Salvi Edenlandia e Zoo, il colpaccio di Alfredo Villa

asinello

L’asinello nato nell’ultima settimana allo Zoo di Napoli

Zoo ed Edenladia non scompariranno dal futuro di Napoli. Ieri la svolta. Il Cda della Mostra d’Oltremare, proprietaria dei suoli, ha accettato l’offerta di affitto della ClearLeisure Plc: 400mila euro all’anno. Il 31 gennaio era prevista la chiusura della procedura fallimentare, un no alla proposta di locazione avrebbe determinato irrimediabilmente la chiusura delle strutture.
LE PRESSIONI. Determinanti sono state certamente le pressioni da parte del sindaco Luigi de Magistris. Licenziare 70 lavoratori e sfrattare i 300 animali, cancellare due strutture storiche della città, avrebbe rappresentato per l’Amministrazione una sconfitta enorme, con gravissime ripercussioni sull’immagine dello stesso primo cittadino. Gli assessori sono stati chiari durante il vertice in Prefettura di giovedì scorso: «Evitare in qualsiasi modo i licenziamenti, lo vuole il sindaco». Ma non c’è solo questo.
LE TRATTATIVE. Si partiva da un canone annuale di 850mila euro, che, dopo lunghe ed estenuanti trattative, era stato ridotto a 500mila euro. Il presidente della Mostra, Andrea Rea, non aveva alcuna intenzione di cedere. Per un’area di 128mila metri quadrati e per un brand come Edenlandia, un’ulteriore svalutazione avrebbe rappresentato una speculazione «inaccettabile». Per questo la stessa Mostra d’Oltremare ha cominciato a lavorare ad un’offerta, cercando di riunire una cordata di imprenditori disposti ad offrire di più. Ma sul tavolo del giudice fallimentare continuava a restare una sola proposta, quella della società svizzera quotata in Gran Bretagna ClearLeisure (che fino al 5 dicembre si chiamava Brainspark). La proposta iniziale era di 350mila euro annuali. Le trattative portate avanti dal curatore fallimentare Salvatore Lauria sono riuscite a far salire la cifra prima a 380mila euro, poi a 400mila euro. Troppo poco. Rea sotto i 500mila euro non sarebbe mai sceso, pressioni o meno.
LA SVOLTA. La soluzione è arrivata nella nottata di giovedì. A trovarla è stato lo stesso Lauria: escludere dall’area da dare in concessione Villa Leonetti, inizialmente residenza dei fondatori del giardino zoologico e poi, negli anni, diventata anche stazione sperimentale della Facoltà di Zoologia. Dal punto di vista immobiliare, certamente la struttura più prestigiosa. Poco prima della mezzanotte arriva l’email con l’ok del Ceo della ClearLeisure, Alfredo Villa. Ieri mattina, poi, il sì di Mostra d’Oltremare. Tutto risolto.
LE PROSSIME TAPPE. Il piano della ClearLeisure prevede un investimento iniziale di 1.075.000 euro da destinare alla procedura fallimentare, l’assunzione di tutti i lavoratori e 75mila euro da destinare al Tfr. Il progetto, invece, prevede un investimento di circa 5 milioni di euro. Nella cordata guidata dall’imprenditore svizzero Villa, ci sono anche il napoletano Francesco Floro Flores e l’ad del parco acquatico di Novara “Ondaland” Massimiliano Coda. Le prossime tappe della procedura prevedono, tra lunedì e martedì, la firma del decreto di aggiudicazione al quale seguirà il trasferimento d’azienda con la quale la società britannica acquisirà le attività della fallita “Park&Leisure”. Poi si partirà con la cassa integrazione per i lavoratori prima della loro integrazione nella nuova società. Grande soddisfazione è stata espressa dal curatore fallimentare Lauria che ha condotto le trattative. «Per festeggiare l’evento – afferma Lauria – domenica ci sarà l’Edenlandia day (una giornata dedicata a tutti I bambini della città di Napoli e della Regione Campania). In tale occasione ogni biglietto di ingresso (sia per le giostre che per la visita allo Zoo di Napoli) sarà ridotto alla metà. Alle ore 12 nel Palaeden grande e gratuito spettacolo di illusionismo di Hamady e al termine fuochi d’artificio per la rinascita del posto più magico della Città».

L’EX RE DEL PORNO. Chi è il manager che ha deciso di rilevare Edenlandia e Zoo? Alfredo Villa, 51enne della svizzera italiana, con origini valtellinesi, si laurea a Ginevra in Economia. Non è troppo simpatico ai giornali del Canton Ticino, che parlano di lui come un uomo dalla «fervida fantasia finanziaria». Innegabile, però, il suo successo. Successo che comincia in una delle più grandi società mondiali che si occupano di pornografia, la Private media group, quotata nel listino Nasdaq di New York; in Ticino entra nelle società finanziarie Soginvest e Giginv

Alfredo Villa

Alfredo Villa

est. In Italia ha tentato nel 2010 anche l’ingresso nel mondo del calcio, rilevando parte delle quote dell’Ancona. Ma il suo fiore all’occhiello è rappresentato proprio dalla Brainspark, società che si occupa di attività legate al tempo libero, che nel 2012 si è trasformata in ClearLeisure. In realtà si tratta di un gruppo che gestisce moltissime attività. Si va da Ora Hotels (con strutture in Italia e in Africa), al parco acquatico Ondaland di Novara (in Piemonte è in costruzione anche il parco di Endora, tutto al coperto), al resort di Porto Cervo, a Sosushi (18 ristoranti giapponesi in Italia), poi ci sono i tour operators (My Africa, Compagnia dei Viaggiatori, Unaltrosole, Staff&Co), una società immobiliare (Sforza), una di progettazione architettonica (Mediapolis). Non è solo questo, ma tra le tante società si trova anche Sixlove, “il primo network di motel-hotel per il piacere adulto”, che per ora ha strutture solo a Torino e Barcellona, per chi ricerca un’avventura diversa. Ma Edenlandia è un pallino di Villa già dal 2011, prima del fallimento della Park&Leisure di Cesare Falchero. Sul Corriere di Ticino, nel giugno 2011 (il fallimento risale all’ottobre seguente), si parlava già di una sua offerta: 8 milioni di euro per rilevare il parco napoletano. Insomma, il fallimento della società è stato un colpaccio con un risparmio notevole: poco più di un milione subito e poi 4,5 milioni per il progetto.

IL COMMENTO DELL’EX PATRON. «Sono molto contento della decisione, contento per Napoli che non perde dei pezzi di storia come il Parco Edenlandia e lo Zoo, contento per tutti coloro che ci lavorano e per tutti coloro che hanno continuato a crederci. Ringrazio il giudice Graziano per il grande impegno profuso per aver fatto in modo di non far morire dette attività che per amore e storia sono legate al nome della mia famiglia». A parlare è Cesare Falchero, patron dell’Edenlandia da sempre, da quando fu aperta nel 1965, fino al fallimento della società Park&Leisure. Le giostre della sua famiglia trovarono sistemazione definitiva in quell’area di Fuorigrotta dopo essere state in Villa Comunale, a piazza Municipio, alla Mostra d’Oltremare e in altri luoghi della città.

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