Strade, l’assessore: faremo un altro Global service

Quello di chiudere il centro storico alle auto è stato il primo atto concreto della “rivoluzione” del sindaco Luigi de Magistris. Nessun napoletano avrebbe mai pensato possibile una cosa del genere, forse per questo per realizzare il suo piano il primo cittadino ha chiamato un assessore “forestiero”. Anna Donati, romagnola, tra i fondatori del partito dei Verdi in Italia, superesperta di Mobilità urbana, tra i primi a sperimentare i varchi telematici nel Paese, ci crede. «Tra cinque anni? Avremo una città migliore», dice. Intanto, nella cuore antichissimo di Napoli, qualcosa è già cambiato e questo fa ben sperare.
Quando è arrivata a Palazzo San Giacomo cosa ha trovato: tutto da rifare o c’è qualcosa da salvare?
«Ho trovato cose interessanti, cose discutibili e, comunque, molto disordine. In ogni cassetto che apro trovo progetti mai partiti o lasciati in sospeso. C’è certamente una cosa buona: è il progetto della metropolitana con i suoi cantieri, che certamente affaticano la città e i cittadini, ma che, in prospettiva, rappresenta la soluzione di tanti problemi. In questo progetto c’è un’idea di città dove le reti di trasporto sono un asse fondamentale di sviluppo, di mobilità, di accessibilità e di riqualificazione urbana. La cosa cattiva, invece, è tutto quello che ho trovato in superficie. Per tutto quello che riguarda la regolazione delle strade ho trovato una grande arretratezza».
Un esempio di questa arretratezza?
«Il fatto che non esista una Ztl estesa. Ci sono micro-aree chiuse al traffico. Il fatto di creare nel centro antico una Zona a traffico limitato di 120 ettari è una rivoluzione per Napoli, ma nel resto d’Italia e d’Europa si tratta di cose ormai consolidate. Adesso bisogna regolare l’accesso a queste aree e presidiarle davvero tutti i giorni con dei varchi telematici».
La Ztl, ufficialmente, non è ancora partita.
«È partita e non è ancora arrivata. Abbiamo cominciato con le corsie preferenziali: piazza Dante, via Toledo e parte di via Duomo. Si tratta di strade di grande traffico: 20mila accessi giornalieri per piazza Dante e 10mila per via Duomo. Strade interne alla città che venivano utilizzate come attraversamento. Chiudendole, di fatto, abbiamo circoscritto gran parte della Ztl, e ora il centro antico è già meno congestionato. Allo stesso tempo sono stati presi altri provvedimenti: più strisce blu, più aree pedonali, un autobus, il C55, che gira attorno alla Ztl».
Qual è il perimetro della Ztl?
«Via Pessina, via Monteoliveto, corso Umberto, via Pietro Colletta, via Foria. La Napoli greco-romana in sostanza».
Quando partirà ufficialmente il dispositivo?
«Quando saranno distribuiti tutti i permessi. Contiamo che accada all’inizio di febbraio».
Il timore con la chiusura del centro era l’ingorgo totale nel resto della città.
«Noi avevamo il terrore che, una volta svuotato il centro antico, sarebbero state invase le strade limitrofe, dal Duomo al corso Umberto. Il grande ingorgo, invece, non c’è stato. Anzi, abbiamo ottenuto subito dei risultati. Sono aumentati gli utenti della metropolitana (il 3% a piazza Dante), quelli dei bus Anm tra il 12 e il 15%, è aumentata anche la velocità dei pullman in centro del 15-20%, anche se siamo ancora sui 10 chilometri orari, una media, purtroppo, molto bassa. Ora abbiamo utenti che protestano perché vorrebbero più bus. Corsie più libere e attese minori alle fermate fanno emergere il deficit del trasporto pubblico che abbiamo».
Per quanto riguarda lo smog ci sono stati risultati?
«La centralina Museo, che ci preoccupava non poco, da quando è partito il nuovo dispositivo, ha avuto solo due giorni di superamento, rispetto agli sforamenti continui degli anni passati».
La Ztl è stata accolta da molte proteste.
«Non fermarsi alla prima critica è molto importante per centrare gli obiettivi. È necessario però chiarire il metodo che utilizziamo: prima di prendere qualche decisione consultiamo sempre mezzo mondo. Riconsultiamo quelli che non sono d’accordo. Ma su alcune cose non possiamo fare marcia indietro. D’altro canto quelli che hanno protestato di più, come Pio Barone Lumaga, si trovano fuori dalla Ztl».
I controlli alla partenza sono stati imponenti, non si rischia adesso di abbassare la guardia?
«I controlli devono essere costanti. Quelli limitati nel tempo non funzionano. Per ora ci sono i vigili, ma in futuro ci saranno i varchi telematici, come succede nel resto d’Italia. Tre varchi sono già stati attivati. Adesso abbiamo affidato a Napolipark altri 4 o 5 varchi (dipende dal ribasso della gara) attorno alla Ztl (via del Sole, via S.S. Apostoli, via Duomo/piazzetta Filangeri, via Miroballo al Pendino). Questi a fine febbraio saranno montati».
Ma le telecamere ci saranno solo al centro storico?
«No, c’è un progetto “maxi”, l’unico che abbiamo salvato dai tagli: Itaca, un vecchio progetto di telematica applicata al traffico, che era saltato perché era stata annullata la gara. Il piano prevede semafori intelligenti, varchi telematici di protezione delle Ztl e varchi di protezione per le corsie preferenziali. In tutto ci saranno 80 telecamere, costeranno 7 milioni, già stanziati: la metà li mette il Comune, l’altra metà il Governo».
I varchi esistenti che risultati hanno dato?
«Innanzitutto, un abbassamento notevole del traffico. A piazza Dante passano 6mila veicoli al giorno invece dei 20mila precedenti. Circa il 50% di questi sarebbe non autorizzato».
Si tratta di circa 3mila multe al giorno?
«Sì, anche se sono in corso delle verifiche. È possibile che parte di queste siano per mezzi autorizzati che non hanno comunicato la targa al Comune (Asìa, ambulanze e così via). Penso che arriveremo a circa 2.500. Le multe stanno partendo adesso».
Quanti permessi sono stati distribuiti?
«Circa 500, ma si tratta di permessi per le corsie preferenziali. Quelli per la Ztl saranno distribuiti presso l’apposito ufficio in piazza Dante da martedì. Stiamo disponendo tutta la modulistica».
Avete delle previsioni sul numero di pass per la Ztl?
«Faccio fatica a pensare a dei numeri, perché si tratta di un territorio complesso che ricopre più Municipalità. Pensiamo che saranno circa 5mila i nuclei familiari che chiederanno i pass per i residenti. Tutte le altre categorie arriveranno sui 4mila permessi. Ma c’è una novità, i permessi serviranno ad effettuare anche controlli sul pagamento delle tasse».
In che senso, cosa dovrà dimostrare chi vuole ottenere il tagliando?
«I garage dovranno presentare regolari contratti e permessi. Così come i clienti. Insomma, chi vuole entrare nella Ztl perché ha un posto auto in una rimessa o in un box auto, dovrà mostrare una ricevuta, un contratto di affitto o di proprietà. Non possiamo agevolare l’abusivismo, in qualsiasi forma».
Molti hanno parlato di ecopass.
«L’ecopass permette l’accesso a chiunque paghi. Nella Ztl entrano solo gli aventi diritto».
Sarà un modo per fare cassa?
«Sono soldi che serviranno a mantenere l’ufficio che dovrà essere aperto sempre».
Qualcuno ha parlato di patrimoniale facendo riferimento al costo dei pass.
«Non è così. Ma chi ha un’auto più potente può anche pagare qualcosina in più. Poi ci siamo tenuti più bassi delle altre città».
Sono previste altre Ztl?
«Per via dell’Epomeo abbiamo già avuto degli incontri in Municipalità e fatto dei sopralluoghi con la polizia municipale. A metà gennaio cominceremo con i 500 metri centrali della strada che è lunghissima. Al Vomero ci hanno chiesto un Ztl notturna nel fine settimana a San Martino. La Municipalità di Chiaia, invece, sta acquistando due varchi di protezione da mettere su via Chiaia e al Borgo Marinari. Inoltre, la Ztl attiva solo a Natale diventerà permanente. Poi, ci saranno anche Quartieri Spagnoli e Pignasecca, essenziali per far funzionare bene la Ztl centro antico».
Tra i primi annunci del sindaco c’è stata la chiusura al traffico del corso Umberto entro il 2012.
«Si farà, ma sulla data non mi sbilancio. Il rettifilo è una strada di grande traffico, così come le strade che abbiamo già chiuso. Io penso che una volta che la metropolitana della linea 1 arriverà a piazza Garibaldi, quell’asse verrà alleggerito decisamente. La cosa che mi preoccupa, per cui non mi sbilancio sulla data, è la stazione Duomo. È un progetto delicato perché ci sono importanti ritrovamenti archeologici. Per questo la settimana prossima incontrerò a Roma il nuovo sottosegretario Cecchi».
Quando apriranno le prossime stazioni della metro?
«A maggio apriremo la stazione Toledo, ho già fatto un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori. Entro un anno dovremmo aprire la stazione della linea 1 a piazza Garibaldi. Un nodo fondamentale dal punto di vista della mobilità. È ben delineata anche la stazione Municipio, il quadro dei ritrovamenti archeologici è abbastanza chiaro. Se tutto fila liscio, tra 15 mesi dovrebbe aprire, anche se la piazza non sarà completa».
La fusione delle 3 società che si occupano di Mobilità urbana sta procedendo?
«Per la riorganizzazione di tutti i servizi è essenziale la società unica. Sarà più facile ridistribuire le risorse senza creare squilibri tra le tre società e, chiaramente, razionalizzare i servizi più agevolmente. Molti problemi delle Partecipate, attualmente, dipendono dai mancati trasferimenti da parte del Comune. Il problema per la nuova azienda è farla partire senza questo credito enorme».
I Cda di Anm e Metronapoli sono cambiati, manca ancora Napolipark.
«La delibera è già pronta, ma il manager lo sceglie il sindaco».
Per i taxi sono previste novità?
«Per ora abbiamo previsto un nuovo tariffario sempre legato alla nuova Ztl: 6 euro per una prima fascia attorno all’area del centro antico, 8 euro per una fascia più ampia (Centro direzionale, via Caracciolo)».
Per i tagli ai trasporti sono state ridotte molte corse, la situazione non sembra migliorare.
«Se i tagli vengono confermati, il rischio è quello di ridurre ancora del 5% i servizi».
L’assessore regionale è stato attaccato duramente per i tagli.
«Devo dire che fino a quando c’è stato il precedente governo la Regione si è fatta sentire poco, al contrario di altre amministrazioni dello stesso colore politico, questo ci ha demoliti. Adesso pare che le cose siano cambiate».
Rischiamo anche di perdere i fondi europei per la metropolitana.
«Senza quelli non andiamo da nessuna parte».
La manutenzione delle strade è praticamente nulla in città.
«Sono rimasta allibita per il fatto che per la manutenzione delle strade c’era un deficit enorme e in bilancio c’era praticamente zero. Adesso abbiamo sbloccato una delibera da 700mila euro di somma urgenza per Parco Margherita, via Coroglio, via Petrarca (dove c’è il parapetto non ancora riparato) e così via. Nel 2012 le risorse per la manutenzione devono aumentare, altrimenti non ne usciamo. Il sindaco è d’accordo».
La precedente giunta ha tentato di rimediare con un Global service, ma tutto è stato bloccato dopo l’arresto di 4 assessori.
«Non spetta a me giudicare quello che c’è stato prima. In generale, il sistema del Global service è necessario per la manutenzione ordinaria. Del resto, le regole sono cambiate, non è possibile più fare contratti aperti. Di fronte a questa situazione, i contratti di servizio sono la soluzione migliore. Gli uffici stanno verificando che cosa possiamo fare».

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