Fitti passivi, il Comune vuole lasciare 100 immobili

Il Comune spreca ogni anno 7,7 milioni di euro per affittare 108 immobili di cui potrebbe fare anche a meno. Biblioteche, sedi di rappresentanza, uffici, scuole, magazzini, alcuni dei quali locati con prezzi che vanno oltre le quote di mercato. È la voragine dei cosiddetti fitti passivi, cui hanno messo mano gli assessori Bernardino Tuccillo (Patrimonio), Riccardo Realfonzo (Bilancio) e Giuseppe Narducci (Legalità). La giunta, infatti, ha approvato una delibera con cui si prevede la dismissione di tutte le strutture per le quali il Comune deve pagare e la razionalizzazione e la riorganizzazione di quelle che sono di proprietà dell’Amministrazione.
Già dal proprio insediamento Tuccillo aveva sollevato il problema, affrontando subito lo scandalo delle strutture concesse ai partiti politici per le quali non erano mai stati corrisposti gli affitti.
L’obiettivo è quello di azzerare la spesa di quasi otto milioni all’anno e non è raggiungibile nell’immediato. Ma già nel 2012 la riduzione dovrà essere sostanziale. Realfonzo, infatti, inserirà nel Bilancio di previsione una quota proveniente proprio da questi tagli. La delibera stabilisce, però, anche dove andranno a finire i soldi recuperati: nella ristrutturazione degli immobili di proprietà comunale che, per carenza di fondi, non sono stati ancora restaurati: 7,7 milioni sono abbastanza per garantire restyling e manutenzione di un centinaio di immobili. Gli assessori lo dicono chiaramente: fino ad ora è mancata totalmente una politica che limitasse lo spreco di risorse economiche. Per questo è necessario ripensare tutto, a partire dall’organizzazione degli uffici comunali: accorpando servizi e funzioni.
BANCA DATI.  Il primo passo per realizzare questo progetto sarà quello di realizzare una banca dati di tutti gli immobili per i quali si pagano fitti con le relative funzioni. Nel data base saranno segnalate, chiaramente, eventuali criticità: come quella di strutture inutilizzate e sottoutilizzate. Una volta censiti gli edifici di cui liberarsi, si dovranno individuare le strutture esistenti in grando di ospitare i servizi di quelle dismesse. Si punterà, soprattutto, sul patrimonio esistente. Per il recupero non è escluso l’utilizzo di finanziamenti privati. Tra le risorse da prendere in considerazione ci sono anche i ruderi e quelle di proprietà demaniale.
INTERVENTI SUL PATRIMONIO.  Oltre ad azzerare i fitti passivi, l’obiettivo è anche quello di mettere a reddito il patrimonio. Per questo nella delibera di indirizzo vengono indicati alcune strategia. La prima è quella di individuare alcune strutture che possano essere utilizzate come sedi di dibattiti, convegni ed eventi. Insomma, dei mini-poli fieristici per incrementare le entrate. Il secondo punto riguarda l’analisi degli attuali fitti attivi, soprattutto per quanto riguarda gli immobili di pregio (Circolo del Tennis, Circolo Posillipo e così via). Tuccillo ha più volte evidenziato l’esigenza di adeguare gli attuali canoni, troppo bassi rispetto ai prezzi di mercato, anche per i contratti che non sono in scadenza. Sarà inoltre fatta una ricognizione di tutte quelle strutture concesse in comodato d’uso gratuito ad associazioni, ad enti e a tutte le organizzazioni che sono esterne all’Amministrazione comunale.

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