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Il Tar su Arzano: giornalisti perseguitati. Fnsi e Sugc: ministro venga sul territorio

La sentenza del Tar del Lazio, che rigetta il ricorso contro lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del consiglio comunale di Arzano, conferma uno scenario inquietante nel quale la criminalità organizzata permeava la Pubblica amministrazione in ogni sua articolazione, con concessioni che venivano date a esponenti dei clan in dispregio di qualsiasi normativa. Dalle carte  si evidenzia, attraverso testimonianze, che l’ex sindaco era parecchio irritato per gli articoli di denuncia pubblicati dai giornalisti Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco, tanto da

Claudio Silvestri, Mimmo Rubio e Sandro Ruotolo con il prefetto Valentini

ordinare alla polizia municipale ripetuti controlli su presunti abusi edilizi nelle case dei cronisti e di alcuni familiari (tutti con esito negativo). La sentenza, oltre a elencare episodi di collusione di diversi amministratori e funzionari, ripercorre anche i ripetuti episodi di minacce e aggressioni nei confronti di Rubio e Bianco: dalla lettera di minacce di morte del 24 ottobre 2018 alla bomba carta fatta esplodere sul balcone di Rubio il 29 agosto 2018. La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania più volte avevano sollevato il caso di Arzano presso l’Osservatorio del Ministero dell’Interno sulle minacce ai giornalisti, presso la commissione Antimafia, e, in ultimo, con il prefetto di Napoli, Marco Valentini, lo scorso 9 marzo. Riteniamo necessario tenere altissima l’attenzione per salvaguardare la sicurezza dei colleghi e il diritto di cronaca e invitiamo il ministro dell’Interno a organizzare un vertice sul territorio per dare un segnale forte della presenza dello Stato.

LA SENTENZA DEL TAR

Troupe di Rete4 aggredita a Bisceglie, il Sindacato dei giornalisti: vicini ai colleghi

La Federazione nazionale della Stampa italiana, l’Associazione della Stampa di Puglia e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono solidarietà al giornalista Andrea Ruberto, ai due cameramen e ai due uomini della sicurezza che sono stati aggrediti mentre effettuavano un servizio a Bisceglie su delle case occupate abusivamente per la trasmissione di Rete4 “Fuori dal coro”. Il collega e la troupe sono stati aggrediti con schiaffi e altri oggetti. Gli occupanti abusivi si sono anche impossessati del microfono, recuperato solo grazie agli agenti di pubblica sicurezza. La troupe si è potuta allontanare scortata dalla polizia locale, tra minacce e lancio di oggetti. Il Sindacato dei giornalisti è accanto al collega ed è pronto ad affiancarlo in tutte le sedi.

Torre del Greco, commissioni vietate ai giornalisti. Il Sugc: decisione incomprensibile

Il Presidente del Consiglio comunale di Torre del Greco, con una missiva inviata ai presidenti delle commissioni consiliari permanenti e agli addetti alla sicurezza del Comune stesso, ha ordinato il divieto di presenza alle riunioni delle commissioni per i non addetti ai lavori. Una scelta paradossale e pericolosa considerato che, secondo il Presidente del Consiglio comunale tra i non addetti ai lavori devono essere inseriti anche i giornalisti. Secondo la missiva, infatti, questi ultimi nello svolgimento del loro lavoro dovrebbero essere “preventivamente” autorizzati dallo stesso presidente. La giustificazione, secondo quanto viene riportato, sarebbe nella necessità di limitare quanto più possibile la presenza di estranei a causa della risalita della curva epidemiologica. Una decisione che, a nostro avviso, appare singolare e pericolosa dal momento che, sin dalla prima ondata, proprio i giornalisti sono sempre stati in prima linea nel raccontare gli eventi e nel testimoniare su ciò che accadeva in tutti gli ambiti. Chiudere le porte delle commissioni significa lanciare un messaggio negativo sulla trasparenza che dovrebbe caratterizzare ogni iniziativa pubblica. Se le riunioni in presenza sono aperte ai consiglieri, con le dovute precauzioni, possono essere aperte ai giornalisti. A maggior ragione le riunioni che si tengono online. Appare anche singolare, poi, che iniziative di questo genere non siano state prese nemmeno durante il lockdown dello scorso anno, quando la situazione per le incertezze sui protocolli e le misure di prevenzione, era molto più grave di quella attuale.

Emergenza Brusciano, Sugc aderisce a manifesto per il territorio

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania aderisce al manifesto appello per Brusciano “libera dalle camorre”, lanciato dal senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) e sostenuto da numerosi parlamentari, associazioni e comitati per accendere un faro sul quel territorio, dove la camorra è presente ovunque. L’emergenza riguarda tutta l’area metropolitana di Napoli. Lo dimostrano i dati che ci sono stati forniti dal prefetto di Napoli, Marco Valentini, sui giornalisti sotto tutela, ma anche sulla difficoltà di azione dei commissari prefettizi in luoghi dove il cancro della criminalità organizzata si è radicato anche in pezzi della vita pubblica. L’emergenza non riguarda solo i giornalisti e i limiti che un ambiente ostile pone al settore dell’informazione, ma è un problema che coinvolge l’intera società civile e che, per questo, merita una reazione collettiva. Il nostro appello va a sostegno di quei cronisti che tra mille difficoltà raccontano da sempre quei territori e contemporaneamente vuole stimolare altri colleghi affinché  illuminino quegli avamposti, i loro racconti potrebbero essere lo spunto per un dossier sulla criminalità nella provincia di Napoli, uno sguardo necessario per aprire un dibattito serio sul futuro di questa terra.

Cronisti minacciati e vertenza collaboratori del Mattino, Fnsi e Sugc incontrano il prefetto di Napoli

Un tavolo permanente territoriale sui giornalisti minacciati, sul modello nazionale; l’impegno e l’attenzione alle vertenze dei giornalisti precari nei limiti previsti dall’ordinamento e una collaborazione tra istituzioni dello Stato e mondo dell’informazione per illuminare territori difficili dell’area metropolitana di Napoli. È quanto emerso da un incontro tra il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, e il sindacato dei giornalisti rappresentato dal presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, e dal segretario e dal consigliere del Sugc, Claudio Silvestri e Paolo Animato.

Il Prefetto ha evidenziato come ci sia un problema reale sul territorio per quanto riguarda le minacce ai cronisti. Solo nell’area metropolitana di Napoli sono ben 15 quelli sottoposti a forme diverse di tutela per la propria sicurezza. E dai dati comparati emerge un quadro preoccupante, nel 2020 rispetto al 2019 gli episodi di aggressione denunciati sono quasi raddoppiati, nonostante la pandemia e il lockdown avrebbero dovuto teoricamente ridurre le occasioni di violenza. Il Prefetto ha anche comunicato di aver scritto all’editore ‘il Mattino Spa’ sulla vertenza dei collaboratori.

Giornalisti minacciati, sul tavolo del ministro i casi Fanpage e Arzano

Sono stati 163 gli episodi di minacce contro i cronisti nel 2020: quasi il doppio di quelli registrati nel 2019 (87). È solo uno dei dati emersi dalla riunione del Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti convocata oggi in videoconferenza dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, dopo gli ultimi casi in Toscana.

«Nessun episodio va sottovalutato, l’attenzione è massima», ha assicurato la ministra. «Occorre intensificare le iniziative di contrasto a questo fenomeno, denunciare ogni caso, aumentare gli incontri sui territori: far percepire alle vittime di minacce che lo Stato c’è e avere un quadro della situazione in costante aggiornamento e quanto più possibile completa», ha aggiunto Lamorgese.

Di «dato drammatico» ha parlato il prefetto Vittorio Rizzi, vice direttore generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nell’elencare i numeri relativi al 2020: oltre il 40 per cento dei 163 episodi di minacce arriva via web e social network; cresce l’incidenza di manifestazioni di odio e solo una parte minoritaria di casi è riconducibile alla criminalità organizzata. Nel 2019 gli episodi in rete erano stati un quarto del totale. Lazio, Sicilia, Campania, Calabria e Lombardia le regioni con il maggior numero di intimidazioni a giornalisti.

Nelle prime settimane del 2021 gli episodi registrati sono già 23.

«L’intensificarsi del fenomeno delle minacce ai giornalisti riporta indietro le lancette della storia a periodi bui», ha rilevato Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, che ha ringraziato il ministero, i prefetti e le forze dell’ordine per la sensibilità e l’attenzione e per la prontezza con cui sono sempre intervenuti. «Il sindacato condivide in pieno l’invito a denunciare ogni episodio ed è, come sempre, al fianco dei colleghi, dalle denunce alle aule di tribunale», ha concluso Lorusso, che ha anche ricordato i casi delle intimidazioni a Fanpage e, nel comune commissariato di Arzano, a Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco, riportando le richieste di attenzione sui casi sollevate dal segretario del sindacato campano, Claudio Silvestri.

Presenti alla riunione anche il capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi; il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti; il direttore del Tirreno, Stefano Tamburini; Giulio Corsi del Comitato di redazione del quotidiano; Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana; Carlo Bartoli, presidente dell’Odg Toscana; il presidente del Consiglio nazionale e il consigliere nazionale dell’Ordine, Carlo Verna e Antonio Valentini.

Due le proposte avanzate dal presidente Giulietti. Un invito alla ministra Lamorgese ad incontrare i rappresentanti delle Federazioni internazionale ed europea dei giornalisti per illustrare il funzionamento del Centro di coordinamento, «una eccellenza cui in tutta Europa guardano con interesse», ha detto. E una iniziativa «da promuovere insieme per accendere i riflettori sulla Sicilia». Infine, anticipando la consegna alla ministra del libro “StaiZitta giornalista”, sulle minacce rivolte in particolare alle colleghe, ha ricordato che «a minacciare i cronisti sono anche le querele bavaglio, ma la legge per contrastarle è ferma da anni».

Minacce ai giornalisti di Fanpage, Fnsi e Sugc: garantire la sicurezza dei cronisti

Inchieste come BloodyMoney sono importantissime per farci capire che la professione giornalistica è un valore importante per la comunità. Lo dimostrano i risultati dell’inchiesta giudiziaria sullo smaltimento illegale di fanghi e rifiuti che ne è seguita e le inquietanti minacce che emergono dalle carte. Nelle intercettazioni il reggente del clan Cimmino del Vomero si augura più volte la morte dei cronisti di Fanpage. La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e il Sindacato unitario giornalisti della Campania (Sugc) esprimono solidarietà ai colleghi del giornale online, con i quali si sono schierati fin dal primo momento, e saranno al loro fianco in tutte le sedi. E chiedono alle autorità competenti di effettuare tutte le verifiche necessarie per la garanzia e la tutela della sicurezza dei cronisti. Per tale motivo interesseremo del caso il Centro di coordinamento per la sicurezza dei giornalisti presso il Ministero dell’Interno e il comitato appositamente istituito presso la commissione Antimafia.

Sindaco di Avellino contro i giornalisti, il Sugc: atteggiamento inaccettabile

“Ancora una volta il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, utilizza modalità senza contradditorio come le dirette facebook per offendere e denigrare i giornalisti irpini. Il suo, è un atteggiamento inaccettabile che il sindacato ha più volte censurato anche nel recente passato. Siamo vicini e al fianco dei colleghi irpini che quotidianamente tra mille difficoltà, ma con spirito di servizio, si prodigano per informare la comunità in un momento delicato e complicato”. Così in una nota il segretario regionale del sindacato unitario giornalisti Campania Claudio Silvestri e il segretario provinciale Amedeo Picariello. “Dal primo cittadino sono arrivate accuse  inaccettabili e gravi. Nulla a che vedere – aggiungono – con il diritto di critica visto e considerato che Festa è da sempre allergico ai rilievi e alle inchieste. A tal proposito denunciamo anche l’ostracismo ben mascherato dalle misure di contenimento rispetto alla pandemia messo in atto nei confronti di alcuni colleghi giornalisti che chiedono di poter accedere a palazzo di città.
La misura è davvero colma: essendo Festa un iscritto all’Ordine dei giornalisti della Campania che non perde occasione per offendere e attaccare altri iscritti, provvederemo a segnalare il caso al consiglio di disciplina. Quando i governati a tutti i livelli insultano e attaccano i giornalisti si è sempre alla vigilia di sinistre derive” – concludono Silvestri e Picariello.

Giornalista citato per rivelare le fonti, Fnsi e Sugc: tutelare segreto professionale

Il giornalista del “Fatto quotidiano” Vincenzo Iurillo è stato citato come testimone per rivelare la fonte del suo articolo sul processo nel quale l’ex Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini è imputato per “falso”. L’accusa nei confronti del magistrato è quella di aver omesso informazioni per ottenere il rafforzamento della scorta.
È evidente che il giornalista del Fatto, come prevede la deontologia della nostra professione e come ribadito dalla Corte europea per i diritti dell’uomo, non rivelerà mai la propria fonte. Ma è chiaro che il solo fatto di essere parte nel processo lo mette nella condizione di non potersene più occupare serenamente come cronista. Tra l’altro nell’articolo non è stato violato alcun segreto, ma si è fatto riferimento ad atti pubblici. La stessa cosa vale per la giornalista del Mattino Viviana De Vita, che si è occupata della stessa vicenda, e per la quale è stata annunciata querela. Se qualcuno pensa di poter deligittimare e intimidire i colleghi che si stanno occupano dell’inchiesta su Lupacchini, sappia la Fnsi e il Sugc sono pronti a tutelare i colleghi e ad affiancarli in ogni sede. Si tratta di una vicenda inquietante che rilancia la necessità di colpire chi molesta il diritto di cronaca e di mettere in sicurezza il segreto professionale, ancora oggi regolato da norme contraddittorie e ambigue.

Giornalista minacciata sotto casa ad Angri, Fnsi e Sugc: garantire la sua sicurezza

Ha scritto di un murales abusivo dedicato a Mario Di Napoli, morto due anni fa ad Angri ed è stata minacciata sotto casa e sui social da parenti e amici del giovane. In particolare il cugino si è recato due volte davanti all’abitazione della collega dicendo che la avrebbe “aspettata giù”. La stessa persona ha pubblicato un violento post su Facebook che ha scatenato una lunghissima sequela di insulti e di minacce nei confronti della cronista. Sul caso è stata presentata una denuncia. La Fnsi e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono solidarietà a Roberta Salzano, collaboratrice del Mattino, e sono pronti ad affiancarla in tutte le sedi e a costituirsi parte civile nel processo che sarà eventualmente aperto sulle minacce. Nelle piccole realtà la prossimità diventa una caratteristica pericolosa, in questo caso è stato valicato un limite che dovrebbe essere inviolabile, quello domestico. Per questo è necessario che le forze dell’ordine vigilino perché sia garantita la sicurezza della giornalista.