Archivio mensile:Febbraio 2012

Deleghe, quarto rimpasto: sindaco pigliatutto

Quarto rimpasto di deleghe per la giunta del sindaco Luigi de Magistris. Dopo quello del 23 dicembre scorso, con un decreto firmato il primo febbraio, il sindaco ridisegna le competenze di alcuni assessori. E se nella riorganizzazione prenatalizia furono cambiate poche cose (la Protezione civile fu tolta all’assessore alla Mobilità Anna Donati), stavolta si tratta di modifiche sostanziali. Il dato più rilevante è che il primo cittadino raggiunge la cifra considerevole di ben 11 deleghe, avocando a sé l’Informatizzazione (che apparteneva all’assessore ai Beni Comuni, Alberto Lucarelli) e i “Fondi Europei” (che, invece, era competenza dell’assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo). Si tratta di due deleghe fondamentali per la politica amministrativa del Comune di Napoli. De Magistris sta facendo il diavolo a quattro per ottenere dal Governo la gestione diretta dei finanziamenti Ue, senza passare per la Regione. L’Informatizzazione, invece, rappresentava per Lucarelli uno dei punti fondamentali del progetto di riforma del professore di Diritto, che comprende, appunto, le reti informatiche nel novero dei Beni comuni. Insomma, in parte, ridimensiona alcuni dei suoi assessori più importanti, dall’altra accresce il numero di compiti e responsabilità nelle sue mani. Le altre deleghe nelle sue mani, d’altro canto, non sono affatto trascurabili: “Promozione della Pace”, “Difesa e attuazione della Costituzione”, “Cooperazioni e relazioni internazionali”, “Grandi eventi”, “Forum delle culture”, “Riforma della macchina comunale”, “Attuazione del programma e organizzazione”, “Comunicazione e promozione dell’immagine di Napoli”, “Protezione civile”. Di fatto, molti di questi compiti sono affidati ai suoi fedelissimi uomini chiave, come il capo di gabinetto Attilio Auricchio e il vicecapo Sergio Marotta.

L’assessore all’Urbanistica, Luigi De Falco, invece, che ha dato una spinta sostanziale per la gestione della fase più delicata dei lavori per la Coppa America, avrà in carico anche la “Gestione del sito Unesco”, direttamente collegato all’utilizzo dei Fondi europei.

L’unica mossa scontata e davvero necessaria è stata quella di alleggerire l’assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo, oberato di incarichi, della delega al “Decoro e all’Arredo urbano” che, invece, viene affidata all’assessore alla Mobilità, Anna Donati.

Resta da vedere, adesso, se nel prossimo futuro oltre a ridistribuzioni di deleghe ci saranno anche rimpasti di uomini. Di certo dopo il patto sancito con Sel al Forum dei Comuni per i Beni Comuni, gli equilibri all’interno della Giunta potrebbero cambiare. Nei corridoi di Palazzo San Giacomo si discute della posizione a rischio del vicesindaco Tommaso Sodano, smentita, per ora, dai fatti. Si dovrà vedere come verrà assorbito lo scossone seguito al siluramento di Raphael Rossi dal vertice dell’Asìa e i cambiamenti apportati all’assetto della società partecipata, che ha un ruolo chiave nella gestione dell’emergenza rifiuti a Napoli. Del resto, nuovi innesti non sarebbero funzionali ad ottenere nuove maggioranze in consiglio comunale, visto gli ampi numeri a disposizione del sindaco per governare la città. Si tratterebbe di scelte strategiche dal punto di vista politico, ma in una prospettiva più ampia di quella del contesto locale.

(dal il Giornale di Napoli del 5 febbraio 2012)

Coppa America, il cronoprogramma di tutte le opere


Per quanto riguarda il restyling della Villa Comunale, questo consisterà in una manutenzione straordinaria dei giardini. Mentre il restauro vero e proprio riguarderà solo la cassa armonica, che sarà un luogo simbolo del villaggio e il podio delle premiazioni finali. L’intenzione è quella di riportare l’antica passeggiata a quando fu restaurata per il G7 nel 1994. Per il villaggio, il cui progetto è in via di definizione, si tratterà di installare solo delle strutture leggere, degli stand che non hanno alcun impatto serio dal punto di vista architettonico.
La conformazione della scoglierà varierà temporaneamente. Sarà allungata di 75 metri verso Nord e di 85 verso Sud. Subito dopo la manifestazione, saranno rimossi gli scogli sopra il livello del mare. Ma sarà effettuata anche un’altra operazione. Il muro borbonico sarà liberato per 200 metri dalle scogliere installate negli anni Ottanta e, così come previsto anche nel Prg, sarà visibile il muro in pietra grigia dell’Ottocento. Eliminando gli scogli sarà anche recuperata la spiaggia ora nascosta, rendendo più ampio lo spazio disponibile per la balneazione. Insomma, la Coppa sarà un’occasione per riqualificare parte del lungomare.

(dal il Giornale di Napoli del 3 febbraio 2012)
articolo ripreso anche da DAGOSPIA

Sulla Coppa America il sindaco si gioca la faccia

Pubblicato su  ilpuntofermo.it

Governare una città significa anche saper cogliere le occasioni. E la Coppa America, per Napoli, è sicuramente un’occasione. Ha un costo, va bene. Il marketing ha un prezzo e, in passato, si è speso di più per cose meno importanti.

Gli organizzatori dell’evento sono ben disposti, tutto dovrebbe far sperare per il meglio. Ma qualcosa non funziona e rende l’impresa terribilmente più difficile. Forse per incapacità, o per semplice dilettantismo, il sindaco confonde un’occasione utile per promuovere l’immagine della città, con un’occasione per rilanciare e far ripartire progetti urbanistici fermi da anni.

Quando gli americani hanno detto sì a Napoli, l’amministrazione ha puntato subito su Bagnoli. “La Coppa? Si fa sulla colmata”. Pressappoco come dire, il campionato del mondo di calcio? Giochiamolo nella discarica di Chiaiano. Una scelta assurda, senza speranza, che è stata fermata da Procura e Ministero dell’Ambiente. Gli appalti già assegnati (provvisoriamente, per fortuna) vanno a monte. Si punta sul lungomare Caracciolo. Non ci potrebbe essere location migliore.

Napoli dal mare vista su un monitor è la versione postmoderna delle gouache di Settecento e Ottocento, e potrebbe cancellare anni di monnezza in tv. Ma, ancora una volta, invece di trovare soluzioni compatibili con i vincoli ambientali e architettonici e con i tempi troppo stretti, si cerca di osare: una scogliera deve essere allungata di 150 metri e non si dà alcuna garanzia sui tempi della rimozione.

L’assessore all’Urbanistica tira fuori il Piano regolatore: “Potremmo approfittarne per adeguare le scogliere a quanto previsto nel Prg”. Si ripete lo stesso errore di Bagnoli, ma qui i paletti li mette la Sovrintendenza.

A poco più di due mesi dalla manifestazione, quando tutto dovrebbe essere già definito, non c’è ancora un punto. E se il banco salta, l’occasione è perduta e, così, pure la faccia.