Bonifica di Bagnoli, finisce il commissariamento

Finisce il commissariamento per la bonifica dei fondali e la rimozione della colmata di Bagnoli e Napoli Est. Da sabato tutte le competenze passano al Comune di Napoli che gestirà direttamente le risorse, ma anche i problemi. Oltre ai finanziamenti che passeranno dalle casse del commissariato a quelle di Palazzo San Giacomo, ci sono una serie di incombenze da gestire che non renderanno la vita facile alla giunta De Magistris. Primo tra tutti la raffica di ricorsi, ben 21, che bloccano molte delle attività, soprattutto nella zona Est. La maggior parte di questi sono stati effettuati dalle aziende che lavoravano nell’area dei petroli, dalla Kuwait alla Eni. Per non parlare delle società che chiedono l’annullamento di gare già espletate. O di quelle che hanno chiesto e ottenuto risarcimenti danni milionari.
Tuttavia, si tratta di un atto ritenuto necessario dall’Amministrazione per dare un’accelerata fondamentale ai lavori che procedono con estrema lentezza. Mancava solo il nulla osta del Ministero dell’Ambiente, che è arrivato il 7 ottobre scorso. Il passaggio si concluderà con la liquidazione da parte del commissario Mario Pasquale De Biase del trasferimento di opere, finanziamenti e attività. È proprio grazie a quest’atto che nell’ultima manovra di Bilancio del Comune di Napoli sono stati inseriti circa 50 milioni di euro (48.789.059,15) destinati proprio a Bagnoli. Un’operazione contabile che ha permesso all’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo di non sforare il patto di stabilità.
Ma De Magistris chiede di più. L’intenzione sarebbe quella di gestire direttamente i fondi europei senza passare per la Regione. Non è una possibilità da escluedere completamente. Per qualche amministrazione è stato possibile, soprattutto in relazione ad eventi eccezionali. Ed il sindaco nei mesi scorsi ha incontrato, insieme al suo vice Tommaso Sodano, anche l’ex premier Silvio Berlusconi per discutere proprio di questo tema. E ci sono stati già contatti con il nuovo Governo per riprendere il discorso. Bagnoli è una sfida troppo importante, sulla quale le vecchie amministrazioni di Antonio Bassolino e di Rosa Russo Iervolino hanno perso. L’ex pm non vorrebbe fare la stessa figura dei suo predecessori. La sua intenzione è quella di imprimere una svolta. Quella della Coppa America poteva essere un’occasione, ma è già sfumata. «Al governo – disse il primo cittadino – abbiamo chiesto lo sblocco di 500 milioni che già spettano a Napoli. È la prima volta che una grande città del Mezzogiorno chiede di essere direttamente assegnataria dei fondi. Non si tratta di un intervento straordinario ma di soldi che ci spettano. Se ci dessero questa possibilità sarebbe una prova di senso civico oltre che politico. E devo dire che ho trovato sensibilità da parte del governo».
Per ora ci sono da gestire i primi 50 milioni di euro finanziati dalla Regione, ma non arrivati ancora nelle casse della Bagnolifutura, che potranno far ripartire la gara per il primo lotto del Parco urbano. Sono previsti il recupero ambientale e la realizzazione di circa 33 ettari di Parco Urbano e i 4 chilometri di strade per l’accesso. Il Grande Progetto si articola in altri due lotti la cui realizzazione verrà finanziata con la vendita delle aree edificabili da parte di Bagnolifutura per un importo pari a circa 120 milioni di euro. L’obiettivo del Grande Progetto è realizzare, all’interno dell’area ex industriale di Bagnoli, un polmone verde per la città, teso a promuovere il ricco patrimonio di archeologia industriale in esso contenuto e nello stesso tempo a valorizzare le risorse ambientali, naturalistiche e paesaggistiche che il sito conserva.

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