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Pubblico impiego, il riconoscimento dell'attività giornalistica entra nel contratto di lavoro

Marianna Madia


Dopo 17 anni, lunghe fasi di stallo ed estenuanti bracci di ferro, è giunto un primo segnale per i giornalisti delle pubbliche amministrazioni. Il contratto nazionale di lavoro del pubblico impiego, sottoscritto prima di Natale, riconosce infatti in modo esplicito l’attività giornalistica nella pubblica amministrazione, rinviando alla successiva fase di classificazione la definizione di profili e di inquadramenti, tenendo conto delle specificità della professione.
«Si tratta di un primo passo – commentano Raffaele Lorusso e Alessandra Costante, segretario generale e vicesegretario della Fnsi responsabile del dipartimento uffici stampa pubblici – che richiederà ancora molto lavoro e impegno perché la strada è lunga e saranno necessari altri rinnovi contrattuali per giungere ad una completata regolamentazione della materia. Resta però la soddisfazione per essere riusciti, dopo 17 anni, ad aprire un varco, prima grazie all’atto di indirizzo della ministra Marianna Madia poi nel confronto con l’Aran, per giungere ad una definizione esaustiva della professione giornalistica nell’ambito della Pubblica amministrazione. Adesso la partita si sposta, come per tutte le altre categorie professionali che operano nel settore pubblico, nella fase di classificazione. Sarà quella la sede per dare consistenza a un profilo che, partendo dall’inquadramento previdenziale, consenta ai giornalisti della pubblica amministrazione di accedere agli altri istituti proprio della professione, come la Casagit e il Fondo di previdenza complementare, giunga anche a regolamentare le prestazioni tendendo conto della flessibilità richiesta ai giornalisti, a cominciare dall’orario di lavoro».
Ecco il testo del contratto:
Art. 95 – Istituzione nuovi profili per le attività di comunicazione e informazione

  1. Nel quadro dei processi di innovazione del lavoro pubblico, ritengono opportuno valorizzare e migliorare le attività di informazione e di comunicazione svolte dalle pubbliche amministrazioni, mediante la previsione di profili professionali idonei a garantire l’ottimale attuazione dei relativi compiti e funzioni.
  2. Nella prospettiva di assicurare il completo presidio dei processi lavorativi comunque riconducibili ai suddetti settori dell’informazione e della comunicazione, i profili professionali di cui al comma 1, in possesso di adeguate competenze in materia, saranno collocati nell’ambito dei sistemi di classificazione delle amministrazioni, a seconda della complessità dei compiti, nonché del livello di autonomia, responsabilità e competenza professionale, dagli stessi richiesto.
  3. Nell’ottica di garantire la coerenza delle prestazioni lavorative con i modelli organizzativi delle amministrazioni, queste ultime individueranno, anche per ciascuno dei settori suindicati e tenuto conto dei rispettivi fabbisogni, “profili professionali”, che definiscano la tipologia della prestazione lavorativa, le specifiche competenze richieste, nonché i requisiti culturali e professionali necessari per l’espletamento delle relative attività, anche tenendo conto della normativa di settore.
  4. Pertanto, tenuto conto dei sistemi di classificazione allo stato vigenti nelle amministrazioni del comparto ed al fine di garantire una sostanziale omogeneità nell’ambito del comparto, il comma 5 definisce i “contenuti professionali di base” delle attività di informazione e di comunicazione, in relazione ai quali le amministrazioni procederanno alla definizione dei profili di cui al comma 1.
  5. In linea con quanto previsto nei precedenti commi, i suddetti contenuti professionali di base sono così articolati e definiti:a) Settore Comunicazione

Area C – Area Terza o equivalenti
 
Gestione e coordinamento dei processi di comunicazione esterna ed interna in relazione ai fabbisogni dell’utenza ed agli obiettivi dell’amministrazione, definizione di procedure interne per la comunicazione istituzionale, raccordo i processi di gestione dei siti internet, nell’ottica dell’attuazione delle disposizioni di materia di trasparenza e della comunicazione esterna dei servizi erogati dall’Amministrazione e del loro funzionamento.
Profili di riferimento: specialista della comunicazione istituzionale.
b) Settore Informazione
 
Area C – Area Terza o equivalenti
 
Gestione e coordinamento dei processi di informazione sviluppati in stretta connessione con gli obiettivi istituzionali dell’Amministrazione; promozione e cura dei collegamenti con gli organi di informazione; individuazione e/o implementazione di soluzioni innovative e di strumenti che possano garantire la costante e aggiornata informazione sull’attività istituzionale dell’amministrazione; gestione degli eventi, dell’accesso civico e delle consultazioni pubbliche.
Profili di riferimento: specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico.

  1. In relazione ai propri fabbisogni, le amministrazioni potranno definire altresì profili per l’Area B, l’Area seconda o categorie equivalenti, tenendo conto delle declaratorie previste per tali aree.
  2. L’istituzione dei profili di cui al presente articolo potrà essere oggetto di ulteriore approfondimento nell’ambito dei lavori della commissione di cui all’art. 12, anche in relazione alle modalità specifiche di adesione alle casse previdenziali e di assistenza dei giornalisti, alla definizione dei percorsi formativi, ad eventuali e specifiche modalità di articolazione dell’orario di lavoro.

Legge regionale sull'editoria, il SUGC: necessarie modifiche


Il Sindacato unitario giornalisti della Campania accoglie positivamente l’intenzione di approvare una legge sulla comunicazione istituzionale della Regione Campania e sull’editoria. Oggi gli organismi di categoria sono stati ascoltati al tavolo della Prima Commissione del Consiglio regionale, al quale il segretario Claudio Silvestri ha presentato una relazione con delle proposte di emendamenti. “Riteniamo positivo l’atteggiamento di diversi consiglieri regionali, che hanno accolto positivamente le nostre osservazioni – afferma il sindacato regionale dei giornalisti in una nota – Confidiamo pertanto che siano concretamente recepite. Come evidenziato durante l’audizione di oggi, è necessario integrare il testo con alcune modifiche perché la legge possa incidere davvero sul lavoro dei giornalisti impiegati presso gli uffici stampa regionali. Per quanto riguarda i fondi all’editoria, il testo così com’è individua come beneficiari esclusivamente le tv private. È evidente che una legge sull’editoria non possa essere così discriminante, ma debba comprendere l’intero ecosistema dell’informazione. È necessario, per questo, modificare la proposta normativa per allargare l’accesso ai fondi anche alla carta stampata, alle testate online e ai lavoratori autonomi, prevedendo misure anche per le Startup del settore”.
LA RELAZIONE DEL SUGC

Abc, bando per ufficio stampa: il sindaco promuova protocollo Anci-Fnsi

L’Abc, società pubblica che gestisce le risorse idriche nel Comune di Napoli, ha indetto una gara per il reclutamento dell’addetto stampa. La notizia è stata riportata dal giornale online Stylo24, ed è l’unica pubblicità che il bando abbia avuto. Il Sindacato dei giornalisti della Campania da un lato esprime apprezzamento per il tentativo del commissario Sergio D’Angelo di sanare una situazione illegittima, di cui siamo venuti a conoscenza solo ora, e cioè che, contro la legge, l’ufficio stampa dell’azienda era stato affidato ad un dipendente non giornalista. Dall’altra deve rilevare l’inadeguatezza delle retribuzioni dei colleghi rispetto alle funzioni loro assegnate. Scriveremo al sindaco metropolitano di Napoli, Luigi de Magistris, invitandolo a promuovere l’applicazione del protocollo di intesa firmato da Anci e Fnsi per i bandi sugli uffici stampa e ad avviare un percorso che coinvolga anche le società partecipate dei Comuni della provincia di Napoli.

Consorzio Alto Calore, tagliato l'ufficio stampa. Il sindacato: incomprensibile, reagiremo

L’Alto Calore Servizi Spa, azienda che gestisce il servizio idrico nei Comuni dell’Irpinia e del Sannio, senza alcuna motivazione plausibile ha deciso di trasferire ad altra mansione l’unico addetto stampa della società. La scelta appare come una inspiegabile ritorsione nei confronti del collega, anche perché il giornalista è l’unico lavoratore assunto, ed impiegato con regolare concorso interno, per ricoprire quello specifico incarico. E, soprattutto, perché l’ufficio stampa non è stato soppresso dai vertici della società. Attualmente le comunicazioni vengono inviate da persone non qualificate, secondo la legge 150. Il ruolo dell’ufficio stampa ha per questo tipo di società la funzione fondamentale di comunicare costantemente e nel modo più ampio possibile le attività e le novità che riguardano i servizi ed eventuali disservizi e disagi per la popolazione. Tale scelta, tra le altre cose, ha comportato negli ultimi mesi, caratterizzati dall’emergenza idrica, numerosi disagi per mancate comunicazioni sia ai media che agli utenti e anche alle Amministrazioni locali interessate dal servizio, tant’è che la Procura della Repubblica di Benevento ha ritenuto opportuno aprire un fascicolo. Il Sindacato unitario giornalisti della Campania ha già chiesto un incontro all’azienda senza avere alcun riscontro e annuncia fin da ora che agirà in ogni sede per la tutela del collega.
 

Giornalisti, tavolo con la Regione Campania su Uffici stampa e legge sull'editoria


 
Il segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, con il delegato del Sugc per gli uffici stampa Paolo Animato, ha incontrato l’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri. Diverse le questioni poste sul tavolo. Dall’organizzazione dell’Ufficio stampa della giunta regionale all’applicazione del Contratto di lavoro giornalistico per i colleghi che lavorano nella pubblica amministrazione, fino ad una legge regionale per l’editoria per dare slancio ad un settore che sta vivendo una crisi fortissima, una legge che possa agevolare i lavoratori autonomi, che rappresentano attualmente la maggioranza dei colleghi. Tutti questi temi saranno oggetto di un tavolo specifico che sarà convocato entro il mese di settembre. “Apprezziamo l’apertura dell’assessore su temi che in questo territorio non sono mai stati affrontati concretamente – afferma il segretario del Sugc – È necessario che anche la Campania, come hanno già fatto opportunamente altre regioni, affronti il problema dei giornalisti che lavorano all’interno dell’Ente, e, più in generale, del mercato locale dell’editoria”. 

Uffici stampa, firmato nuovo protocollo d’intesa fra Fnsi e Anci


Fnsi e Anci hanno siglato, nella sede dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, un protocollo d’intesa volto ad agevolare la costituzione di uffici stampa nei Comuni nel rispetto di quanto previsto dalla legge 150/2000 e con l’obiettivo di estendere anche ai giornalisti che si occupano di informazione negli enti locali le tutele previdenziali e sanitarie.
«Mettiamo a segno un punto importante nella collaborazione tra la Federazione della Stampa e l’Associazione dei Comuni – ha detto il presidente dell’Anci, Antonio Decaro – fornendo linee guida di cui i Comuni, e in special modo i Comuni più piccoli, potranno avvalersi, anche in forma associata, come già avviene per altri settori».
«Attraverso questo protocollo – ha evidenziato il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso – intendiamo soddisfare due esigenze: quella dei Comuni di dotarsi di professionisti dell’informazione, offrendo loro percorsi di inquadramento all’interno della pubblica amministrazione che tengano conto delle specificità della professione giornalistica; e quella dei colleghi, ai quali devono essere riconosciute l’autonomia professionale prevista dalla legge, il corretto inquadramento previdenziale presso l’Inpgi, la possibilità di accedere all’assistenza sanitaria della Casagit e la possibilità, infine, di iscriversi al Fondo di previdenza complementare».
Una parte del protocollo è dedicata alle attività di formazione e aggiornamento, “finalizzate – recita il testo – al miglioramento della qualità informativa, anche valutando insieme agli Enti preposti le possibilità di impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo assegnate per la formazione professionale, nonché delle altre risorse comunitarie, per l’aggiornamento e per l’inserimento lavorativo dei giornalisti”.
il protocollo

Agenzie di stampa, i Cdr proclamano lo sciopero dopo l'ultimatum a Lotti

 
«In merito al comunicato dei Comitati di redazione delle agenzie di stampa, riuniti in coordinamento, e alla luce dei termini ultimativi in esso contenuti, si precisa che la fase di dialogo e collaborazione tra le parti viene così di fatto unilateralmente compromessa dallo stesso coordinamento dei Cdr».
Il ministro Luca Lotti risponde così alla nota dei Cdr delle agenzie di stampa che gli chiedevano una convocazione urgente e, dopo aver ribadito «l’attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione e dei livelli occupazionali», in un comunicato «assicura la propria disponibilità al dialogo purché avvenga nel reciproco rispetto dei sostanziali principi del confronto».
I Cdr delle agenzie avevano lanciato un ultimatum al ministro con delega all’editoria, sollecitando la possibilità di valutare soluzioni alternative al bando di gara europeo per la fornitura dei servizi di informazione primaria al governo, proprio con l’intento di salvaguardare pluralismo delle voci e livelli occupazionali. «In assenza di risposte concrete entro le 19 di oggi, le agenzie proclameranno uno sciopero nella giornata di domani», concludeva il coordinamento dei Cdr.
La risposta del ministro è stata la convocazione della Federazione della Stampa per un incontro da concordare per la prossima settimana «che avrà al centro – spiega ancora la nota del ministro – tutti i temi legati al bando per l’acquisto dei servizi realizzati dalle agenzie di stampa».
Convocazione a cui il segretario della Fnsi ha subito risposto, in attesa di definire i dettagli dell’incontro. «È fondamentale – ha spiegato Raffaele Lorusso – che il confronto sulle modalità che devono regolare il rapporto fra le agenzie di stampa e il governo vada avanti. La comprensibile preoccupazione dei giornalisti delle agenzie di stampa per una procedura, quale quella della gara europea per l’affidamento dei servizi, che potrebbe mettere a rischio i livelli occupazionali, non deve compromettere né il clima di dialogo che si è già instaurato con il governo né la ricerca di soluzioni alternative, a cominciare da un decreto legge, sul quale sarà necessario procedere con i dovuti approfondimenti».
La FNSI è pronta a incontrare nuovamente il ministro Luca Lotti, «che ringrazio per la disponibilità ad un incontro da tenersi la prossima settimana. A lui – conclude il segretario Lorusso – come già nell’incontro dell’altro giorno con il presidente del Consiglio, ribadiremo la nostra contrarietà alla gara europea e la volontà di trovare soluzioni condivise che, nel rispetto delle leggi, assicurino la continuità del servizio e garantiscano l’occupazione».
Una risposta, quella del ministro, che i giornalisti delle agenzie di stampa hanno valutato insufficiente. Tanto da proclamare per domani, sabato 25 marzo, il primo sciopero nella storia dell’editoria italiana dell’intero settore dell’informazione primaria.

Il tribunale conferma: il giornalista dell'ufficio stampa pubblico va assicurato all'Inpgi

Ricorso respinto e condanna al pagamento delle spese processuali. Oltre alla conferma di quanto previsto dal decreto ingiuntivo “avente ad oggetto il pagamento della somma complessiva di € 18.293,00 in favore dell’Inpgi a titolo di contributi obbligatori omessi”, relativi ad un rapporto di lavoro di tipo giornalistico intercorso da novembre 2010 a fine luglio 2014.
Soccombente: il Comune di Caltanissetta. Secondo il quale il giornalista impiegato nell’ufficio stampa dell’ente non svolgeva mansioni giornalistiche e dunque all’Inpgi non andavano versati i contributi previdenziali e al tribunale non andava riconosciuta l’applicazione di un decreto ingiuntivo del 10 luglio 2015.
Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate sul sito dell’Associazione siciliana della stampa, la giudice Ida Cristina Pangia del tribunale di Roma ha invece riconosciuto la natura giornalistica del lavoro svolto dal dipendente dell’ente, la “continuità dei servizi” e “l’apporto creativo profuso” nell’elaborazione di notizie e comunicati stampa.
Da qui la necessità di ribadire l’obbligo di assicurazione del giornalista all’istituto previdenziale di categoria e la conferma del principio che anche nel caso di prestazioni di lavoro giornalistico rese dal dipendente di un ente locale “il rapporto di lavoro ed il conseguente rapporto contributivo debba essere regolato secondo i principi di diritto comune (ivi compresa l’applicazione del Cnlg e l’iscrizione all’Inpgi)”.
Nel motivare la sua decisione, la giudice richiama inoltre alcune sentenze della Corte di Cassazione per ricordare, ad esempio, l’obbligo di iscrizione all’Inpgi per i giornalisti impiegati alle dipendenze di un ente pubblico territoriale o un imprenditore che, pur operando in settori diversi dall’editoria, assuma un iscritto all’Ordine professionale per svolgere mansioni di carattere giornalistico.
O ancora il generale principio secondo il quale il trattamento economico dei dipendenti pubblici il cui rapporto di lavoro è stato “privatizzato”, non potendo essere stabilito per legge, deve essere disciplinato dalla contrattazione collettiva.

Addetto stampa, bando illegittimo: il sindacato dei giornalisti denuncia l'Università del Sannio

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L’Università degli Studi del Sannio di Benevento, mediante un bando interno, ha dato incarico di responsabile “ad interim” dell’Ufficio stampa e comunicazione ad una funzionaria non iscritta all’Ordine dei giornalisti. Dopo diversi incontri con il rettore Filippo De Rossi, non si è ottenuto il ritiro del decreto di nomina come era stato chiesto dal Sindacato per il ripristino delle procedure amministrative corrette. Per questo il SUGC ha fatto ricorso al Capo dello Stato e ha depositato presso la Procura della Repubblica una denuncia per abuso d’ufficio nei confronti sia del rettore De Rossi sia del direttore generale dell’Ateneo sannita, Gaetano Telesio.

“Non è più tollerabile che istituzioni pubbliche importanti come un’Università non tengano conto della legge sugli uffici stampa – affermano il segretario regionale del Sindacato campano, Claudio Silvestri, e il responsabile per l’area di Benevento Benigno Blasi – In Campania c’è una situazione di deregulation preoccupante, e una tendenza a smantellare anche le poche strutture esistenti, che va immediatamente fermata. Il sindacato dei giornalisti utilizzerà ogni strumento possibile, dal dialogo alle denunce, per far rispettare la legge 150/2000”.

Ufficio stampa, bando al San Carlo: sia fatta chiarezza

urlL’Ordine regionale dei giornalisti e il Sindacato unitario giornalisti della Campania intervengono in merito al bando del teatro di san Carlo per un «addetto stampa, assistente alla comunicazione e edizioni».
Nel ritenere positivo l’ampliamento dell’organico dell’ufficio stampa della fondazione lirica partenopea, respingono innanzitutto il contratto applicato, che è diverso da quello giornalistico statuito dalla legge.
Gli organismi professionali esprimono quindi anche perplessità in merito ai requisiti posti per le candidature, che, oltretutto, risultano essere ben più stringenti di quelli richiesti per la recente selezione del capoufficio stampa, posizione più qualificata e di responsabilità, per la quale andava accertata la comprovata formazione ed esperienza.
In tal senso, l’Ordine e il Sindacato chiedono un urgente incontro con la sovrintendente della fondazione teatro di san Carlo, Rosanna Purchia.