Caos tabelloni elettorali, il Comune sbaglia il bando

tabelloni
Il Comune di Napoli sbaglia il bando per gli spazi dedicati alla propaganda elettorale. Un bel guaio, perché proprio oggi scade il termine per l’installazione dei tabelloni (la legge prevede 30 giorni prima della scadenza elettorale). L’appalto aggiudicato per 346.060 euro (286.000 euro più 60.060 di Iva) prevede 20mila metri quadrati di spazi (fino ad un massimo di 30mila), esattamente quanti ne sono concessi per il Referendum. Per le consultazioni politiche si deve tenere conto del numero di liste che vengono presentate. Ma questo i tecnici di Palazzo San Giacomo non lo hanno considerato. Per le 18 formazioni ammesse alle elezioni è necessario il triplo dello spazio concesso dal Comune di Napoli (tra i 60mila e gli 80mila metri quadrati). Un problema serissimo, che non può essere sottovalutato. Il mancato rispetto delle norme che regolano la propaganda, infatti, può essere motivo di scioglimento del consiglio comunale.
Tra gli uffici di piazza del Municipio è cominciato un rimpallo di accuse tra dirigenti e uffici. Pare che sia stato copiato e incollato il bando del Referendum. Allora come hanno deciso di risolvere il problema? Per prima cosa è stata data esecuzione all’appalto assegnato, con l’installazione dei tabelloni: “Cominciamo a mettere questi”, avranno pensato bene al Comune. Per gli altri impianti la scelta è stata difficile. Qualcuno ha proposto di integrare il bando già assegnato, ma questo sarebbe stato possibile soltanto per motivi di massima urgenza, ed un errore materiale non giustifica questa procedura. L’unica possibilità, quindi, è stata quella di avviare una nuova gara in fretta e furia che ieri mattina non era stata ancora completata.
Oggi, certamente, sarà tutto a posto, si spera, perché proprio da oggi comincia la propaganda regolata dalla legge e potranno essere utilizzati esclusivamente i tabelloni installati dal Comune di Napoli. Niente più propaganda selvaggia con megamanifesti occupati dai partiti più grandi. Anche se, come succede ogni volta, accanto alla campagna elettorale ufficiale se ne consumerà un’altra, tutta abusiva, fatta di manifesti affissi la notte da squadre di fedelissimi assoldati dai politici legati ai quartieri. A vigilare su eventuali irregolarità nelle affissioni ci sarà la polizia amministrativa di Palazzo San Giacomo. Gli stessi agenti dovranno anche verificare la corretta installazione di tutta l’impiantistica e verificarne il collaudo. Solo dopo che sarà completata questa operazione le imprese aggiudicatarie degli appalti potranno essere pagate. Eventuali tabelloni danneggiati, dovranno essere immediatamente sostituiti. Questo proprio a garanzia della pluralità e del diritto di tutte le formazioni politiche ad avere lo stesso spazio.
Gli impianti che spunteranno in ogni luogo, davanti a palazzi storici e a panorami mozzafiato, dovranno essere rimossi entro 14 giorni dalla fine delle elezioni. Ogni giorno di ritardo nella rimozione costerà 200 euro di penale. Poca roba.
Ma a rischiare, per il pasticcio del bando, è anche l’Amministrazione comunale. Se i termini non saranno rispettati, potranno partire i ricorsi da parte dei partiti e delle liste che si possono ritenere, eventualmente, danneggiati. Ma a Palazzo San Giacomo sono tranquilli e assicurano: tutto regolare.

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