e il dirigente del servizio Linea 6 della metropolitana. Pulli afferma nel dossier che «dal 2008 al 2013 ci sono state soltanto 5 segnalazione che riguardavano la sicurezza degli edifici». La più grave è quella relativa a quanto accaduto il 23 gennaio, quanto acqua e detriti invasero la stazione sotterranea in costruzione “Arco Mirelli” con pesanti conseguenze sugli edifici. I segni evidenti del danno ci furono al civico 82, dove il pavimento del locale “Dog Out” si abbassò di ben 4 centimentri (l’attività commerciale fu chiusa tre giorni dopo dalla polizia municipale). Tuttavia, prima di predisporre accertamenti tecnici si attende più di un mese. Il 28 febbraio il sindaco firma un’ordinanza con la quale si intima al proprietario dell’edificio (l’Opera Pia del Purgatorio ad Arco) di “far eseguire ad horas gli opportuni accertamenti tecnici e tutte le opere di assicurazione strettamente necessarie a scongiurare lo stato di pericolo”. In sostanza, per un problema che riguarda il dissesto idrogeologico provocato dalla costruzione della metropolitana si chiede ad un privato di effettuare opere di messa in sicurezza. Si tratta evidentemente di un provvedimento assurdo: primo, perché nessun privato sarebbe nelle condizioni economiche per affrontare lavori così importanti; secondo, perché nessun privato avrebbe potuto effettuare i lavori realmente necessari alla messa in sicurezza dell’edificio (che dipendono principalmente dalla messa in sicurezza nel sottosuolo). A dimostrare che il problema non riguardava semplicemente quell’edificio e che i lavori ordinati al proprietario sarebbero stati inefficaci, c’è il fatto che, appena quattro giorni dopo, è crollato un altro palazzo. Insomma, il Comune di fronte ad una emergenza enorme parla in burocratese.
Ma tra le carte quella che in maniera più drammatica evidenzia presunte responsabilità da parte di Ansaldo e Comune di Napoli è la lettera inviata il 19 febbraio alla società e, per conoscenza, a Palazzo San Giacomo dal direttore dei lavori Angelo Ribecco. L’ingegnere lancia un vero e proprio allarme che fa «seguito ai numerosi incontri tenuti nelle varie sedi». Sottolinea che «alcuna soluzione che consenta la prosecuzione dei lavori è stata prospettata». Ribecco dice che la tenuta dei giunti tra i diaframmi non è più garantita, che i progettisti devono trovare soluzioni immediate «prima che si verifichino incidenti del genere già vissuto il 23 gennaio con le conseguenze che questi potrebbero avere sull’edificio circostante». Ma questi lavori di messa in sicurezza («impermealizzazione dei giunti»), per non provocare problemi alla falda acquifera, avrebbero previsto la chiusura della Riviera di Chiaia «per un periodo minimo di 30 giorni», soluzione che, come afferma Ribecco «troverebbe ostacoli in seno all’Amministrazione comunale». Un atto di accusa gravissimo. Del resto, quella, per l’ingegnere, era l’unica soluzione per evitare «ulteriori decompressioni del terreno posto al di sotto dei fabbricati». A stabilire di chi, effettivamente, siano le responsabilità potrà essere, chiaramente, solo la Procura della Repubblica.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Post Navigation