Archivi categoria: Giornalisti minacciati

Lettera di minacce a Report, la solidarietà di Fnsi e Usigrai

«Siamo dalla parte di Sigfrido Ranucci e della redazione di Report, minacciata da chi vorrebbe impedire ai cittadini di essere informati su malaffare, truffe, minacce alla loro salute e alla Costituzione. Sentir riecheggiare la sigla Nuove Br ci riporta ad anni bui e dolorosi per il nostro Paese. Siamo certi della massima attenzione delle autorità per verificare l’attendibilità della minaccia. Come siamo consapevoli che non basteranno deliranti intimidazioni a fermare il lavoro dei colleghi».
Così Federazione nazionale della Stampa italiana e Usigrai in relazione alla lettera inviata da Padova alla redazione di Report e ricevuta martedì scorso. Un foglio a quadretti scritto in stampatello, recante la sigla NBR e la stella a cinque punte. Sulla vicenda indagano gli agenti del Commissariato Rai e la Digos.

PER APPROFONDIRE
A questo link la ricostruzione dell’accaduto e il commento di Sigfrido Ranucci.

Avvocati Avellino contro SUGC, il Gip archivia la querela: «Tutelato diritto di critica»

Il gip del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone, ha disposto l’archiviazione della querela presentata dall’avvocato Gaetano Aufiero nei confronti dei vertici del Sindacato unitario giornalisti Campania, il segretario Claudio Silvestri e il presidente dimissionario Gerardo Ausiello. Nel dispositivo il gip ha ritenuto totalmente infondato il ricorso proposto dall’avvocato Aufiero, sia sul piano formale che sostanziale. “Accogliamo con soddisfazione la decisione del giudice Ciccone – commentano Silvestri e Ausiello, assistiti dall’avvocato del Sugc Giancarlo Visone – che ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. Una scelta che conferma la correttezza del documento del Sugc con cui si afferma la tutela del diritto di cronaca dei giornalisti irpini peraltro in un momento difficile per Avellino, dove si respira un clima pesante a tutti i livelli nei confronti della stampa. Continueremo a difendere, a schiena dritta, i colleghi e a respingere con forza i tentativi di condizionamento e le querele temerarie”.

In piazza ad Arzano con i colleghi Rubio e Bianco, il SUGC: illuminare questi territori

Oggi ad Arzano si è tenuto il comitato per l’Ordine e la sicurezza nella sede del Comune in piazza Cimmino, luogo degli scontri, delle proteste contro la commissione prefettizia e delle minacce al cronista Mimmo Rubio. Un’azione fortemente simbolica in una zona permeata dalla criminalità organizzata. Nell’occasione siamo stati in piazza con i colleghi del territorio Rubio e Giuseppe Bianco e il senatore Sandro Ruotolo. È stata l’occasione per evidenziare che i colleghi che lavorano sul territorio non sono soli. Con loro, e accompagnati dagli uomini delle scorte, abbiamo attraversato le stradine adiacenti la piazza principale dove sono attive delle piazze di spaccio.
Subito dopo abbiamo incontrato il prefetto di Napoli Marco Valentini che ha evidenziato tutte le difficoltà legate a una realtà come Arzano e ha ribadito il massimo dell’impegno per far sentire con intelligenza ed efficacia la presenza dello Stato sul territorio. «Il nostro dovere come giornalisti – ha sottolineato il segretario del SUGC, Claudio Silvestri – è quello di non lasciare soli i colleghi, di essere la loro scorta mediatica, di illuminare questa realtà e di raccontare quanto sta accadendo. Il racconto della verità è un antidoto formidabile contro le mafie che si muovono nel silenzio e nell’omertà».

«Occorre garantire continuita’ della presenza delle forze dell’ordine per un’azione di contrasto e di repressione. Il territorio di Arzano dev’essere liberato come è accaduto in altri territori della nostra provincia – ha detto il senatore Ruotolo – Lo Stato ad Arzano deve metterci la faccia e liberare un territorio occupato dai clan che in questi ultimi giorni a colpi di stese, rivolte e richieste estorsive stanno seminando il terrore. Siamo fiduciosi del lavoro che la magistratura sta portando avanti ma nell’immediato bisogna disarmare i camorristi e chiudere le piazze di spaccio».

Minacce ai giornalisti, i dati del Viminale: «Nei primi nove mesi dell’anno 129 episodi»

Sempre più giornalisti finiscono nel mirino di chi vorrebbe imbavagliare l’informazione. Dopo i 73 casi di atti intimidatori nei confronti dei cronisti censiti nel 2018 e gli 87 episodi del 2019, la tendenza all’aumento è confermato per il 2020, con i casi – registrati al 30 settembre 2020 – che già ammontano a 129. Lo riporta l’aggiornamento fornito dal Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza nell’ambito dell’Osservatorio sulle minacce ai cronisti istituito nel 2017 dal Viminale in collaborazione con la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine dei giornalisti.

Nel periodo considerato – precisa il report – gli atti intimidatori riconducibili alla matrice della criminalità organizzata si sono attestati al di sotto del 20% del totale dei casi (19% nel 2018; 18% nel 2019 e 16,3% nel periodo considerato del 2020); di contro “i contesti socio/politici e gli altri contesti” appaiono essere alla base della gran parte delle minacce rivolte ai giornalisti.

Nel 2018 e 2019, inoltre, circa un quarto delle intimidazioni è arrivata via social network (24% per il 2018 e 23,5% per il 2019), mentre nell’anno in corso il dato è aumentato fino ad attestarsi al 41,9% del totale (54 episodi).

Dei 129 episodi intimidatori registrati al 30 settembre 2020, 21 sono riconducibili a contesti di criminalità organizzata (di cui 11 via web) pari al 16,3%; 48 casi a contesti socio/politici (di cui 23 via web) pari al 37,2%; 60 atti ad altri contesti (di cui 20 via web) pari al 46,5%. Lazio, Sicilia, Campania, Calabria e Lombardia, ancora una volta, le regioni con il maggior numero di eventi (101 episodi, pari al 78,3% del totale degli atti intimidatori).

Sempre nei primi 9 mesi del 2020, inoltre, le minacce tramite web si confermano come principale atto di intimidazione (54 casi, fra cui 25 via Facebook e 16 via Twitter) seguite dalle aggressioni fisiche (23), dalle minacce verbali (16) e dall’invio di oggetti (11), mentre i danneggiamenti risultano dimezzati rispetto al 2019 (9).

Al 23 settembre 2020, infine, risultano 21 le misure di protezione personale in atto nei confronti di giornalisti: una in più rispetto a tre mesi fa. In 3 casi con “scorta su auto specializzata”, in 4 casi con “tutela su auto specializzata”, in altri 14 con “tutela su auto non protetta”. Roma, Milano, Napoli, Torino, Reggio Calabria, Viterbo, Caserta, Bergamo, Firenze, Ragusa e Modena le province dove vivono i giornalisti sotto protezione.

E le minacce ai giornalisti non si sono fermate neanche durante il periodo di lockdown: dal 9 marzo al 18 maggio si verificati 33 episodi, il 61% dei quali avvenuto utilizzando i mezzi di comunicazione online, social network in primis.

Da Napoli appello per Mario Paciolla, Giulietti: saremo scorta mediatica per avere verità e giustizia

Mario è stato un uomo leale e autentico, con la schiena dritta e che non ha accettato compromessi. Merita verità e giustizia. Per questo ci rivolgiamo alle tante persone che lo hanno conosciuto e incrociato. Chi sa, parli. Chi non lo farà si renderà complice di questo delitto“. L’intervento è scritto a mano, ma i volti e le lacrime tradiscono l’emozione e la sofferenza di Anna e Pino Paciolla, i genitori del cooperante napoletano morto in Colombia in circostanze da chiarire. L’appello affinché venga fatta luce sulla scomparsa di Mario apre il XII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, dedicato alla sua memoria.

LA RICHIESTA DI VERITA’

La famiglia Paciolla è intervenuta durante la presentazione del Festival in diretta streaming, accompagnata dal legale Alessandra Ballerini. Proprio l’avvocato, già rappresentante della famiglia Regeni, introduce l’appello parlando di diritto alla verità: “Quando parliamo di Mario, come di Giulio (Regeni, ndr) e degli altri, bisogna ricordarsi anche che il diritto alla verità è un diritto umano fondamentale, e che il diritto di chiedere la verità è stato violato non solo sui loro corpi ma anche sulle famiglie e su tutti noi. Questa è la richiesta di una comunità che chiede che venga ridata dignità anche attraverso la verità. Che viene prima della giustizia, che deve tramutarsi in giustizia processuale. Poter ricostruire cosa è successo, perché le persone che dovevano proteggere Mario non l’hanno protetto… è per quel diritto umano che dobbiamo batterci”.

L’avvocato ha poi tenuto a sottolineare che in questi mesi il silenzio della famiglia Paciolla è stato necessario ai fini di questa costante ricerca della verità sulla morte di Mario: “Rispettate i nostri silenzi, se non abbiamo parlato finora c’è un motivo”.

All’appello si unisce il comitato “Giustizia e verità per Mario Paciolla”, rappresentato durante lo streaming da Simone Campora.

FNSI: “PRONTI A FARE DA SCORTA MEDIATICA” 

Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della FNSI Giuseppe Giulietti e padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile San Francesco. “A qualsiasi iniziativa verrà presa, nel rispetto della volontà della famiglia Paciolla, noi aderiremo. Se ci sarà un appello, se ci saranno richieste noi faremo quello che abbiamo fatto per Regeni e Rocchelli: scorta mediatica. Qualunque sarà l’iniziativia che andrà sostenuta, metteremo la nostra firma. Mario è stato colpito per il suo desiderio di conoscenza, manterremo la luce sul suo nome. Nel momento che cancelli la memoria, quel nome scompare. Faremo sì che ciò non accada”, queste le parole di Giulietti.

I “DIRITTI IN GINOCCHIO” A CAUSA DEL VIRUS

La conferenza è stata l’occasione di presentare la XII edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, dedicata quest’anno all’impatto del Coronavirus sui diritti umani in tutto il mondo. Oltre 200 tra lungometraggi e corti sono arrivati in questi mesi alla direzione del Festival da tutti i continenti, tra questi ne sono stati scelti 33 che andranno a concorso nelle quattro categorie Human Rights DOC, Human Rights Short, Human Rights Youth e Ciack Migraction. Un ulteriore prestigioso premio sarà assegnato dalla speciale giuria composta da esperti della FICC (Federazione Italiana dei Circoli di Cineclub) che ne assicurerà la distribuzione atraverso la loro rete. A questi si affiancheranno, dal 17 al 24 novembre, i traizionali eventi che caratterizzano da sempre questa manifestazione. Per rispettare le indicazioni legate al contenimento della pandemia da Covid il Festival si svolgerà interamente online attraverso la piattaforma www.cinenapolidiritti.online .

“Grazie al Festival, perche hanno deciso di organizzare questa edizione nonostante tutto, in un anno assurdo e in un momento difficilissimo”, afferma Eleonora De Majo, assessore alla Cultura del Comune di Napoli che da sempre patrocina e sostiene la manifestazione. “Abbiamo estremamente bisogno di parlare di diritti umani in questo momento storico. Siamo concentrati sulla pandemia globale al punto che tanti dei problemi, delle contraddizioni che attraversano il mondo, passano in secondo piano e rischiamo di dimenticarle”.

“Grazie – aggiunge l’Assessore – per la dedica a Mario Paciolla, un ragazzo della nostra città che ha scelto di spendere tutta la sua vita per la tutela dei diritti umani. Ci sono ombre sulla sua morte e noi come Comune nel nostro piccolo abbiamo tenuto accesi i riflettori sulla sua storia in ogni occasione utile. Spegnere la luce vuol dire abbandonare la ricerca della verità”.

Su Mario e sulla figura dei cooperanti internazionali si sofferma Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival: “A volte sono ragazzi mandati allo sbaraglio, altre volte professionisti di alto livello lasciati soli. La cooperazione internazionale è sottovalutata nel nostro Paese. Ingiustamente, i ragazzi non riescono ad avvicinarsi a questa professione, a causa del disinteresse della politica e del sistema della formazione. Serve uno sforzo corale per dare prospettive a questa professione”.

“NON ENTRIAMO NELLA CRONACA DEL VIRUS”
Ritornando sul tema focale del Festival, Del Bufalo ci tiene a sottolineare come l’intenzione degli organizzatori “non è entrare nella cronaca, cosa che fa già la stampa costantemente e in maniera professionale. Noi volgiamo approfondire il legame tra la compressione dei diritti umani legata al virus e la difesa della nostra concezione di Stato di diritto. In questo caos rischiamo di perdere qualcosa di straordinaramente importante. Qualcuno, nel Governo, ha detto che non lasceranno nessuno indietro. Bella intenzione, ma difficile da perseguire. Noi abbiamo fatto nostro, però, questo concetto e spiegheremo dove crediamo ci siano nascoste le debolezze dei sistemi democratici dell’Occidente e del resto del Mondo”.

Non mancheranno analisi su situazioni lontane come quelle dell’India e del Myanmar, della Palestina e dei Paesi dell’America Latina, ma si parlerà anche di Europa e dei sovranismi in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, e infine in Italia per capire come la pandemia abbia messo in ginocchio i diritti dei detenuti, dei migranti, delle persone con disagio mentale. Il Festival metterà di nuovo Napoli al centro del Mondo, come una vera Capitale dei Diritti.

Per farlo, si alterneranno relatori di spessore, tra i quali Gianni Tognoni (Tribunale Permanente dei Popoli), Eleonora Fanari (ricercatrice), Emanuele Giordana (giornalista dell’Atlante dei Conflitti e delle Guerre), Riccardo Noury (Amnesty International Italia), Stefano Bottoni (docente di Storia Moderna dell’Università di Firenze), Alvaro De La Barra (regista), Liliana Garcia Sosa (Commisione Cilena per i Diritti Umani), Mauro Palma (Garante Nazionale delle persone private della libertà), Gisella Trincas (Presidente Unasam), esponenti No Tav della val di Susa, operai della Whirlpool di Napoli, Giovanni Meola (Regista), Sergio Cusani (Fondazione Cusani), Samuele Ciambriello (Garante dei Detenuti della Regione Campania), Gherardo Colombo (già magistrato e presidente ResQ), Carlo Berdini (direttore della C.C. di Poggioreale), Luciano Scalettari (Presidente ResQ), Gianfranco Schiavone (Asgi), Giovanni Visone (Intersos), padre Alex Zanotelli (Missionario comboniano), Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli), Mimmo Lucano (già sindaco di Riace), Monica Buonanno (assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli), rappresentanti della cooperativa sociale Dedalus (partner del Festival) e giornalisti.

Il calendario completo degli eventi è disponibile su cinenapolidiritti.online.

Il Festival, è sostenuto dalla Ambasciata Svizzera in Italia, dalla Regione Campania e dalla cooperativa sociale Dedalus, da Expoitaly e dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli di Cineclub) ed ha il patrocinio morale del Comune di Napoli e dell’Assesorato alla Cultura e Turismo.

Il sindaco di Avellino minaccia i giornalisti di querele, Fnsi e Sugc ai colleghi: andate avanti

La Federazione nazionale della stampa e il Sindacato uni-tario giornalisti Campania sono al fianco delle redazioni di Avellino del Mattino e dell’emittente Irpinia tv per i gravi attacchi mossi dal sindaco Gianluca Festa nei confronti dei colleghi e, nel caso del giornale, anche del responsabile della redazione. La sola “colpa” dei colleghi è di aver realizzato più servizi giornalistici sulla mancata costituzione di parte civile nel processo contro il nuovo clan Partenio da parte del Comune di Avellino. Nella stessa diretta Facebook di ieri sera nel corso della quale il primo cittadino del capoluogo ha indossato i panni del novello censore delle attività della stampa locale, senza ovviamente contradditorio – Festa ha poi fatto dietrofront sulla costituzione di parte civile ed ha annunciato querele. Tutto questo a poche ore dal nuovo maxi blitz contro la cosca avellinese che ha portato stamane a diverse misure coercitive, al sequestro di beni per milioni di euro ed ha nuovamente accesso i riflettori sulle connessioni tra camorra, imprese e mondo delle professioni. Ad Avellino si respira un clima pesante, di pressioni e intimidazioni nei confronti dei giornalisti, troppo spesso vessati con querele temerarie, che vanno contrastate con forza. La Fnsi e il Sugc invitano i colleghi ad andare avanti e li affiancheranno in ogni sede.

IL COMUNICATO DEL CDR
Il Cdr del Mattino è vicino a Nico Battista e all’intera redazione di Avellino per gli attacchi mossi dal sindaco Gianluca Festa, che il Cdr condanna fermamente. Il Mattino, assieme ad altre testate e tv locali, ha raccontato la scelta del Comune di non costituirsi parte civile nel processo al nuovo clan Partenio e il sindaco Festa ha reagito parlando di fake news e annunciando querele. Un ennesimo episodio preoccupante che si verifica ad Avellino, dove il clima di intimidazioni e di pressioni nei confronti dei giornalisti sta diventando insopportabile.

Rai, Usigrai: «L’attacco in corso a Report è di gravità inaudita»

«L’attacco in corso a Report è di gravità inaudita. La richiesta di entrare in possesso delle informazioni su contratti, collaboratori e consulenze legali della trasmissione curata da Sigfrido Ranucci ha il sapore di bavaglio. Ovviamente nessuno teme la trasparenza. Ma è evidente che queste richieste da parte di un componente della commissione di Vigilanza e di un consigliere di amministrazione della Rai sono un evidente messaggio a un gruppo di lavoro di inchiesta giornalistica. E un messaggio a chiunque altro voglia fare inchiesta». È quanto scrive in una nota l’esecutivo Usigrai in riferimento alle indiscrezioni di stampa secondo cui il consigliere Igor De Biasio avrebbe chiesto conto dei costi della trasmissione, mentre l’esponente di Forza Italia Maurizio Gasparri avrebbe presentato un’interrogazione in Vigilanza, in particolare su alcune mail pescate dal programma nel database del consorzio Organized Crime and Corruption Reporting Project.

«Del resto – aggiunge l’esecutivo Usigrai – già durante la prima fase della pandemia direttamente il presidente della Rai si prese la briga di fare una (pessima) lezione di giornalismo a chi in Rai stava facendo inchiesta. Ricordiamo che il giornalismo investigativo e la sua valorizzazione sono uno dei punti cardine del Contratto di servizio, e quindi un dovere e un diritto della Rai servizio pubblico».

Migliore minaccia querele, Fnsi e Sugc: vicini ai colleghi

La Federazione nazionale della stampa e il Sindacato unitario giornalisti Campania sono accanto ai colleghi Vincenzo Iurillo del Fatto e Simone Di Meo di Stylo24 per gli attacchi del deputato di Italia Viva Gennaro Migliore, sorpreso e fotografato mentre partecipava in un locale sul lungomare ad una festa, vietata dalle norme regionali. I colleghi hanno raccontato ciò che hanno visto, attenendosi ai fatti. Ma evidentemente la verità continua ad infastidire i politici come Migliore che, in un post su Facebook, ha annunciato querele. La Fnsi e il Sugc invitano i colleghi a continuare nel loro lavoro di denuncia, soprattutto in un momento delicato come quello attuale, e sono pronti ad affiancarli e tutelarli in qualsiasi sede

Giornalisti minacciati, l’Antimafia a Napoli e Arzano

Il caso Napoli è stato trattato dalla commissione parlamentare Antimafia, dove sono stati ascoltati sia i colleghi Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco, minacciati ad Arzano, sia il giornalista di Sky Paolo Fratter, aggredito insieme all’operatore durante gli scontri che ci sono stati durante le proteste anti-Covid di venerdì scorso. All’incontro erano presenti il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, e il segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, Claudio Silvestri. Sono state illustrate le criticità sul territorio e, in particolare, gli attacchi sempre più frequenti alla stampa, come dimostrano i dati del Ministero dell’Interno. È stata accolta la proposta del presidente Giulietti di portare la Commissione sul territorio della Campania come segnale di vicinanza e per ascoltare direttamente i colleghi minacciati. Inoltre, l’Antimafia acquisirà il materiale relativo agli scontri e alle aggressioni ai cronisti per girarlo alle autorità competenti. Ringraziamo il presidente della commissione Walter Verini per la sensibilità dimostrata sull’argomento e per aver voluto questa audizione e i parlamentari di tutti gli schieramenti che in maniera unanime hanno accolto le richieste e sollecitato iniziative.

Scontri a Napoli, Verini: sentiremo cronisti aggrediti in commissione Antimafia

La «raccolta di foto e video e di tutto il materiale utile a individuare gli aggressori da consegnare a Procura e Questura», un’«audizione dei giornalisti aggrediti presso la Commissione parlamentare Antimafia» e una «relazione per l’Osservatorio sui giornalisti minacciati del Ministero dell’Interno». Sono i tre punti stabiliti nell’assemblea che si è tenuta online con il coordinatore del Comitato della Commissione Parlamentare Antimafia a tutela dei giornalisti minacciati, Walter Verini, che ha dato piena disponibilità sottolineando la necessità di far «sentire meno soli» i colleghi impegnati in prima linea e ha invitato le istituzioni e la politica alla «responsabilità» e all’unità. All’assemblea, che è stata convocata  in seguito alle aggressioni a cronisti e operatori che ci sono state durante gli scontri di venerdì sera davanti alla Regione Campania, hanno partecipato il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. Con loro colleghi che hanno documentato la protesta e gli scontri, cronisti sotto scorta e giornalisti intervenuti da altre regioni d’Italia. Il procuratore di Napoli, impegnato nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato nel pomeriggio, ha affidato il suo saluto al segretario del SUGC, Claudio Silvestri, ringraziando i giornalisti «per il lavoro che fanno con professionalità e coraggio».
«Le giornaliste e i giornalisti minacciati ieri a Napoli non se la sono “Andata a cercare” come ha scritto qualcuno sui social, ma hanno esercitato compiutamente il loro diritto dovere di raccontare un evento di grande rilevanza sociale. Il loro unico torto è stato quello di svelare, con immagini e fotografie, le probabili infiltrazioni di camorristi e squadristi di ogni risma, impegnati nella strumentalizzazione della protesta», ha affermato il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti che ha ricordato come avvisaglie c’erano state anche nei giorni precedenti ad Arzano, quando per episodi simili è stato preso di mira il collega Mimmo Rubio.