Consensi record per De Magistris, tutti i rischi della rivoluzione

L’onda della rivoluzione arancione porta Luigi de Magistris in cima alla classifica dei consensi per i sindaci, ma come dimostra il caso Renzi non è facile tenere la posizione. A sei mesi dalle elezioni, del resto, per la giunta dell’ex pm sono arrivati i primi scossoni. Basti pensare alle polemiche sulle dimissioni del presidente di Asìa, Raphael Rossi. Il giovane tecnico, presentato come il paladino dei rifiuti, è stato fatto fuori dall’amministrazione al primi intoppo. Nessuna parola convincente sui motivi del siluramento. Stessa cosa per le dimissioni di Roberto Vecchioni, nominato presidente del Forum delle Culture e sommerso dalle polemiche dopo la sua richiesta per il compenso: «220mila euro all’anno, devo rinunciare ai miei concerti». Inutile il suo passo indietro: «Lo faccio gratis». Dopo un mese il cantautore ha lasciato, anche stavolta con parole ambigue. Ci sono poi le figuracce sugli annunci: l’80% della differenziata, si è trasformato alla fine dell’anno in un risicato 21%, poco più della Iervolino dei tempi migliori. A questo vanno aggiunte le scelte discutibili sulla location della Coppa America che ancora oggi, a 80 giorni della manifestazione mettono a rischio le regate. Tutto, chiaramente, sarà cancellato se ai flop corrisponderanno scelte convincenti e risultati certi. Altrimenti la rivoluzione arancione sarà solo un tentativo di rinnovare una promessa mancata: quella del rinascimento.

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